Solofra. Un’armata Brancaleone governa la città, … ma solo in seconda convocazione!
L'armata Brancaleone è un film di Monicelli del 1966: Brancaleone da Norcia, spiantato rampollo di una nobile famiglia decaduta, dotato di grande eloquenza, guida uno sparuto manipolo di miserabili alla presa di un feudo (Aurocastro in Puglia)…. Monicelli racconta con esilaranti effetti comici un medioevo straccione e violento in cui non vagano nobili cavalieri, ma disperati, miserabili, cialtroni ed appestati.
Il gruppo Solofra domani è proprio un’esilarante armata Brancaleone: ha vinto le elezioni per caso, ma, dopo aver vinto, non sapendo cosa fare e dove andare, ha perso per strada tre pezzi dell’armata, riducendosi a 9 cavalieri di ventura. Nel mese di marzo 2016, per viaggiare più unito, l’esercito, si è ulteriormente diviso in tre “armate” consiliari: l’armata PD (Vignola, Guacci, D’Onofrio e Russo), l’armata UDC (Gaeta, Gallucci e De Stefano Luigi) e l’armata Società Civile (Ruggiero e Grassi). … Ma di fatto ognuna sta per i ”cavoli” suoi!
E infatti, in consiglio comunale, i consiglieri di questi gruppi non riescono più a presentarsi uniti in 1a convocazione: ne perdono sempre uno per strada!
Cosi attendono la 2a convocazione, e, se va bene, si presentano in otto e possono combattere persino contro se stessi: l’amministrazione Vignola, astenutasi per rendere innocue le delibere proposte dalla minoranza, si è accorta - dopo mille pareri - che con la sua astensione, di fatto, le ha approvate!
Ed allora ecco il colpo di genio: approfittando del fatto che, sul campo di battaglia, il cavalier Eugenio c’è e non c’è, gli otto componenti dell’armata Brancaleone, non si presentano più in 1a convocazione, ed in 2a convocazione, anche senza il prode Masino, possono andare avanti (in 2a convocazione, si può deliberare con la presenza di 1/3 dei consiglieri: 5 consiglieri più il sindaco!) e rimediare alle figure di cacca fatte con l’astensione, anche al fine di rendere inefficace il ricorso al TAR presentato dalla minoranza!
DAGLI ATTI UFFICIALI DELLA DISCUSSIONE (SINDACO): «La dichiarazione di voto che faccio adesso ed il voto che noi daremo è un voto serio perché noi non voteremo contro. Noi ci asterremo. Attenzione non è una furbizia per non far passare il punto» …
Dimenticando le parole del sindaco, la maggioranza decide di annullare, in autotutela, le delibere proposte dalla minoranza sulle quali si erano miseramente e maliziosamente astenuti!
Il guaio è che questi non conoscono ne il significato ne la ratio “dell’annullamento in autotutela”, che presuppone necessariamente (art. 21-octies, comma 1, della L. n. 241/90) la illegittimità di un provvedimento amministrativo da annullare, appunto, in autotutela!
L’autotutela amministrativa è una complessa attività con cui la pubblica amministrazione risolve conflitti potenziali ed attuali relativi a suoi provvedimenti affetti da violazione di legge, da eccesso di potere o da incompetenza (Art 21-octies L. 241/90).
L’amministrazione Vignola vuole annullare in autotutela il proprio voto di astensione liberamente espresso in delibere di consiglio comunale, ma dov’è l’illegittimità del voto di astensione?
I consiglieri potevano esprimere liberamente un voto favorevole, contrario, astenersi o addirittura uscire dall’aula: perché dovrebbe essere illegittimo un voto di astensione liberamente espresso?
Quale violazione di legge, eccesso di potere o incompetenza è riscontrabile nella loro libera manifestazione del voto di astensione?
Se la maggioranza non ha consapevolezza del valore del voto di astensione espresso, deve dimettersi in blocco ed andare a casa per manifesta incapacità di intendere e di volere!
Invece, se qualcuno ha costretto la maggioranza ad esprimere un voto di astensione contro la propria volontà, questa, prima di andare a casa, si rechi dai Carabinieri e denunci il reo!
Di sicuro non accadrà nulla: per il momento tutti nascondono la propria inadeguatezza dietro un dito, e, accada quel che accada, vanno a rimorchio, … senza sapere dove!
È certo però, che, in vista delle elezioni 2017, si sono definitivamente rotti gli equilibri che hanno consentito a Vignola di galleggiare tra il niente e il nulla, ma non si è ancora realizzata la condizione per “buttarlo a mare”, costruendo un nuovo equilibrio intorno ad un altro leader meno ridicolo e fallimentare!
mariomartucci