Pioggia di cartelle ... a che pro per un Ente che non Bonifica?
Ai cittadini continuano ad arrivare avvisi di pagamento, ingiunzioni fiscali ecc. da parte del Consorzio di Bonifica Comprensorio Sarno per ottenere il pagamento del contributo di bonifica e miglioria fondiaria. L’ente invita i cittadini al pagamento nonostante mancano i presupposti giuridici per poter azionare la pretesa contributiva e molto spesso, per l’esiguità della richiesta, non viene presentato alcun ricorso o impugnativa dal contribuente per evitare altre ed inutili spese legali e di giustizia. Talvolta gli avvisi vengono inviati a cittadini che non sono nemmeno proprietari di alcun bene immobile, talvolta le particelle attribuite sono errate o addirittura vengono attribuite particelle appartenenti ad altri soggetti! L’atto va necessariamente impugnato, anche per evitare che il fenomeno si ripeta, dando luogo a pagamenti ingiusti ed illegittimi. Anche il comune di Solofra dal canto suo ha impugnato qualche anno fa gli avvisi di pagamento ed ingiunzione ottenendone l’annullamento. Presupposti per l’obbligo contributivo sono: la qualità di proprietario dell’immobile, l’emanazione da parte del consorzio del Decreto con il quale viene determinato il perimetro di contribuenza, in mancanza, la configurabilità di un vantaggio a favore dell’immobile (che va dimostrato da parte del Consorzio richiedente), l’adozione da parte dell’autorità Regionale del “Piano di Classifica”.
La cartella e gli avvisi di pagamento quando non menzionano i dati ed i riferimenti del provvedimento che abbia adottato il “piano di classifica” (delibera Regionale ) sono viziati e vanno impugnati. La Legge della Regione Campania obbliga i Consorzi ad approvare il “piano di classifica” prima di procedere alla richiesta di pagamento dei contributi. Poiché in Campania non vi è un simile provvedimento, almeno non noto alla data di pubblicazione del presente articolo, il consorzio non può pretendere alcun pagamento. L’atto è pertanto illegittimo e nullo. In tal senso si sono espressi favorevolmente ai contribuenti già alcune magistrature tributarie. In definitiva, i contribuenti solofrani pongono formulano un dubbio: " a che pro per un Ente che non bonifica"?
avv. Maria Teresa Gaeta