Caro Barbano, l'analisi del Mezzogiorno di Scalfari è corretta e senza pregiudizi
Caro direttore, rispondendo ad un editoriale di Eugenio Scalfari sul Mezzogiorno (e ad un precedente articolo di Ernesto Galli della Loggia) il direttore de Il Mattino Alessandro Barbano (Il Mezzogiorno e gli ascari del pregiudizio; Il Mattino, 28/12/2015) ha sostenuto che: 1) Non esiste un’etnia meridionale. 2) Non si può identificare il Sud come esportatore di tutti i mali del Paese. 3) Se fosse vera la diagnosi di Scalfari e della Loggia il governo dovrebbe essere assolto perché nell’impossibilità di commissariare l’intera classe dirigente meridionale dovrebbe accettare come interfaccia una rappresentanza di delinquenti, ascari ed emiri. 4) Scalfari e Galli della Loggia incontrano il Mezzogiorno solo in cartolina o nei salotti di qualche premio letterario e/o mondano. 5) Lo scarso capitale sociale del Sud e la stessa qualità delle classi dirigenti non sono una colpa genetica ma piuttosto il termometro di un momento storico a cui non è estranea la disattenzione delle politiche attuali e recenti. 6) Non è vero che il Mezzogiorno è esangue, rassegnato, incapace di autocritica e di progettualità.
Non sono d’accordo con Alessandro Barbano. La mia opinione è che: 1) E’ vero che non esiste un’etnia meridionale ben definita e con caratteristiche ben precise ma esiste una consistente minoranza di meridionali che oggi come ieri non si comporta in un modo civicamente apprezzabile: sono i delinquenti, i notabili, i faccendieri, i nullafacenti, ecc. ecc. 2) Scalfari non ha sostenuto che il Sud è esportatore di tutti i mali del Paese ma ha solo, correttamente, scritto che le mafie hanno ancora i centri decisionali nel Sud ma che negli ultimi decenni si sono ramificate anche nel Nord dell’Italia e all’estero. 3) Il governo non può essere assolto perché sta dando la sensazione che il Sud sia completamente assente dalla sua agenda e che quindi non si sia neanche posto il problema di quali devono essere i suoi principali interlocutori. 4) Gli articoli di Scalfari e della Loggia (ma anche loro precedenti interventi), con la descrizione accurata e precisa dei mali del Sud, dimostrano che essi hanno una conoscenza molto approfondita di esso. 5) E’ vero che lo scarso capitale sociale del Sud e la scarsa qualità della classe dirigente non sono colpe genetiche ma non si può nemmeno dire che sono dovute solo all’attuale momento storico e alle attuali politiche. E’ perlomeno a partire dai Borboni che nel Sud esiste un deficit di senso civico e di classi dirigenti. Non si tratta di una condanna perenne ma bisogna riconoscere che la storia e le condizioni socio-ambientali hanno il loro peso nel condizionare il comportamento degli uomini. 6) Non so da dove può derivare una visione non pessimistica del Mezzogiorno attuale quando tutti gli indicatori sembrano andare in un altro senso.
Cordiali saluti
Franco Pelella – Pagani (SA)