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Solofra ... si sta spegnendo

La perdita della dirigenza per l'istituto comprensivo “Francesco Guarini” è il sintomo, l'ennesimo, che qualcosa nella nostra città si sta spegnendo. Da qualche anno a questa parte stiamo assistendo ad un progressivo impoverimento del nostro territorio. E purtroppo i dati statistici ci danno ragione. Secondo l'Istat, dati del censimento della popolazione 2001-2015 , nella nostra città dal 2013 si sta registrando un lieve calo demografico. Il fatto è che Solofra sta perdendo attrattività. Sta perdendo attrattività. Scontiamo la mancanza di programmazione urbanistico con un Puc annunciato da anni e mai realizzato, scontiamo la carenza di strutture sportive e ricreative adeguate. La piscina comunale alla località Scorza è ormai un lontano ricordo del passato. Ed anziché pensare a recuperare quello che già c'è si pensa a distrarre la cittadinanza promettendo una mirabolante cittadella dello sport così come è stato fatto nell'ultimo consiglio comunale in sede di approvazione del bilancio di previsione e del bilancio pluriennale. Scontiamo una cattiva gestione degli spazi verdi della città. La Scorza, da sempre rifugio dei solofrani dalla calura estiva, è stata stravolta per la realizzazione di un info point e di un pozzo idrico. Entrambi i progetti stentano a realizzarsi e dove prima c'era il verde ora ci sono transenne, cantieri, incompiute. Scontiamo la completa assenza di una politica industriale capace di immaginare un futuro per il nostro distretto industriale. Rispetto a queste cose l'amministrazione Vignola si dimostra silente, muta. Assai più ciarliera appare invece quando si tratta di lanciare annunci o intestarsi risultati per i quali altri si sono spesi, è il caso delle acque di spruzzo e del superamento dell'obbligo di segregazione risultato raggiunto per la sola azione giudiziaria intrapresa dai conciatori solofrani non certo per i tavoli dell'amministrazione. Questa esperienza dell'amministrazioen Vignola volge al termine e non sarà certo qualche rattoppo all'asfalto a cancellare cinque anni di nulla.

 

                                                                                                                                       Il consigliere

Antonello D'Urso

 

 

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