Solofra. Nuovo GAL – Area Vasta – “Dove molti galli cantano non fa mai giorno”
Solofra, 22 marzo 2016. Apprendo da quotidiani locali la notizia che il Sindaco Vignola sta “lavorando” alla costituzione di un nuovo Gruppo di Azione Locale (GAL) insieme a altri comuni tra cui Forino, Bracigliano, Calvanico, Fisciano, Baronissi, Mercato San Severino, Pellezzano e Cava de Tirreni.
Il primo aprile poi, Vignola rilancia e annuncia anche un incontro, ma stranamente gli attori cambiano e il comune di Cava dei Tirreni scompare.
Ora aldilà dell’illogico modo con il quale vengono scelti i comuni che chiaramente non sono la rappresentazione di un territorio omogeneo e che non comprendono una delle città più grandi della provincia di Avellino ovvero Montoro, prima di ritenere valida o meno la proposta diventa essenziale capire cosa sono i GAL.
Il gruppo di azione locale (o semplicemente GAL) è un gruppo (generalmente una società consortile) composto da soggetti pubblici e privati allo scopo di favorire lo sviluppo locale di un'area rurale.
I GAL elaborano il piano di azione locale (PAL) e gestiscono i contributi finanziari erogati dall'Unione europea e dal Fondo europeo agricolo di orientamento e di garanzia.
In sostanza, aderendo ad un GAL, si può accedere solo ad una parte dei fondi europei ovvero quelli dei PSR ovvero alla programmazione dello sviluppo rurale. Quindi stiamo parlando di aree rurali. Solofra è forse conosciuta nel Mondo per le sua caratteristiche “aree rurali”? Certo che no. Solofra ha anche aree rurali che vanno tutelate e salvaguardate ma Vignola avrà forse dimenticato che la città di cui egli è Sindaco fa parte già di un GAL? Ma non guardava a Salerno e al MARE? Cosa centra lo sviluppo rurale?
Con lo stesso GAL Serinese Solofrana, Vignola si è fatto promotore della realizzazione dell’info point in località la scorza attraverso l’applicazione della misura 313 del PSR 2007/13 e i cui risultati sono sotto gli occhi di tutti i Solofrani, lavori sospesi da oltre un anno per presunte irregolarità, tra le quali mancanza di autorizzazione paesaggistica e mancanza di deposito dei calcoli statici al competente genio civile. Risultato? Perdita dei finanziamenti e il rischio di dover ripristinare lo stato dei luoghi. Un vero disastro che ha devastato un’area di memoria storia e di valenza paesaggistica.
Ma allora perché creare un altro GAL, quando ce ne è già uno? Probabilmente per giustificare l’infelice scelta di non aderire all’Area Vasta e quindi per far vedere che si sta facendo qualcosa di alternativo che “guarda al mare”. Il paradosso è che a questo nuovo GAL è stato invitato anche il Comune di Forino che invece ha già aderito all’Area Vasta “Avellino” e questo fatto chiarisce che stiamo parlando di due cose distinte che possono convivere e che non si oppongono. L’Area Vasta però non è un ente o un consorzio e quindi a differenza del GAL non deve essere dotato di una struttura organizzativa che possa garantire incarichi e quindi stipendi. L’Area Vasta è un concetto introdotto con la Legge 7 aprile 2014 n. 56 recante "Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni". L’Area Vasta inoltre permette di intervenire su tutte le misure della programmazione dei fondi europei e non solo sui PSR (Programmazione dello Sviluppo Rurale), cosa invece possono fare i GAL e che Vignola conosce bene in quanto ha ricoperto una carica nel GAL Irpinia - Montella. Concetti base questi, che chi amministra una città dovrebbe conoscere. Insomma stiamo assistendo all’ennesimo spot da continua e interminabile campagna elettorale che vuole gettare le basi alla creazione di un altro carrozzone per magari assumere amici, parenti e “tifosi”. Ci risiamo. Si vuole riproporre la vecchia politica clientelare, tanto nota al Vignola, che tiene da parte la meritocrazia e che non pensa agli interessi della collettività. Dopo quattro anni di amministrazione, le capacità e i risultati sono ormai noti a tutti e anziché riempire ogni giorno i giornali e i social con continui spot, sarebbe il caso di occuparsi seriamente alla programmazione del futuro.
Arch Vincenzo De Maio