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Tempo Pasquale: Domenica II o della Divina Misericordia dell’Anno A (2025-26).

Nota introduttiva: L’omelia va preparata dal pastore dei fedeli, ai quali essa è rivolta, perché deve tener conto della Parola di Dio, del tempo liturgico e delle condizioni e bisogni dei fedeli; questa, che segue, potrebbe essere un’omelia rivolta a un uditorio di fedeli sconosciuti, perché tiene conto solo dei primi due elementi. Alla fine sono suggeriti altri temi possibili da sviluppare. Sono graditi suggerimenti per rendere più utili e fruttuose queste riflessioni (mons. Francesco Spaduzzi, francescospaduzzi@gmail.com) 

Tempo Pasquale: Domenica II o della Divina Misericordia dell’Anno A (2025-26)

Letture bibliche: At 2,42-47; Sal 117; 1 Pt 1,3-9; Gv 20,19-31

Introduzione. (a) In 1Pietro l’Apostolo ci dice che Dio Padre nella sua grande misericordia ... ci ha rigenerati, mediante la risurrezione di Gesù Cristo dai morti, per una speranza viva (3), cioè siamo nati di nuovo, siamo stati strappati per misericordia di Dio dalla situazione di morte spirituale, nella quale ci trovavamo a causa dei nostri peccati, e abbiamo ricevuto una vita nuova, la vita di Dio. In Giovanni Tommaso rifiuta di credere alla parola dei condiscepoli, che pure hanno visto il Signore, ma poi si ricrede. Negli Atti degli Apostoli assistiamo alla meravigliosa carità dei primi cristiani. Chiediamo perdono di tutti i nostri peccati, particolarmente quelli contro la fede e la carità. (b) La misericordia è la nota dominante di questa domenica, già prima dell’istituzione della Festa della Divina Misericordia, voluta dal Papa Giovanni Paolo II e richiesta di Gesù a S. Faustina Kowalska negli anni ‘30. L’orazione iniziale anticipa le parole di S. Pietro sulla misericordia di Dio. Ma anche nel Vangelo troviamo l’esplosione della misericordia di Dio nell’istituzione del sacramento della riconciliazione e nel riapparire di Nostro Signore per soddisfare la richiesta immotivata di Tommaso. E nella prima lettura abbiamo visto come i primi cristiani, dopo aver sperimentato la misericordia di Dio, vivevano la misericordia verso i fratelli e verso ogni prossimo.

I – Contempliamo anzitutto la misericordia del Cuore di Gesù nel Vangelo. Siamo nella sera della resurrezione: gli Apostoli e gli altri discepoli hanno il cuore diviso fra la prostrazione e la disperazione per la morte certa di Gesù da una parte e la speranza, ma non troppo sentita, che Gesù possa essere effettivamente risuscitato dall’altra. La situazione di miseria psicologica e spirituale dei discepoli è evidente. Solo una grande misericordia poteva aiutarli uscire da questa situazione. L’amore infinito di Gesù per i suoi discepoli risolve tutto: questo è appunto la misericordia, l’amore che si piega per compassione su chi soffre e viene in soccorso. (a) Gesù appare, augura e dà loro la pace. Prima erano scettici, tristi... Poi all’inizio dell’apparizione: Sconvolti e pieni di paura credevano di vedere un fantasma (Lc 24,37); sul loro stato d’animo getta luce la domanda di Gesù: Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? (Lc 24,38); e l’affermazione di Lc: per la gioia non credevano ancora ed erano pieni di stupore (Lc 24,41); infine qui Giovanni sottolinea che i discepoli gioirono al vedere il Signore (20). Per misericordia Gesù offre al loro cuore agitato la pace e la gioia. Apriamoci anche noi a questa misericordia, e il nostro cuore alla gioia! (b) Per misericordia verso le generazioni future, affinché anch’esse possano aprire le porte del loro cuore alla salvezza, Gesù affida agli Apostoli la continuazione della Sua missione a servizio degli uomini: Come il Padre ha mandato me, anch'io mando voi. Essi saranno restati sconcertati di fronte alla grandezza della missione e alla piccolezza delle loro capacità, di cui avevano avuto e dato prova evidente quando avevano abbandonato Gesù al momento dell’arresto e durante tutta la Passione. Ma Gesù li rassicura, facendo loro dono dello Spirito Santo, che li abiliterà alla missione: Ricevete lo Spirito Santo (22)Gesù era stato sostenuto e guidato nella sua missione dallo Spirito Santo: Lo Spirito del Signore è sopra di me;/ per questo mi ha consacrato con l'unzione,/ e mi ha mandato a portare ai poveri un lieto messaggio (Lc 4,18); allo stesso modo essi saranno guidati e sostenuti dallo Spirito, che Gesù comunica adesso in forma privata e ancora nel giorno di Pentecoste in forma pubblica. Ringraziamo il Signore per l’istituzione del sacerdozio gerarchico.

2. (a) Gesù richiama un aspetto della missione, che è una manifestazione speciale della misericordia di Dio: a coloro a cui perdonerete i peccati saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati (23). Qui Gesù istituisce il sacramento della riconciliazione con la possibilità di perdonare tutti i peccati e sempre. Già sperimentiamo la misericordia di Dio nel Battesimo, quando tutti veniamo liberati dal peccato originale e quelli che vengono battezzati da adulti anche dai peccati personali; ma nella riconciliazione abbiamo la possibilità di intuire anche la portata di quella Parola di Gesù in Matteo sulla misericordia, che è un invito a perdonare ai nostri fratelli: Allora Pietro gli si avvicinò e gli disse: “Signore, se mio fratello commette colpe contro di me quante volte dovrò perdonargli? Fino a sette volte?”. Gesù gli rispose“Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette” (Mt 18,21-22). Gesù in Luca, in altro contesto, risponde: “E se commetterà una colpa sette volte al giorno contro di te e sette volte ritornerà a te dicendo: ‘Sono pentito’, tu gli perdonerai” (Lc 17,4). Ringraziamo molto il Signore per l’istituzione del sacramento della misericordia e approfittiamone confessandoci almeno una volta al mese. (b) Ma la misericordia di Gesù appare veramente sovrana nell’apparizione a Tommaso. Egli rifiuta di credere ai condiscepoli, che hanno visto il Signore risorto e glielo manifestano con gioia immensa... Rifiuta di credere anche alla Madonna, che nel corso della settimana certamente avrà avvisato Tommaso che sbagliava a non credere alla resurrezione di Gesù. Questi gli appare e usa le stesse parole della richiesta del discepolo incredulo: Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo ma credente!” (27)La risposta di Tommaso è dono della misericordia di Dio Padre (Mt 16,17) verso di lui ed è la sua professione di fede, tante volte ripetuta da tanti cristiani:    (27) e che possiamo fare nostra.

II – (a) Questa misericordia della Trinità per gli uomini, che si manifesta in modo speciale nell’opera di salvezza di Gesù Cristo, trova la sua affermazione esplicita nelle parole di Pietro: questi loda il Padre perché nella sua grande misericordia ci ha rigenerati, mediante la risurrezione di Gesù Cristo dai morti, per una speranza viva, per una eredità che non si corrompe, non si macchia e non marcisce (3), cioè Dio ci ha donato la vita eterna, che è partecipazione alla vita trinitaria, per mezzo del nostro inserimento in Cristo nel battesimo, per cui se siamo figli, siamo anche eredi: eredi di Dio, coeredi di Cristo (Rm 8,17). Per Sua misericordia dalla potenza di Dio anche siete custoditi mediante la fede, in vista della vostra salvezza (5): Dio ci ha rigenerati e continua a intervenire custodendoci anche. E fa pure sì che siete ricolmi di gioiaanche se ora dovete essere, per un po’ di tempo, afflitti da varie prove (6)le quali manifestano il valore della vostra fede (7) e della vostra carità. (b) Anche per noi valgono le parole: voi lo (Gesù) amate, pur senza averlo visto; e ora, senza vederlo, credete in lui (8)La fede e la carità ci uniscono intimamente a Cristo e ci fanno conseguire la mèta della nostra fedecioè la salvezza delle anime (9)La fede e la carità sono le virtù fondamentali per vivere la vita da cristiani, da discepoli di Gesù, da membra del Suo Corpo mistico.

III – Gli Atti degli Apostoli ci dicono come vivevano i primi Cristiani e come dobbiamo vivere noi: I fratelli erano perseveranti nell'ascoltare l'insegnamento degli apostoli e nella comunione, nello spezzare il pane e nelle preghiere (42). Insegnamento degli apostoli e spezzare il pane rinviano alla catechesi e all’Eucaristia, o soprattutto a questa, perché in essa c’è la catechesi e la ripresentazione del sacrificio di Gesù. La comunione fraterna viene espressa ancora con le parole seguenti: tutti i credenti stavano insieme e avevano ogni cosa in comune; vendevano le loro proprietà e sostanze e le dividevano con tutti, secondo il bisogno di ciascuno. Ogni giorno tutti insieme frequentavano il tempio (44-45)Con un’altra bella espressione: La moltitudine di coloro che erano diventati credenti aveva un cuore solo e un'anima sola e nessuno considerava sua proprietà quello che gli apparteneva, ma fra loro tutto era comune (At 4,32). In sostanza i primi cristiani vivevano nella fede in Dio e nella carità verso Dio e verso il prossimo e perciò il Signore li riempiva di letizia e semplicità di cuore e faceva loro godere il favore di tutto il popolo (47). Se la nostra fede e carità fossero così intense da avvertire di più la misericordia di Dio per noi, praticheremmo anche la misericordia in modo più visibile con grande vantaggio per la nostra testimonianza e la crescita della comunità in tutti i sensi.

Pensiero eucaristicoQuesto dovrebbe essere anche il nostro stile di vita. Dobbiamo praticare le virtù della fede speranza e carità, per mezzo delle grazie attuali, che Dio ci dà per misericordia verso di noi. Sarà stimolo per crescere in queste virtù alimentare la nostra conoscenza e accettazione della dottrina di Gesù, che ci arriva oggi mediante la Chiesa, che continua a conservare e annunciare l’insegnamento di Gesù per mezzo degli Apostoli e dei loro successori. La massima unione con Cristo e i fratelli si realizza nell’Eucaristia, perché in essa Gesù si rende presente nell’assemblea riunita nel suo nome, nel ministro, nella Parola letta e annunciata, specie nel pane e vino consacrati. L’unione con Cristo e i fratelli, la dobbiamo continuare nella vita quotidiana, condividendo, per quanto possibile, anche i nostri beni materiali coi fratelli, dal momento che abbiamo in comune con loro i beni spirituali. Chiediamo alla Vergine, Madre di Misericordia e a S. Giuseppe, agli Angeli Custodi e ai Santi Patroni, di ottenerci di esercitare la misericordia verso il prossimo secondo l’insegnamento di Gesù a S. Faustina: “Ti offro tre modi di fare Misericordia al prossimo: 1° l’opera; 2° la parola; 3° la preghiera. Questi tre gradi contengono la pienezza della Misericordia e sono segno sicuro dell’amore verso di me”.  (mons. Francesco Spaduzzi)


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