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Solofra. Intervista marziana ad Agata Tarantino

Solofraoggi,La voce di chi non ha voce”, per la serie delle “interviste marziane”, incontra Agata Tarantino: socialista, perito chimico e mamma impegnata in attività commerciali, si dedica alla politica dal 1980, diventa Assessore alla Pubblica Istruzione e alle politiche giovanili infanzia adolescenza e sostegno alla maternità con il Sindaco Dott. Aniello De Chiara, rimane, per scelta, fuori dalla politica fino a maggio 2012, quando si candida nella lista “Solofra Domani”  con il sindaco Vignola di cui diventa Vice fino al 14 maggio 2014 (prima donna ad assumere il ruolo di vice sindaco, seppur per breve tempo), quando lascia la carica di Vice sindaco e assume quella di Assessore alla Pubblica Istruzione ed Edilizia Scolastica (mensa, trasporti, infanzia e pari opportunità) fino al 16 gennaio 2015, quando Le viene revocata la nomina di Assessore e conferita una semplice delega nelle stesse materie. Da febbraio 2015 siede in consiglio comunale, solo come esponente del Partito Socialista Italiano, e, sta all’opposizione, come altri amici della ex maggioranza (Gabriele Pisano e Gerardo De Stefano: Solofra Democratica).

 

D. Agata, una sera, mentre rientri a casa con la spesa, incontri un esserino verde smeraldo, un marziano atterrato improvvisamente con una piccola astronave davanti casa tua, che, con cortesia, ti chiede: dimmi la cosa più bella della Città di Solofra. Tu cosa rispondi?

R. Di salire, aiutarmi con le buste della spesa (abito al terzo piano senza ascensore). Gli farei conoscere la mia famiglia e lo inviterei a restare a cena. Vengo da una cultura contadina dove la frugale ospitalità era sacra, mi hanno insegnato che la convivialità e un buon bicchiere di rosso, abbattono   anche le distanze tra pianeti.

Dopo cena, un teletrasporto a Castelluccia, è da lì che si apprezza dall’alto l’INTERO, la conca, le case, la storia, la corona del verde, l’attività del lavoro, gli sfregi compiuti negli anni, le fragilità di un sistema e le sue possibili future prospettive. Ogni luce una casa, ogni casa una famiglia di solofrani. La gente e la capacità di autoprodurre benessere per questa terra. La cosa più BELLA, che è anche il lato più critico, “la sensazione di poter essere (UNO) onnipotente e autosufficiente”.  Cullarsi in un sogno già sognato e perdere di vista altri mille orizzonti, l’IO Dio che si chiude al noi.

(Ecco, credo che dopo questa riflessione, l’esserino verde scappa verso Orione e così avremo salvato il pianeta dall’invasione aliena).

 

D. Dicono di te, che sei leale, che non molli mai, che sei sanguigna e puntigliosa e che sei sempre pronta a mostrare gli attributi! I tuoi avversari politici, ti riconoscono competenza, impegno e passione nell’attività istituzionale. Può essere che solo Vignola non ti apprezzi?

R. Sì Infatti, ho tutti questi difetti e tanti altri ancora, riconosco di non avere un buon carattere. Se avere “buon carattere“ significa accondiscendere acriticamente pur di sedere nell’olimpo. La politica non l’ho mai fatta né usata per mestiere, ma per passione e ogni passione che si rispetti viene appagata quando produce valore. Nel caso specifico, un’amministratore pubblico, dovrebbe essere valutato per i risultati concreti e tangibili che produce nell’agire del suo mandato. Il Comune per me è un’azienda, pubblica, ma pur sempre un’azienda. Il sindaco pro-tempore è l’amministratore delegato dei cittadini, dovrebbe quindi dar conto di quali scelte strategiche, quanti lavori pubblici, quante opportunità, quanti posti di lavoro, quanti investimenti, quanta cultura, quale miglioramento della qualità della vita, quanto rispetto per i diritti civili, come ha risanato i bilanci. Queste sono le sole cose che contano, altrimenti, con la chiacchiera e il perenne comizio, tutto rischia di trasformarsi in un’infinita e snervante campagna elettorale lontana e avulsa dai problemi reali della gente. Tutto questo porta solo acqua al mulino del qualunquismo e dell’antipolitica.

Chi ha una diversa visione della cosa pubblica, ovviamente, apprezzerà altre doti, che non metto in discussione, ma che non concepisco e al momento non mi sono note.

 

D. Nel 2012, la lista Solofra Domani aveva acceso speranze che, alla prova dei fatti, si sono irrimediabilmente spente, suscitando anche diffusi sentimenti di delusione: è solo colpa del sindaco?

 

Fare il sindaco in questo paese è un’impresa ciclopica, ho sempre detto che Solofra con le problematiche della gestione di una zona industriale che è la più importante della provincia, necessiterebbe di essere guidata da personalità politiche di alto profilo, e rappresentata nelle più alte istituzioni, più dello stesso capoluogo Avellino, soprattutto in relazione alla quasi contemporanea fusione in un unico comune delle due Montoro. Nel 2012 il paese richiedeva un radicale cambiamento, si erano già consumate rotture, frammentazioni e veleni nel palazzo. Se partiamo da questo assunto capiamo anche perché nel 2012 abbiamo assistito ad un miracolo della fisica quantistica, siamo arrivati alla studiata, divisione dell’atomo, tra tanti sindaci in pectore e tanti candidati, ogni famiglia media ha votato minimo per tre liste, (teorema matematico, che se riproposto in futuro, darebbe il medesimo esito). Ora, però, poniamoci anche qualche domanda sui criteri di selezione della classe dirigente effettuata dai partiti in quest’area geografica, e mi dica lei in cosa avremmo dovuto sperare… Quello che è successo nel 2012 ha agevolato certamente, chi su tavoli diversi da quelli locali e sulla testa di chi ha lottato in buona fede, ha giocato carte truccate, prendendo impegni diversi e contraddittori, che poi non è stato in grado di mantenere. Io a quei tavoli non ho partecipato quindi non ne conoscevo né ne conosco i termini, credo, anzi, di averli subiti in qualche modo, mi auguro però che gli interessi di residenza, finiscano per costituire un valore di appartenenza un tantino più alto di una tessera di corrente. In quanto a colpe, la colpa, come il peccato sono concetti difficili da comprendere per me, socialista impenitente, appartengono ad una cultura prettamente cattolica, quindi, chi meglio di un sindaco che si definisce orgogliosamente democristiano sa che la via della redenzione prevede la confessione il pentimento e l’espiazione!

 

D. Credi di aver commesso degli errori? C’è qualcosa che potevi concretamente realizzare e non hai potuto fare?

R. Errori, certo, ne ho fatti tanti, chi non ne fa? Io più di altri. Posso dire di essere serena sul fatto che ho cercato di sfruttare nell’interesse del campo di competenza (istruzione, infanzia e pari opportunità), tutte le occasioni che si presentavano, molte sono andate a buon fine (fibra ottica, corso universitario, edilizia scolastica e progetti sociali), altre no (non si è realizzato l’ufficio dell’impiego comunale e l’anagrafe dell’edilizia scolastica). Ho sempre cercato di mantenere un filo di comunicazione con la gente, un modo per me, di restare nella normalità e coi piedi per terra ... ma sono stata poco attenta a quello che si muoveva intorno a me, dietro le porte chiuse o nelle sedi dei partiti. Quando è toccato agli altri subire ingiustizie prima di me, ho creduto, da donna, che le cose si potessero ancora aggiustare, invece avrei dovuto già allora prendere una posizione più netta, anziché cercare di mediare. Insomma ho curato troppo il generale e poco il particolare e questo in politica, sotto molti aspetti, è un errore grave.

 

D. Da maggio 2012 il Comune doveva essere una casa di vetro: trasparenza, legalità, equità e partecipazione. Dopo le elezioni, il sito del comune dedicato alla “trasparenza” (D.Lgs. 33/2013), è quasi totalmente vuoto di contenuti: la legalità è esistita solo nei comizi tra il Bar Romano ed il Bar Italia?

R. Vero e ritengo questo   un segnale di grande debolezza da parte della maggioranza, oltre che un’evasione agli obblighi di legge, è una mancanza di rispetto nei confronti dei cittadini elettori che vengono informati solo a mezzo stampa o sui marciapiedi  dei bar, con la tecnica del cicero pro-domo sua, ricordo che appena eletti col  presidente del consiglio Pisano, adottammo un accurato, regolamento per la registrazione video dei consigli comunali, i quali venivano anche caricati sul sito istituzionale del comune, da tempo questa buona prassi è interrotta, peccato !

Chi ha stabilito di nascondersi e rinchiudersi nuovamente nel palazzo ha sprecato un’altra buona occasione per recuperare credibilità sugli argomenti.

 

D. Ti sembra normale che le partecipate Irno Service, CoDiSo e Global Service (anche se posta in liquidazione) non pubblichino on line nella sezione trasparenza (che nemmeno esiste!) nessuno dei loro atti e nemmeno i loro bilanci, come prevede il D.Lgs. n° 33/2013 in vigore dal 5 aprile 2013?   È ancora tempo di politica politicante?

R.  Gli obblighi delle pubbliche amministrazioni, in merito al decreto a cui fai riferimento è stato anche oggetto di  una circolare alla corte dei conti, Il ministro della funzione pubblica, ha chiesto  infatti nella circolare  di applicare in maniera più estesa possibile, le regole contenute nel decreto e che riguardano pubblicazioni di bilanci e compensi dei dirigenti e dei consulenti, proprio nelle partecipate, anzi  se guardiamo il comma 4 dell’art 22  del  D.Lgs. sarebbe anche vietata l’erogazione di somme a qualsiasi titolo da parte dell’amministrazione in favore di partecipate  (anche con quote minoritarie), che esulano dagli obblighi di pubblicazione degli  atti e deficitano nella trasparenza .

 

D. La bonifica delle falde acquifere è in alto mare. Ci sono opere pubbliche mai iniziate, altre non ultimate nei termini e altre ancora ferme per carenze di autorizzazioni. Rischiamo di restituire finanziamenti per milioni di euro. Il Ministero bacchetta pesantemente il Sindaco per l’aumento Tasi 2015 chiedendo la revoca della delibera, ma il sindaco occulta il tutto goffamente! … È sempre colpa degli “altri” o l’Amministrazione brancola nel buio più assoluto per difetto di competenze?

R. In merito alle opere pubbliche ci sarebbe da scrivere un libro, ma proverò a concentrare. Il problema principale, da sempre, risiede nella difficoltà di programmare con largo anticipo, di molte amministrazioni e di numerosi enti, è dovuto all’astrusità dei bandi, alla frettolosità e alla sommarietà della proposta tecnica, alla tempistica tra finanziamenti, accreditamento delle risorse e tempi di realizzazione delle opere. A tutti questi cronici problemi si è aggiunta la lentezza di chi centralizza ogni cosa, diffida, ed è ossessionato dalla mania dell’ipercontrollo e della regia occulta o palese di ogni processo, spesso però, siccome la quasi totalità dei progetti, non sono stati partoriti dalla stessa mente, intanto che se ne arriva a capo si bloccano i processi, il tempo passa e le occasioni sfumano. In sintesi si è applicata la politica dei cuculi che poi hanno finito per rompere maldestramente tutte le uova. E’ successo infatti che al 31-12-2015 termine ultimo di realizzazione di molte opere, non si sia riusciti a spendere le risorse e a rendicontarne le spesa, quindi risultano sospesi i cantieri di Casapapa, Asilo Melito, piano di caratterizzazione dell’Ato, etc. Per questi cantieri si dovrà ora attendere che la regione Campania reperisca i fondi per il completamento sulle risorse ordinarie. Molti cantieri invece non sono affatto partiti, come il vallone scuro, la materna S. Andrea, la scuola a S. Agata, Cappuccini. Del mutuo del credito sportivo in favore della palestra di Fratta elementari non si sa nulla, come anche dei fondi sul recupero mutui messo in corso dalla sottoscritta e riconosciuti sul decreto sblocca scuole che ha liberato risorse per circa 90.000 euro già dal 14 Gennaio 2016 e tanto altro. La preoccupazione è che per appuntarsi qualche medaglia postuma si rallentino i tempi e si sprechino altre importanti risorse.

In quanto alla bonifica, segue al piano di caratterizzazione, mancando ancora quello ….

 

 D. È giusto fare uno sconto del 50% ai conciatori sulla tariffa dell’acqua potabile utilizzata per uso industriale (1 euro anziché 2) e far pagare ai cittadini, per la stessa acqua (quando gli arriva!), l’intera tariffa?  È giusto dare l’acqua potabile, prima alle concerie e poi ai cittadini violando anche la legge (art. 144 comma 4 D.Lgs. 152/06)?

R. Sarebbe giusto che i cittadini che pagano l’acqua potessero anche usufruirne! Insomma, se le nostre sorgenti avessero portate di acqua sufficienti al consumo civile e poi ne rimanesse anche per l’uso industriale non ci vedo nulla di male se un’amministrazione che ha volontà di aiutare le imprese in un momento di crisi, decide di abbattere il costo della fornitura idrica alle aziende.  In un primo stadio di emergenza sono stata anche d’accordo, le aziende con i pozzi sequestrati non avrebbero potuto lavorare altrimenti, e il lavoro andava tutelato, poi le cose e le prospettive sono mutate, già da tempo si potevano mettere in corso investimenti privati per non gravare sull’acquedotto civile.

In tutti i casi, da che è entrata in vigore la legge 15 sul riordino del sistema idrico, tali pratiche sono consentite solo in casi estremi e di surplus. Nel mutato quadro normativo, con l’Inverno mite e la scarsità di precipitazioni, andrebbe varato già da oggi un piano di emergenza per ridurre al minimo gli eventuali gravi disagi. La vedo dura per tutti.

 

 L.R. n° 15/2015, impone che l’acqua sia gestita da un gestore unico, con un’unica tariffa perequata (quindi triplicata!) e con 1,4 miliardi di investimenti già programmati da riversare sulla detta “perequata tariffa”. Il gestore unico deve essere individuato: o in base ad affidamento in house ad un precedente gestore pubblico al 100%, che non potrà fare utili (cioè sul “modello” dell’Alto Calore Servizi, senza fare utili, ma facendo debiti e clientele!); o, con gara pubblica, ad un privato che, per logiche di mercato, dovrà per forza fare utili. Non ti sembra che il cittadino, in ogni caso, dovrà pagare una montagna di soldi in più per avere (se l’avrà?) la stessa acqua che aveva in precedenza?

I solofrani hanno già perso la loro acqua e pure i 54.180,00 euro regalati a Salerno Energia?

A parte ciò, sarà possibile ottenere un qualche ristoro sulla tariffa “perequata” per i comuni proprietari di sorgenti?

R.  Certo così dice la legge oggi. Qualcosa si poteva fare, ma bisognava farlo prima. Il comune di Solofra avrebbe potuto attuare la gestione in-house della sua risorsa attraverso un soggetto interamente pubblico, ma si è voluto perdere inspiegabilmente troppo tempo. A questo punto, non avendo i requisiti, il nostro gestore sarà costretto ad aggregarsi con Alto Calore e Gesesa – Acea, dove peserà per la quota dell’1-2 % (anche se rimarrà con gli uffici sul territorio, avremo perso la nostra acqua), oppure entrerà nelle competenze del gestore individuato attraverso gara pubblica europea (Gori, Acea). Di questo abbiamo parlato diffusamente in più di un’occasione: il gestore di distretto dovrà essere unico, la tariffa sarà unica e la stabilirà l’EIC regionale, su proposta dei sindaci. Il problema è che la tariffa dovrà coprire i costi, quindi anche i 120 milioni di debiti di alto calore peseranno sulla tariffa, la perequazione agevolerà a mio avviso gli utenti attuali di Alto Calore, che attualmente pagano le tariffe più alte della regione Campania, i nostri cittadini solofrani invece, perderanno l’acqua e vedranno schizzare in alto le loro bollette. Ci siamo sempre battuti su questo punto e continueremo a farlo, nonostante, sulla proposta fatta dalla minoranza al consiglio comunale di “richiedere agevolazioni tariffarie nei comuni dove insistono le sorgenti idriche, e di inserire il sistema idrico solofrano fra le infrastrutture a carattere strategico” la maggioranza in maniera pilatesca si sia incomprensibilmente astenuta. Chiediamo però che su questo punto si mobiliti il paese intero, è assurdo che il sindaco e pochi altri, in questo momento, stiano valutando in solitudine la proposta di aggregazione dell‘Ato, pervenuta ufficialmente al protocollo dell’Ente il 6 febbraio 2016 e tenuta dolosamente nascosta nel cassetto del sindaco: il sindaco vuole “giocarsi” la nostra acqua senza rendere conto a nessuno e, soprattutto, senza confrontarsi con nessuno! L’amministrazione ha ricevuta la proposta il 6 febbraio 2016, ma nella seduta del consiglio comunale dell’8 febbraio 2016 ha ritenuto “opportuno” tenerla nascosta, sia ai consiglieri comunali che ai cittadini solofrani, perché manovratori  & speculatori (Alto Calore-Gesesa-Acea, etc) non devono essere disturbati: si devono prendere la nostra acqua, … a nostra insaputa !

 

D. Nelle giunte dei comuni con popolazione superiore a 3.000 abitanti, nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura inferiore al 40 per cento, con arrotondamento aritmetico” (art. 1 comma 137 della Legge Delrio in vigore dall’8 aprile 2014). In pratica, a Solofra, la Giunta nominata dal Sindaco con Decreto prot. n° 743 del 16.01.2015 è illegittima perché di essa ne fa parte una sola donna, anziché due (40% di 6). Secondo te, è Vignola che viola la legge, o, in Giunta, la presenza della signorina Maria Luisa Guacci vale doppio, avendo la stessa due nomi di battesimo?

R. No comment. Ma la legge è legge!

 

D. È il momento di rinnovare la classe dirigente, sono maturi i tempi per avere a Solofra un Sindaco donna?

R. Sono maturi i tempi per avere un’amministrazione di salute pubblica, composta dalle migliori menti ed energie di cui il territorio dispone, che ci siano più donne nelle liste e più elette, ma figure competenti e formate in grado di affrontare le gravi innumerevoli problematiche irrisolte. Una squadra più che un solo bomber, che si metta al lavoro ed inneschi - anche grazie alle opportunità offerte dalla nuova programmazione sui fondi europei - processi virtuosi capaci di dare una spinta propulsiva al territorio, alle infrastrutture, all’ambiente, alla riconversione, all’economia e al lavoro, che sia una donna o un uomo ma che sia onesto e di valore, il genere  poco importa .

 

Ultima domanda. Agata, una di queste sere, mentre rientri a casa, incontri lo stesso marziano della prima domanda che, sempre con cortesia, ti chiede: dimmi la cosa più brutta di Solofra. Tu cosa rispondi?

R. Gli risponderei Stai ancora qua? non ti pare di fare troppe domande? ...la cosa più brutta di Solofra?  È  la filosofia della bolletta e della scommessa, che i soldi si possono fare facilmente senza sacrificio e senza  lavoro e che i problemi del paese si possano risolvere sui social … ma soprattutto gli chiederei se ha gradito la cena, ci tengo a far sapere che cucino bene .

 

Grazie ad Agata Tarantino per aver dedicato parte del suo tempo per un intervista extra …terrestre!

 mariomartucci

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