Acai, Ardolino: "Blitz del Comune di Atripalda"
Sgomberata sede sindacale e sottratti documenti e computer.
“Una porta sbarrata e una sede svuotata, tutto portato via: suppellettili, computer e fascicoli con informazioni personali e aziendali degli utenti, dati sensibili tutelati dalla legge. E’ la situazione che abbiamo trovato nella nostra sede di Atripalda, a seguito dell’intervento di sgombero effettuato dal Comune di Atripalda”. Così Giovani Ardolino, presidente nazionale di Acai, associazione di tutela degli inquilini e dei consumatori, e segretario provinciale di Federdipendenti.
“Il Comune ci aveva intimato – prosegue il dirigente sindacale – di lasciare i locali presso il Mercatino Rionale in via Marino Caracciolo, regolarmente concessi in affitto e per i quali tra l’altro avevamo pagato anche l’intero mese di ottobre, perché l’immobile è stato venduto dall’ente.
La data di rilascio che ci era stata notificata è mercoledì 7 ottobre alle ore 12. Quando però mi sono recato in ufficio la mattina presto ho trovato la sorpresa. Non ci è stato nemmeno consentito di trasferire altrove arredamento, strumenti e pratiche presenti negli scaffali ed effettuare la consegna delle chiavi, perché qualcuno aveva pensato di compiere una sorta di blitz, immagino forzando la serratura e la porta di ingresso, per farci trovare di fronte al fatto compiuto, senza nemmeno poter sapere cosa fosse successo, quale fosse sul momento la situazione all’interno ed eventualmente dove fossero stati portati i nostri mobili, pc e fascicoli.
Abbiamo quindi chiamato i Carabinieri affinché vi fosse una loro formale constatazione.
Una sede associativa e sindacale, con un Caf ed un Patronato, da anni presente e radicata sul territorio, al servizio dei cittadini utenti e delle aziende, da sempre in prima fila a tutela dei consumatori e degli interessi pubblici della comunità locale, che si è costantemente confrontata con le istituzioni, collaborando, inviando segnalazioni, avanzando proposte, denunciando disservizi e problemi, non risparmiando all’occorrenza critiche agli amministratori – cosa spesso non gradita e che evidentemente deve averci attirato le antipatie di chi reputava di godere di una sorta di immunità o di avere ragione a prescindere – è stata messa alla porta, sfrattata, liquidata con tutte le strumentazioni e i documenti ufficiali, come se nulla fosse, senza nemmeno la possibilità di liberare da noi stessi i locali.
Ma ciò che è peggio sono stati trafugate e portate altrove pratiche, documenti di centinaia di cittadini utenti e di aziende, dati riservati e computer con piani di lavoro, mail e scadenze, impedendoci così di gestire come avremmo voluto, potuto e dovuto, se non fosse stato messo in atto il blitz, fascicoli e strumentazioni, mentre non ci è stato possibile nemmeno programmare le attività dei giorni immediatamente successivi allo sgombero. Un duro colpo al sindacato e all’associazione, un evidente danno procurato a soggetti della società civile, ma ciò che è ancor più grave a centinaia di cittadini, di aziende, compromettendo i loro diritti tutelati dalla legge.
Non comprendiamo il perché di questa azione e speriamo che chi ne è responsabile quantomeno si renda conto di ciò che è successo.
Da parte nostra avevamo cercato di trovare una soluzione con il Comune per l’individuazione di una sede tra gli immobili di proprietà dell’ente, vista la rilevanza pubblica dei nostri servizi ed il ruolo sociale che svolgiamo, sempre ovviamente pagando un canone calmierato. Non avendo raccolto disponibilità, abbiamo proposto di sottoscrivere una convenzione che consentisse all’associazione senza scopo di lucro Acai di trovare autonomamente una sistemazione, prendendo in affitto un immobile privato, con la quale convenzione si sarebbe potuto garantire l’obiettivo coprendo le maggiori spese determinate e assicurare ai cittadini atripaldesi l’erogazione gratuita di servizi da parte nostra. Ma anche questa proposta è caduta nel vuoto, ci è stata riservata soltanto un’amara sorpresa”.
“L’auspicio – conclude Ardolino - è che vi sia maggiore ragionevolezza e disponibilità da parte del Comune a trovare una soluzione. In ogni caso, non demorderemo, siamo intenzionati a proseguire il nostro impegno, le attività consuete e ad offrire i servizi alla cittadinanza”.