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Serino. ... una fine legislatura serena per la maggioranza De Feo

Dopo le dimissioni da assessore di Raffaele Ingino si dovrebbe auspicare una fine legislatura serena per la maggioranza De Feo. Il tanto agognato ricambio di deleghe dovrebbe essere ora facile. I sei dissidenti possono festeggiare in quanto hanno ora una maggioranza compatta da Pellecchia a Gaetano De Feo, da Di Zenzo a Federico Rocco. Resta da chiederci se il vicesindaco tocca al competente e diligente Vincenzo Ianniello, già assessore, o a Nicola Lucano di Scelta Civica di Antonio Pellecchia. In ogni caso Serino può contare su rappresentanti di seria A alla guida del paese. Ma resta alta l’attenzione nei riguardi proprio del gruppo consiliare di Pellecchia. Da indiscrezioni locali serpeggia l’esistenza di registrazioni riguardanti dichiarazioni che coinvolgerebbero personaggi politici che avrebbero tentato di imporsi per favorire ditte con la complicità del potere politico. Certo è che Pellecchia deve farsi bene i conti sul suo operato politico di questi ultimi 20 anni. Per un rispetto da avversari, ci auguriamo che chi resta al comando della nave sappia condurla in porto, anche se ora abbiamo ragione qualunque mossa gli tocca: litigheranno senza cadere o andranno a casa con ignominia! Da un lato però sarebbe auspicabile un pò di armonia in quanto non v’è onore in una amministrazione litigiosa. In generale, purtroppo, da tempo si è consolidata, grazie a figure egemoni incontrastate per una silenziosa opportunità altrui o per paure omertose ben nascoste, l’utilizzo del potere politico per punire chi non la pensa come loro o chi si è allontanato, diligentemente, dal loro modo di fare. La democrazia è in agonia, anche se siamo fiduciosi che i cittadini non dimenticano: progettisti e/o imprese di costruzione che lavorano per conto di “privati cittadini” (che vogliono realizzare civili abitazioni o opifici industriali) diventano spesso appaltanti dell’Ente e viceversa, si puntano anche associazioni non politiche che non sono in linea con chi comanda, i tempi d’oro delle raccomandazioni democristiane sono finite e quindi si riservano i posti di lavoro a familiari ed amici strettissimi. Insomma un effetto domino che coinvolge tutti gli strati sociali. A Serino addirittura si attaccano istituzioni religiose e non si ha neanche il buon senso di chiedere scusa pubblicamente come sempre suggerito dal Comitato Pro Serino. Ma il nostro paese ha potenzialità che potrebbero soddisfare le esigenze di tutti, essendo una “Svizzera” ambientale. Diciamo ad ognuno dei nostri scienziati politici: anziché sprecare energie per litigare e pensare alle solite poltrone, ora et labora!

 

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