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Magistratura prevenuta nei confronti di Berlusconi?

Caro direttore, per molti anni Silvio Berlusconi ha attaccato la Magistratura italiana sostenendo che lo processava e lo condannava perché era prevenuta nei suoi confronti. Ma il sospetto nei confronti della Magistratura italiana non sembra essere più una prerogativa solo di Berlusconi e della destra. Recentemente sono state emesse tre sentenze che l’opinione pubblica democratica ha prima accolto sfavorevolmente salvo poi, ad una più attenta riflessione, ammettere la ragionevolezza delle stesse. Il 30 ottobre scorso il Tar della Campania ha riportato Luigi de Magistris sulla poltrona di Sindaco di Napoli, sospendendo la “sospensione” del primo ottobre decisa dal Prefetto di Napoli e rinviando gli atti alla Corte Costituzionale. Molti esponenti della sinistra (politici ed opinionisti) hanno espresso forti dubbi sulla fondatezza della Sentenza del Tar della Campania ma essa ha avuto il grosso merito di suscitare reali dubbi sulla legittimità della decadenza degli amministratori locali condannati solo in primo grado per abuso d’ufficio sulla base della Legge Severino. Il 9 novembre scorso la Corte d’Appello dell’Aquila ha emesso una sentenza di sei assoluzioni e una condanna nei confronti dei membri della Commissione Grandi Rischi che parteciparono alla riunione svoltasi cinque giorni prima del sisma del 6 aprile 2009 (dopo che essi in primo grado erano stati condannati a 6 anni per omicidio e lesioni colpose). L’accusa aveva sostenuto che al termine di quella riunione essi avrebbero falsamente rassicurato gli aquilani sottovalutando il rischio sismico senza innescare nella popolazione il cambio delle normali abitudini, come uscire di casa dopo forti scosse. La Sentenza ha suscitato grandi proteste oltre che da parte dei familiari delle vittime anche da parte di molti commentatori e politici di sinistra ma, ad una più attenta riflessione, essa sembra ragionevole; è molto plausibile, infatti, quello che ha sostenuto la difesa dei geologi indagati e cioè che è stata la Protezione civile a voler tranquillizzare eccessivamente la popolazione utilizzando strumentalmente le dichiarazioni degli esperti. Sempre il 9 novembre dalla Terza Sezione del Tribunale di Napoli è stata emessa una sentenza che si è riferita a quanto accaduto nel 2008 nell'aula bunker di Poggioreale, dove si celebrava il processo di appello Spartacus che vedeva imputati decine di capi e gregari della cosca. E’ stato condannato ad un anno di reclusione l'avvocato Santonastaso, che lesse in aula una lettera dei boss Bidognetti e Iovine, lettera giudicata dall’opinione pubblica una grave forma di intimidazione nei confronti dei giornalisti Roberto Saviano e Rosaria Capacchione, mentre sono stati assolti i boss in nome dei quali furono pronunciate quelle frasi intimidatorie. Anche in questo caso la sentenza ha suscitato molti commenti sfavorevoli da parte di molti commentatori democratici ma ad una riflessione più attenta essa si è dimostrata non campata in aria. Rosaria Capacchione, in polemica con lo stesso Saviano, ha scritto che la sentenza è giusta perché “…la storia può essere andata davvero così. E che l'avvocato, quel giorno, per difendere i suoi clienti difese anche se stesso, che per una volta e nel processo più importante, quello che conosciamo con il nome di Spartacus, non era stato in grado di mantenere le promesse”. Perché negli ultimi tempi anche la sinistra è prevenuta nei confronti della Magistratura? Il degrado politico-sociale è arrivato ad un punto tale che anche le certezze di una volta non lo sono più? Alla luce delle suddette vicende sarebbe il caso che molti esponenti della politica e dell’intellettualità di sinistra facciano autocritica e che riconoscano alla Magistratura la funzione di baluardo della legalità che essa effettivamente ha in Italia in questo momento.

Cordiali saluti

Franco Pelella – Pagani (SA)

 

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