"Montoro e Solofra sono un unico sistema economico e sociale".
Gramsci scriveva " odio gli indifferenti" e oggi quelle parole risuonano con una forza particolare nel distretto Montoro–Solofra, dove l’indifferenza politica e istituzionale ha prodotto un vuoto che non è solo di idee ma di governo. E necessario riportare la discussione sul terreno della realtà, perché il mondo reale non è quello che si racconta sui social, non è quello delle inaugurazioni ripetute o delle narrazioni costruite per generare consenso. Il mondo reale è quello che vivono ogni giorno i lavoratori e le lavoratrici, le imprese, le famiglie, un mondo fatto di infrastrutture che cedono, collegamenti che non reggono, ritardi che pesano sulla competitività e sulla qualità della vita.Chi opera quotidianamente in questo territorio conosce bene la distanza tra ciò che viene detto ed annunciato e ciò che realmente accade. La FILCTEM-CGIL vive queste realtà dall’interno, ascolta le difficoltà delle aziende, attraversa le stesse strade dei lavoratori, osserva la fatica di chi continua a credere in un distretto che meriterebbe ben altro sostegno. È proprio questa conoscenza diretta che ci impedisce di arrenderci e che ci spinge a chiedere con forza un cambio di passo.Negli ultimi dieci anni Montoro e Solofra hanno perso oltre il 12% della popolazione residente, con una fuga giovanile che supera il 20%. È un dato che non può essere ignorato e che non si affronta con interventi di facciata o con sondaggi online o escludendo i giovani. È il segnale di un territorio che non riesce più a trattenere energie e competenze, un territorio che paga l’assenza di una programmazione seria dello sviluppo, l’assenza di una visione condivisa, l’assenza di una strategia capace di tenere insieme infrastrutture, industria, servizi, ambiente e qualità della vita.Questa assenza non è nuova. Tra il 1920 e il 1924 il sindaco di Solofra, Vincenzo Napoli, denunciava con lucidità sorprendente la necessità di investire in infrastrutture, in un acquedotto pubblico capace di portare acqua potabile a tutti, in reti fognarie, (qui va chiesto allamministrazione solofrana il progetto per le reti fognarie annunciato 10 volte dove sia e perche nessuno ne parla nonostante sia un opera vitale per l ambiente ed il futuro indistriale), in collegamenti ferroviari strategici come la linea su Codola per migliorare la mobilità dei cittadini e il trasporto delle merci. A distanza di un secolo quelle parole restano drammaticamente attuali. Le stesse criticità che Napoli indicava come prioritarie sono ancora oggi irrisolte, segno di un ritardo storico che non può più essere tollerato. Le infrastrutture che collegano Montoro e Solofra non sono più adeguate ai flussi reali. Oltre il 60% dei lavoratori del distretto si muove quotidianamente tra i due comuni, più del 70% delle merci attraversa gli stessi assi, le imprese segnalano ritardi e costi aggiuntivi. Questa è la realtà concreta, non quella raccontata online. E mentre il territorio arretra, si continua a privilegiare una politica delle piccole opere, delle soluzioni temporanee, delle risposte che non incidono sulle cause strutturali del problema.Eppure, nonostante tutto, il distretto continua a dimostrare una straordinaria capacità di resistenza. Le imprese investono, come dimostra l’impegno significativo registrato nell’area PIP di Montoro, un investimento che non si vedeva dai tempi del terremoto del 1980 che non puo essere mortificata dal mancato coraggio e visione del pubblico. I lavoratori continuano a garantire qualità e competenze riconosciute a livello internazionale. È una forza che merita rispetto e che non può essere lasciata sola.Per questo la FILCTEM-CGIL richiamiamo con fermezza tutti i soggetti istituzionali e produttivi a utilizzare pienamente lo strumento di governance già esistente, il tavolo distrettuale Serino–Solofra–Montoro. Questo tavolo non può essere convocato a chiamata, non può essere acceso e spento a seconda delle convenienze del momento, non può essere trattato come un luogo simbolico. Deve diventare una sede stabile, permanente, vincolante, dove si affrontano le questioni strategiche, dove si costruisce una visione comune, dove si definiscono priorità condivise e dove ciascuno assume la propria parte di responsabilità.Per costruire davvero una prospettiva di sviluppo serve aprirsi, serve contaminarsi, serve coinvolgere tutte le istituzioni che possono contribuire con competenze e idee. Le università, i centri di ricerca, le scuole, gli enti territoriali devono diventare parte integrante di un percorso di rilancio che non può essere improvvisato. Nessun territorio cresce da solo e nessun distretto industriale può competere senza una rete istituzionale forte e coesa.Montoro e Solofra non sono due realtà separate, ma un unico sistema economico e sociale che può ancora costruire futuro. Per farlo serve una politica che torni a essere classe dirigente, che torni a guardare in faccia la realtà, che torni a scegliere e a guidare. La FILCTEM-CGIL continuerà a fare la propria parte con responsabilità e determinazione, perché questo territorio non ha bisogno di propaganda ma di scelte, non ha bisogno di apparire ma di funzionare, non ha bisogno di indifferenza ma di versione.
Segretario Generale Filctem
Carmine De Maio