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"Le difficoltà nei trasporti colpiscono aziende già provate dai rincari"

«Le difficoltà nei trasporti colpiscono aziende già provate dai rincari e dal clima. Le tensioni geopolitiche e i conflitti hanno contribuito all’instabilità degli approvvigionamenti e all’aumento dei costi di carburanti, concimi, materie prime chimiche, plastiche e materiali da imballaggio. Spese che accompagnano il prodotto dal campo fino alla consegna e che le imprese faticano a recuperare attraverso i prezzi di vendita» dichiara Mariano Rago, presidente Confcooperative Agroalimentare e Pesca Campania, intervenendo sulle proteste degli agricoltori e degli autotrasportatori nel Mezzogiorno.

 
«Comprendiamo le ragioni della protesta, ma occorre garantire il passaggio dei prodotti deperibili, come ha già chiesto il presidente nazionale di Confcooperative Agroalimentare e Pesca, Raffaele Drei. Frutta, verdura e ortaggi seguono i tempi della natura: quando arriva il momento della raccolta, non si può aspettare che ripartano i trasporti. Per le produzioni a foglia, particolarmente delicate, ritardare la raccolta può compromettere rapidamente qualità e commerciabilità, fino a perdere la produzione. Anche il pescato deve raggiungere rapidamente i mercati. Il fermo dei trasporti può così vanificare mesi di lavoro e investimenti, lasciando alle imprese tutti i costi sostenuti».
 
Il blocco dei trasporti può impedire anche l’arrivo delle materie prime necessarie a lavorare, mettendo a rischio la continuità delle attività. Intanto gli incassi si fermano, ma stipendi, fornitori e rate restano da pagare. Per la Federazione che in Confcooperative Campania aggrega cooperativa agricole, agroalimentari, di pesca e di acquacoltura servono sostegni tempestivi alla liquidità e strumenti di credito accessibili, perché una perdita produttiva non diventi una crisi irreversibile dell’impresa.
 
«Chiediamo un confronto urgente tra istituzioni, produzione, trasporti e distribuzione, con interventi sui costi di carburanti ed energia, rapida erogazione dei sostegni previsti e impegni per una remunerazione adeguata. Senza reddito le imprese perdono la capacità di investire, affrontare il rischio climatico e garantire occupazione. Quando chiudono, le conseguenze raggiungono famiglie e interi territori» conclude Rago.
 
 
 

Marina Bisogno 

 

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