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Il mio endorsement per Andrea Cozzolino

Con l’approssimarsi della data fatidica dell’undici gennaio, inevitabilmente gli iscritti ed i simpatizzanti del PD si interrogano sulla preferenza da dare in occasione delle primarie per l’individuazione del candidato alla Presidenza della Regione Campania, che dovrà poi sfidare il Governatore uscente, Stefano Caldoro. 
I due candidati più autorevoli sono, certamente, il sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca, e l’europarlamentare Andrea Cozzolino. 
La vicenda campana, come è ben noto, è andata oltre i meri confini regionali, dal momento che, tuttora, esistono ambienti romani del partito, che tentano di trovare una soluzione terza, evitando lo scontro fra i due contendenti, che ormai sono in corsa da tempo. 
È molto probabile che una soluzione condivisa, in grado di evitare le primarie e di convincere, quindi, sia Cozzolino, sia De Luca a non gareggiare, non esiste: infatti, pur ricercato con insistenza, nessun dirigente nazionale ha, al momento, accettato di sfidare Caldoro, per cui – come è giusto e sacrosanto – le primarie si svolgeranno in un clima – auspicabilmente – sereno e produttivo per il principale partito italiano, che dovrà ambire a togliere al Centro-Destra l’unica, importante regione che, ancora, governa. 
È noto che i due concorrenti non siano, certo, dei principianti ed hanno alle spalle personalità rilevanti del mondo della cultura, dell’imprenditoria e delle professioni, che li sostengono convintamente. 
È, però, evidente a molti che, per quanto possa essere seducente la candidatura del Sindaco di Salerno, essa presenta molti punti critici. 
Innanzitutto, De Luca ha già corso una volta contro Caldoro, esattamente cinque anni fa, quando il Centro-Sinistra naufragò ed il Centro-Destra ebbe modo di conquistare una regione pur sempre ambita, nonostante l’enorme mole di problematiche, che essa porta con sé. 
Si sa come la fama di sconfitto non aiuta nessuno, tanto più chi, a distanza di un quinquennio, si propone di correre per il medesimo obiettivo, per cui ha già perso, pesantemente, una prima volta. 
Ma, la candidatura di De Luca presenta un secondo fattore di criticità, forse più penalizzante del primo: De Luca è sindaco di una città e di una provincia che, per quanto importanti storicamente ed economicamente, rappresentano pur sempre un bacino minoritario, da un punto di vista demografico, negli equilibri complessivi della regione, per cui è pleonastico sottolineare che, per il PD, converrebbe la proposizione di una candidatura – come quella di Cozzolino – che, invece, è espressione dell’area più popolosa della Campania - la provincia napoletana - per cui l’europarlamentare è destinatario di un consenso che, in cifre assolute, è potenzialmente maggiore di quello che può portare il Sindaco salernitano. 
Inoltre, Cozzolino presenta una virtù essenziale in politica, soprattutto quando bisogna raccogliere il maggiore consenso possibile: è un uomo, per indole, riflessivo e pacato, per cui la sua candidatura non è divisiva come quella di De Luca, che raccoglie – in taluni ambienti – entusiasmi copiosi, ma in molti altri settori del suo stesso partito e della società civile, salernitana e campana, è destinatario di sentimenti contraddittori ed, invero, non forieri di un consenso né ampio, né unanime. 
Chi si candida alla Presidenza della Regione Campania, ineluttabilmente deve unire e non dividere: questo è il tratto di forza che, crediamo, porterà Cozzolino alla vittoria contro De Luca e, poi, contro Caldoro, quando gareggerà, definitivamente, per i vertici di Palazzo Santa Lucia. 
In tal senso, ci appare che le capacità di equilibrio e saggezza di Cozzolino, ampiamente palesate in pubblico, siano il migliore viatico per vincere una battaglia, che non può esaurirsi nell’espressione di un voto, meramente, civico. 
Infatti, appare a tutti che De Luca faccia del voto delle primarie un ennesimo test di verifica della popolarità e della bontà della sua azione di amministratore locale, ma presiedere una Regione, complessa come la Campania, presenta ben altre difficoltà rispetto all’amministrazione di una città di provincia, seppur bella ed in crescita in termini di visibilità mediatica. 
Sono necessarie, in primis, capacità di mediazione e di compromesso, che Cozzolino possiede, visto il suo profilo preminente di politico rispetto a quello di amministratore: d’altronde, la Regione non è un Ente Locale con esclusivi poteri di gestione, ma è l’espressione più vicina al territorio della potestà legislativa dello Stato, così come recitano la lettera e lo spirito del Titolo V della Costituzione. 
Per tutti questi motivi, crediamo che sia importante per il PD un successo pieno ed indiscutibile di Cozzolino, in occasione delle elezioni del prossimo 11 gennaio: sarebbe il segnale più evidente dell’aspirazione a voltare pagina da parte dei cittadini campani, che non può non tradursi nel mandare a casa il Governo di Centro-Destra, che ha governato l’esistente nel corso dell’ultimo quinquennio, dato che le grandi scelte politiche e di programmazione rimangono, tuttora, quelle compiute dalle Giunte presiedute da Bassolino, di cui lo stesso Cozzolino è stato prezioso collaboratore e valente assessore negli anni in cui la Campania era governata dal Presidente diessino. 
Invero, la politica non è equiparabile al calcio, per cui non si può immaginare di concedere a chi ha, già, perso una volta la chance della rivincita: chi ragiona in questi termini, è destinato a portare se stesso ed il proprio gruppo ad una seconda sconfitta, questa volta definitiva ed irreversibile. 
Crediamo che gli elettori campani hanno, già, capito il leitmotiv della campagna per le primarie e, per tale motivo, si stanno orientando nel verso giusto, dando forza a chi è uomo di partito ed evita protagonismi e personalismi ridondanti, che poco si addicono al governo di una dimensione regionale ed, in prospettiva, nazionale. 



Rosario Pesce

 

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