Logo

L’Italia renziana

È, ormai, evidente a tutti che Renzi è divenuto, in brevissimo tempo, non solo il punto di riferimento di una parte cospicua di Italiani, ma permane l’oggetto misterioso, che progressivamente si va disvelando, creando consenso intorno a sé, in parte per i suoi meriti nella comunicazione, ma soprattutto per la pochezza degli avversari, che lo hanno sfidato nel PD e nell’intero arco costituzionale. 
La minoranza democratica è stata, ben presto, spazzata via con un’abile manovra mediatica, per cui è stato sufficiente rinfacciare a D’Alema, Bersani e al ceto dirigente degli ex-Ds e dell’ex-Margherita i loro fallimenti ventennali, per costringerli al silenzio, nonostante essi abbiano evidenziato dei limiti programmatici ed ideologici dell’azione renziana, obiettivamente, fondati. 
Al di fuori del PD, la situazione è - ancora - più tragica: Berlusconi è ridotto al ruolo di servitore non-sciocco del renzismo, visto che la sua carriera nelle istituzioni repubblicane è cessata dopo la condanna definitiva da parte della Cassazione e dopoché il Patto del Nazareno ha disegnato - in modo rigoroso - i benefici ed i costi che l’ex-premier, rispettivamente, può incassare e deve sostenere, appoggiando il Governo attuale. 
Peraltro, è sotto gli occhi di tutti il progressivo svuotamento di Forza Italia, visto che il PD renziano rappresenta un’utile sponda per quanti intendono continuare, con coerenza, il loro percorso iniziato con il Cavaliere. 
È ovvio che i contenuti renziani e berlusconiani sono molto simili fra loro, per cui Renzi sostituisce, quasi in toto, la funzione leaderistica incarnata, per anni, dal patròn di Mediaset. 
Inoltre, Grillo tuttora non è diventato il vero avversario di Renzi, dal momento che i suoi toni accesi lo rendono poco appetibile per una platea - come quella del nostro Paese - che non gradisce la politica urlata ed, in particolare, richiede alle istituzioni la soluzione di problemi concreti, piuttosto che la polemica reiterata ed improduttiva. 
Quindi, Renzi vincerà per i prossimi anni, potendo contare su un consenso, che difficilmente si assottiglierà, in modo vistoso, non prima almeno di un decennio: un sondaggio, appena pubblicato, giunge a prevedere la vittoria dei candidati democratici in tutte le regioni in cui si andrà a votare nel corso del 2015, per cui né la Destra, né i grillini potranno arrestare l’ascesa dei Presidenti, scelti opportunamente dal Primo Ministro in base al dato anagrafico e, soprattutto, alla fedeltà che potranno esibire agli occhi di chi dovrà selezionarli. 
L’Italia, dunque, salvo sorprese importanti e non facilmente prevedibili in fase di pronostico, sarà una felice isola del renzismo più spinto, visto che, attorno al Presidente del Consiglio, sta crescendo una nuova classe dirigente, che ha, dalla sua, la forza dell’età. 
Infatti, essendo i suoi seguaci tutti quarantenni, hanno una prospettiva di carriera almeno ventennale, nel corso della quale potranno ascendere alle cariche più prestigiose dello Stato, sempre se si dimostreranno coerenti e compatibili con il disegno, che il Capo avrà previsto per ciascuno di loro. 
Frattanto, se qualcuno oserà muovere una critica, sarà tacciato di essere “vecchio” o di non essere in linea con i dettami dell’Europa, a cui Renzi ha mostrato ossequio, dopo aver blandito l’Unione con l’abrogazione dell’articolo 18. 
È ovvio che altri poteri, in Italia, sono pur presenti, ma ciascuno di questi, invero, non potrà non negoziare con il nuovo leader la propria sopravvivenza in cambio di una tacita non-belligeranza, proprio come ha già fatto Berlusconi, visti i guai giudiziari che pendevano sulla sua testa. 
Come finirà, dunque, l’egemonia renziana? 
Certamente, ogni periodo di successo termina, per logica natura, con un’involuzione che, di volta in volta, può essere addebitabile a fattori nazionali o extra-nazionali: nel caso di Renzi, determinante sarà il sostegno, che riceverà dall’Unione Europea, la quale, se si accorgerà di eventuali sue ipocrisie, non potrà non abbattere il nuovo campione della politica italiana, dimostrando al mondo intero che, come nel caso di Berlusconi, l’Italia non è in grado di produrre leader autentici, ma solo cattive imitazioni, destinate prima o poi ad essere smascherate. 
Basterà, allora, l’ennesimo colpo di guitto? 


Rosario Pesce

 

Condividi quest'articolo

Altri articoli di Politica


Atripalda, aggiudicati i lavori.

Sono stati aggiudicati i lavori del secondo lotto per la sistemazione idraulica e la riqualificazione ambientale del fiume Sabato, lungo il tratto urbano di Atripalda. È stata pubblicata sull’albo pretorio della Provincia la d[...]

Contattaci

  • Telefono: 347/ 5355964

  • Email: solofraoggi@libero.it

  • Email: ilcomprensorio@libero.it

Seguici