L’Isis è come il nazismo e il fascismo e va combattuto senza indugi
Mercoledì scorso il figlio dell’ex ministro laburista Tony Benn, il deputato Hilary Benn, ha elettrizzato la Camera dei Comuni con un discorso dedicato alla necessità di un intervento militare della Gran Bretagna contro l’Isis. Egli ha detto: “Noi laburisti, e in generale noi britannici, non ci siamo mai spostati sull’altro lato della strada per evitare una minaccia. Non abbiamo avuto paura dei fascisti. Li abbiamo combattuti arruolandoci nella Brigata Internazionale contro il dittatore Franco. Li abbiamo combattuti affrontando Adolf Hitler e Benito Mussolini. E oggi coi fanatici dell’Isis abbiamo un nuovo Fascismo. Un fascismo che disprezza noi, i nostri valori, la nostra democrazia. E quel che sappiamo dei fascisti è che bisogna sconfiggerli” (ENRICO FRANCESCHINI: “L’Is è fascista”. E nel Labour vola la stella di Hilary Benn; La Repubblica, 4/12/2015). Sulle parole di Benn si è aperto un dibattito anche in Italia. Il filosofo Massimo Cacciari ha detto: “Ma che stupidaggini, queste sono cose che vanno bene nei talk show: cosa c'entrano Hitler o Mussolini, quelli erano fenomeni occidentali, sono situazioni completamente diverse, fenomeni storicamente incomparabili… è un problema politico e va affrontato così, non ricorrendo a categorie che non c’entrano nulla” (MARIO LAVIA: Isis, nazismo, guerra dopo le parole di Benn; L’Unità, 5/12/2015).
Non sono d’accordo con Massimo Cacciari. Il fascismo e il nazismo era due forme dittatoriale che disprezzavano chi non corrispondeva all’idea di società che avevano gli ideologi del regime; i comunisti, gli ebrei, gli zingari e gli omosessuali erano tutti nemici da abbattere. Per combattere chi con corrispondeva a questa idea si ricorreva ai mezzi più estremi come l’eliminazione fisica; l’Isis si comporta sostanzialmente allo stesso modo: disprezza il modo di vivere degli occidentali, disprezza le loro religioni e punta quindi alla loro eliminazione fisica. La differenza non è sostanziale ma sta solo nell’utilizzo di mezzi diversi di annientamento; mentre il nazismo ricorreva ai forni crematori e agli eccidi di massa per uccidere comunisti, ebrei, zingari e omosessuali quelli dell’Isis fanno ricorso ad altre forme estreme di violenza come le decapitazioni e le azioni terroristiche. Mi sembra giusta, quindi, sia l’equiparazione tra fascismo, nazismo e Isis fatta da Hilary Benn sia la necessità di combattere, senza tirarsi indietro, contro la nuova barbarie.
Cordiali saluti
Franco Pelella – Pagani (SA)