I leader della sinistra italiana hanno rispettato chi (come De Luca) non meritava rispetto
Caro direttore, la settimana scorsa Massimo D’Alema ha partecipato ad un convegno, organizzato dalla Fondazione Italianieuropei a Salerno, sul tema “Il Mezzogiorno e la ripresa possibile”. Nel corso dell’incontro D’Alema si è soffermato anche sui suoi rapporti con Vincenzo De Luca. Egli ha detto, tra l’altro: “ De Luca viene dalla mia stessa storia: abbiamo avuto tante occasioni di confronto e di discussione. Devo dire che lui sa bene che nei suoi momenti difficili, non ora, non gli è mancata la mia vicinanza né il mio rispetto”. Questo è il problema. Vincenzo De Luca viene dalla storia del Partito Comunista Italiano (e dei partiti di sinistra che sono seguiti ad esso). E nei lunghi anni in cui è stato prima segretario della Federazione Provinciale e poi sindaco di Salerno e parlamentare i vertici nazionali dei partiti di sinistra ai quali era iscritto hanno sostanzialmente tollerato che lui (con la sua arroganza, la sua anti-democraticità, la sua mancanza di rispetto nei confronti di amici e avversari politici) fosse il despota di Salerno e provincia. Hanno sostanzialmente sostenuto e rispettato chi non meritava né sostegno né rispetto perché è venuto meno a quasi tutti i principi ai quali si è ispirata la sinistra democratica in Italia. Tra le colpe dei leader storici della sinistra italiana c’è anche questa, di aver tollerato la presenza di veri e propri cacicchi (definizione data in passato dallo stesso D’Alema per quelli come De Luca) in partiti politici che avevano a fondamento la democrazia.
Cordiali saluti
Franco Pelella – Pagani (SA