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Solofra. Il rilancio del distretto conciario solofrano attraverso i frazionamenti degli opifici.

Da oltre un mese abbiamo inoltrato al presidente del Consiglio Comunale e al Sindaco una proposta di mozione riguardante l’annosa questione dei frazionamenti degli opifici industriali ricadenti in Zona ASI con contestuale costituzione di condomini industriali. Tale iniziativa ripropone ancora una volta una questione da anni orami al centro del dibattito cittadino e frutto delle continue richieste degli imprenditori conciari che hanno manifestato, in più occasioni, l’esigenza di poter frazionare liberamente gli opifici esistenti in zona ASI per le seguenti motivazioni:

 

·        risparmio dei costi di gestione degli opifici esistenti, realizzati in uno scenario economico diverso da quello di oggi;

·        adeguamento al mercato del pellame finito che oggi si è orientato verso produzioni più piccole e di fascia qualitativa alta;

·        favorire la ristrutturazione industriale mediante la razionalizzazione del patrimonio edilizio esistente e la messa in esercizio di opifici attualmente non operanti;

·        consentire l’insediamento di nuove e più specializzate attività con la conseguente creazione di reddito e soprattutto di occupazione.

 

Tale iniziativa fu già proposta con interpellanza in data 19 settembre 2014 n°15160, discussa in Consiglio Comunale del 21/11/2014 con deliberazione numero 50 ed essa era, nel merito, presente nel Programma della lista Solofra Domani e negli indirizzi programmatici di codesta amministrazione: Non solo concia, noi punteremo sull’allargamento e il completamento della filiera della pelle, affiancandola da misure di diversificazione delle attività produttive nella zona industriale. A tal proposito, attraverso la modifica del Piano Regolatore ASI, è necessario consentire, per attrarre nuovi investimenti, il cambio di destinazione d’uso e il frazionamento in più unità amministrative/subalterni degli opifici presenti nell’area industriale, a cominciare da quelli attualmente non operanti”;      

Su tale questione con la Delibera di Giunta Municipale n°199 del 05/12/2013, e la successiva deliberazione n° 2013/3/8 del 20 Dicembre 2013 del Consorzio ASI della Provincia di Avellino, prima il Comune poi la stessa ASI avevano manifestato l’intenzione di giungere ad una risoluzione.

Di concreto però, nonostante Vignola occupi la poltrona di Vice Presidente dell’ASI, da allora non è cambiato nulla. In aiuto però, nel corso di questi anni, vi sono stati importanti cambiamenti normativi. Uno su tutti il  Decreto Legge “Sblocca Italia”, in particolare l’art. 17 (rubricato Semplificazioni ed altre misure in materia edilizia), il quale ha fornito importanti novità, nella direzione richiesta dagli imprenditori conciari e in linea con gli indirizzi programmatici dell’amministrazione Vignola. Esso, infatti, modifica in più punti il Testo Unico dell’Edilizia, con l’intento dichiarato di provare a rilanciare il settore e “al fine di semplificare le procedure edilizie e ridurre gli oneri a carico dei cittadini e delle imprese, nonché di assicurare processi di sviluppo sostenibile, con particolare riguardo al recupero del patrimonio edilizio esistente e alla riduzione del consumo di suolo”.

Il citato Decreto Legge “Sblocca Italia” ha apportato modifiche sostanziali all’art. 3 del T.U.E., d.P.R. 380/01, ampliando il concetto di manutenzione straordinaria, nozione disciplinata dal comma 1 lettera b) e di cui si riporta il testo aggiornato:

"interventi di manutenzione straordinaria", le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino la volumetria complessiva degli edifici e non comportino modifiche delle destinazioni di uso. Nell'ambito degli interventi di manutenzione straordinaria sono ricompresi anche quelli consistenti nel frazionamento o accorpamento delle unità immobiliari con esecuzione di opere anche se comportanti la variazione delle superfici delle singole unità immobiliari nonché del carico urbanistico purché non sia modificata la volumetria complessiva degli edifici e si mantenga l'originaria destinazione d'uso.

Il Decreto Legge “Sblocca Italia”, inoltre, ha ampliato l’utilizzo della comunicazione inizio lavori (CIL), in sostituzione del permesso di costruire, tramite il quale i cittadini interessati sarebbero tenuti a trasmettere all’amministrazione comunale i dati identificativi dell’impresa alla quale intende affidare la realizzazione dei lavori, unitamente ad una relazione tecnica provvista di data certa e corredata degli opportuni elaborati progettuali, a firma di un tecnico abilitato. Il compito di tale tecnico sarebbe quello di asseverare, sotto la propria responsabilità, che i lavori siano conformi agli strumenti urbanistici approvati e ai regolamenti edilizi vigenti e che per essi la normativa statale e regionale non preveda il rilascio di un titolo abilitativo.

 

C’è sempre poi da ricordare che le vigenti N.T.A. del P.R.T. dell’area ASI di Solofra, non ancora pubblicate sul sito comunale, nell’apposita sezione “amministrazione trasparente”, ai sensi del D.lgs. 33/2013, non vietano espressamente la suddivisione in subalterni dei complessi industriali esistenti, così come chiaramente riportato anche nella deliberazione n° 2013/3/8 del 20 Dicembre 2013 del Consorzio ASI della Provincia di Avellino.

 

A supporto di tale mozione è stato citato anche un caso similare, ovvero quello del Consorzio ASI di Caserta, in cui con le delibere di Comitato n°47/2012 e n°360/2012 si è già autorizzato la suddivisione degli opifici in parti tali da poter essere utilizzate da diverse aziende con l’obbligo di costituirsi in condomini industriali.

 

A supporto di questa mozione è stata richiamata anche una sentenza del T.A.R. Campania Salerno, Sez. I, 7 ottobre 2003, n. 983, sul ricorso n. 1525/2001 Reg. Gen., proposto da Società CECOM – Centro Composizione Meridionale di Provitera G. e C. s.n.c., rappresentata e difesa dall’avv. Lorenzo Lentini, contro il Consorzio ASI di Salerno e nei confronti del Comune di Fisciano, il quale ha annullato la delibera del Comitato Direttivo A.S.I. di Salerno n. 160 del 16-3-2001, con la quale era stato negato il nulla osta all’insediamento ed alla ristrutturazione richiesta dalla ditta CECOM nell’agglomerato industriale di Mercato San Severino – Fisciano.

 

Ad oggi, la tanto annunciata variante al vigente Piano ASI, promessa da Vignola, coadiuvato da Pasquale Gaeta, non è ancora stata approvata e, in realtà, neanche adottata, con la conseguenza che le attività di riperimetrazione poste in essere nel consiglio Comunale dell’aprile del 2013, risultano ancora disattese. Inoltre, nonostante lo stesso Vignola, ricopra la carica di vice Presidente del Consorzio, non è stata neanche avviata alcuna procedura di intesa tra il Comune e la stessa ASI ai sensi dell’art.5 della Legge Regionale 13/2008 ovvero di accordo di programma ai sensi dell’art.5 del regolamento n.5/2011.

Visto l’immobilismo di questa maggioranza, abbiamo quindi richiesto di inserire all’ordine del giorno la mozione riguardante l’attuazione di: “quanto disposto dallo Sblocca Italia e di trasmettere tale indirizzo al Dirigente Area Tecnica al fine di accelerare i procedimenti amministrativi finalizzati alle comunicazioni di inizio lavori per il frazionamento degli immobili industriali ricadenti in zona ASI  anche se comportanti la variazione delle superfici delle singole unità immobiliari nonché del carico urbanistico senza acquisire parere consultivo dell’Asi di Avellino purché non sia modificata la volumetria complessiva degli edifici e sia costituito un regolare condominio industriale.

Purtroppo nell’ultima seduta di consiglio comunale tale argomento, non sappiamo se per dimenticanza o per volontà effettiva, non è stato inserito all’ordine del giorno, sebbene il regolamento consiliare le prevedesse obbligatoriamente. Esso sarà discusso verosimilmente nel prossimo Consiglio Comunale.

 

Sarebbe opportuno un contributo alla discussione di tutte le associazioni di categoria presenti sul territorio e soprattutto di tutti gli imprenditori conciari proprietari di opifici in zona ASI ormai troppo grandi e troppo tassati.

 

La rinascita della comunità solofrana non può prescindere dalla rinascita del distretto industriale.

 

De Piano Paolo, De Stefano Gerardo, De Stefano Orsola, D’Urso Antonello, Moretti Nicola,    Pisano Gabriele, Tarantino Agata.   

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