Hospice oncologico, ancora, al palo…una tela di Penelope?
... Un artifizio, al fine di non far decollare il nosocomio conciario e depotenziarlo...
Sono trascorsi quasi dieci anni dall’approvazione del progetto dell’hospice oncologico, che, in un primo momento, doveva essere collocato nella struttura del vecchio ospedale “Landolfi”, ubicato nel pieno centro della cittadina conciaria.
Poi, l’allora manager Ziccardi ritenne opportuno annullare quella decisione, optando per la costruzione del predetto Hospice nelle adiacenze del nuovo complesso ospedaliero, situato all’uscita del raccordo autostradale Avellino-Salerno.
Le ragioni della nuova scelta erano da leggersi nell’opportunità per l’ammalato di avere tutti i servizi sanitari a portata di mano, senza far subire ai degenti nessun trasferimento da un luogo ad un altro.
All’epoca, il finanziamento era di cinque miliardi.
Forse, senza l’avvicendamento dei manager con le rispettive idee e metodi, questo servizio sarebbe stato, già , operante sul territorio, da qualche anno.
Ma ahimè! La burocrazia è un vero labirinto, che potrebbe corrispondere alla famosa tela di Penelope.
Qualche amministratore mi saprebbe spiegare il perché del continuo rinvio dell’apertura dell’hospice solofrano, ultimato, già, da circa tre anni e i cui battenti sono, ancora, chiusi?
Da voci di corridoio apprendiamo che doveva essere aperto nel prossimo giugno.
Però, anche questa data è slittata al quindici di luglio p.v., a causa di infiltrazioni d’acqua nella predetta struttura, provocate dalle abbondanti nevicate e dalle forti piogge torrenziali.
A questo punto, sembra legittimo chiedersi se il sito abbia tute le caratteristiche idrogeologiche ed ambientali e di sicurezza.
Oppure si tratta, come la tela di Penelope, di un artifizio, al fine di non far decollare il nosocomio conciario e depotenziarlo, sino a decretarne la morte naturale?
Andrebbero in oblio anche le responsabilità dei vari amministratori succedutisi?
C. D.