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OB Italia: "Caro carburanti, servono risposte efficaci".

L’aumento del costo dei carburanti, determinato dalle speculazioni in atto nel settore energetico e dall’instabilità del contesto geopolitico internazionale, sta mettendo in seria difficoltà il mondo produttivo e le imprese italiane, in particolare i comparti della pesca, dell’agricoltura, dei trasporti, della logistica, della ricettività turistica, della manifattura, della ceramica e dei laterizi, delle fonderie e dell’industria in generale.

OB Italia – Organizzazione bilaterale italiana, ente che promuove il dialogo tra associazioni datoriali e dei lavoratori, ponendosi come interlocutore delle istituzioni, con l’obiettivo di creare le condizioni per la diffusione nel Paese del lavoro di qualità e una maggiore competitività del sistema, esprime la propria preoccupazione per la situazione che ormai si trascina da alcuni anni, a partire dall’inizio della guerra tra Russia e Ucraina, e che appare sempre più incerta e problematica, a causa di una crescente conflittualità e di nuovi scenari bellici che si registrano nel mondo, soprattutto in aree come il Medio Oriente, provocando morte e distruzione, oltre che gravi ripercussioni economiche.

Le ricadute negative sul sistema produttivo sono infatti molto significative, con serie ripercussioni sulla tenuta delle imprese e sui livelli occupazionali, che rischiano di dare il via ad una nuova fase di crisi diffusa sui territori.

Occorrono pertanto riposte chiare e misure efficaci e durature, per consentire alle aziende in difficoltà di poter contare su adeguati ristori.

In tal senso, il percorso intrapreso dal governo italiano, insieme agli esecutivi di Spagna e Francia, presso l’Unione europea, per l’utilizzo di risorse finanziarie in dotazione ai Fondi strutturali, va nella direzione giusta. Anche se da Bruxelles purtroppo non è venuta ancora alcuna risposta in merito, che sollecitiamo con urgenza.

E’ necessario però adottare politiche strategiche sul versante della gestione energetica, rivedendo scelte che si sono rivelate sbagliate e autolesionistiche, come i pacchetti di sanzioni imposte alla Federazione Russa, che hanno provocato un’impennata dei costi di approvvigionamento di gas e petrolio, tramite fornitori terzi, che ha fortemente penalizzato famiglie e imprese italiane. Iniziative che andrebbero intraprese nell’ambito di una più ampia prospettiva di ripresa del dialogo, di serene relazioni diplomatiche, volte alla costruzione della pace. 

 

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