In Roberto Benigni (come in tanti altri sostenitori del Pd) è avvenuta una mutazione antropologica
Caro direttore, Roberto Benigni nel corso di un’intervista ha detto che vota si al referendum confermativo della riforma costituzionale e che stima Matteo Renzi. Poi ha aggiunto: «Sono trent'anni che sento parlare della necessita di superare il bicameralismo perfetto: niente. Di creare un Senato delle Regioni: niente. Di avere un solo voto di fiducia al governo: niente. Pasticciata? Vero. Scritta male rispetto alla lingua meravigliosa della Costituzione? Sottoscrivo. Ma questa riforma ottiene gli obiettivi di cui parliamo da decenni. Sono meglio del nulla. E io tra i due scenari del giorno dopo, preferisco quello in cui ha vinto il "sì", con l'altro scenario si avrebbe la prova definitiva che il Paese non è riformabile» (EZIO MAURO: "La nostra Costituzione è la più bella del mondo masi può cambiare per avere le riforme"; La Repubblica, 2/6/2016).
La mia opinione è che Roberto Benigni, così come tante altre persone vicine al Partito Democratico, ha avuto una mutazione antropologica. Non si spiega altrimenti la differenza abissale tra il Benigni di ieri (corrosivo e dissacrante) e quello di oggi, non si spiegano altrimenti i suoi elogi a Matteo Renzi e la sua decisone di votare per la conferma della riforma governativa della Costituzione. Come può elogiare uno che: 1) ha fatto fuori Enrico Letta dopo avergli detto di stare sereno; 2) ha consentito ad un condannato in primo grado come Vincenzo De Luca di candidarsi alle primarie per l’individuazione del candidato Pd alla Presidenza della Regione Campania; 3) si allea con un trasformista e affarista come Loris Verdini; 4) si circonda di yes men e yes women? Come può votare si ad un referendum su una riforma costituzionale che, a detta di un altro sostenitore del si come il filosofo Massimo Cacciari, è …“una riforma modesta e maldestra”. La verità è che, come ha detto sempre Cacciari “La montagna ha partorito un brutto topolino. Erano meglio persino quei progetti delle varie Bicamerali guidate da Bozzi, De Mita e D’Alema…”
Cordiali saluti
Franco Pelella – Pagani (SA)