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Caro Ricolfi, chi fugge dalle zone di guerra deve essere accolto a tutti i costi

Caro Direttore, segnalo il sempre interessante editoriale del sociologo ed economista Luca Ricolfi dedicato, questa volta, al problema immigrazione (Migranti, la vera alternativa; Il Sole 24 Ore, 28/9/2015). Condivido quello che Ricolfi sostiene nella prima parte dell’articolo e cioè che “…l’accoglienza è una politica come un'altra, soggetta a regole di opportunità e di buon senso. Abbiamo dei doveri morali, ma fa parte dei nostri doveri calcolare le conseguenze delle nostre azioni e garantire il rispetto della legalità. Il numero di migranti che un paese può accogliere non è illimitato. L’ingresso dei migranti non può avvenire in modo illegale, o con il ricatto morale degli scafisti, che partono già sapendo che non possono arrivare in Grecia o in Italia. Chi migra per ragioni economiche non ha i medesimi diritti di chi fugge da zone di guerra. E chi governa un Paese non può non porsi il problema di gestire e integrare coloro che ne varcano le frontiere”. Non condivido, invece la frase finale “…forse sarebbe ora che dal piano dei principi astratti si passasse alla valutazione delle conseguenze. Mettendo sul piatto della bilancia tutto: il dovere di aiutare coloro che rischiano la vita nel loro Paese, ma anche il diritto di chi li accoglie di non veder stravolta la propria”. La mia opinione è che coloro che rischiano la vita nel proprio Paese, cioè coloro che emigrano da zone di guerra, dovrebbero essere accolti in ogni caso, anche a costo dello stravolgimento della vita di che chi li accoglie. Diverso è il discorso per i migranti economici, come ha fatto capire lo stesso Ricolfi.

Cordiali saluti.

Franco Pelella – Pagani (SA)

atch tra due pretendenti alla promozione in A, mentre la formazione di Tesser giocherà a Livorno domenica.’

 

Christian Penna

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