Con Carlo Petrini non ha vinto solo la sinistra ma anche la retorica della sinistra
Caro direttore, Michele Serra ha fatto un grande elogio di Carlo Petrini, il fondatore di Slow Food. Ecco le sue parole: “Petrini è la smentita vivente dello stupido luogo comune sul radicalismo come vezzo intellettuale delle élite. È radicale, ma non è per niente chic. È un contadino. Dei contadini ha l’eleganza ruvida e l’assenza di fronzoli nelle relazioni umane. È socialista: difende le comunità agricole del pianeta dalla morte sociale e dalla morte identitaria (esiste anche la biodiversità delle persone), le mette in rete, con Terra Madre ha creato una vera e propria Internazionale contadina, migliaia di ragazzi (soprattutto ragazzi) che credono nel lavoro, nella natura, nello spirito di comunità. È uno dei pochissimi casi nei quali la sinistra ha vinto. Anche per questo leviamo il calice” (L’Amaca, La Repubblica, 16/4/2016).
Sono d’accordo con Michele Serra, i meriti di Carlo Petrini sono molti. Ma Petrini non ha solo meriti. Ha anche il demerito di avere usato più volte l’arma della retorica per lanciare messaggi di tipo progressista; in questo caso ha vinto la retorica della sinistra, non la sinistra. Egli, esaltando le coltivazioni di tipo biologico, ha più volte sostenuto che i cosiddetti ogm (organismi geneticamente modificati) sono pericolosi per la salute ma questo non è vero dato che i nostri animali consumano normalmente prodotti agricoli di tipo ogm. La verità è che biologico, ogm e coltivazione tradizionale sono etichette per riferirsi a piante che nutrizionalmente sono identiche. Anche nel biologico si usano sostanze chimiche pesantissime e quindi l’utilizzo del biologico non apporta nessun vantaggio dimostrato per la salute e l’ambiente.
Cordiali saluti
Franco Pelella – Pagani (SA)