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Oltre al "mordi e fuggi" domenicale, la famiglia italiana non va oltre.

“L’estate sta finendo” cantavano i Righeira negli anni ’80 ed il motivetto sembra calzare oggi per gli appassionati del mare che vengono bloccati dal caro prezzi dei lidi. I vari osservatori di Assobalneari, Confcommercio, Codacons ed altri, denotano un -30% di presenze sulle spiagge a confronto dello scorso anno, forse dovuto al meteo ed al palpabile caro-mare dato dall’aumento dei prezzi giunti al 30-32%. In Italia i mesi di giugno e luglio sono risultati negativi per il turismo balneare e si spera in una ripresa nella seconda metà di agosto, ma oltre al classico mordi e fuggi domenicale la famiglia italiana non si spinge oltre. Gli operatori balneari sulla poca affluenza dei bagnanti danno la colpa al caro-vita, mascherando gli aumenti effettuati e non mettendosi dalla parte dei consumatori che, con stipendi medi, tasse elevate e prezzi fuori controllo, sono costretti a disertare le spiagge. Ma neppure i lavoratori balneari (precari) stanno attraversando un buon momento visto lo sciopero attuato a Rimini per stipendi troppo bassi. La famiglia italiana però non rinuncia alle meritate vacanze ed abbandonando il caro-mare si riversa sulle città d’arte e la montagna, in pratica al turismo all’aria aperta.

D.G.

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