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SOLOFRA, NO PARK: “ALLUVIONE, GRAVI LE RESPONSABILITA’ DEL SINDACO”

Gli aderenti al Comitato No Park di Solofra denunciano in una nota le inefficienze nell’operato dell’amministrazione comunale di Solofra in occasione della recente alluvione che ha colpito la cittadina conciaria. “Sino ad oggi – si legge nella nota – è stato deciso di tenere un profilo basso e di pura informazione ai cittadini, per permettere al sindaco, primo responsabile dell’emergenza, di poter gestire con la massima priorità la situazione. E’ giunto il tempo di denunciare le inefficienze dell'amministrazione che ha responsabilità gravi per quanto avvenuto”.

 

Secondo gli aderenti al Comitato No Park di Solofra non è stata applicata nessuna procedura prevista dal vigente Piano di Emergenza Comunale (redatto tra il 2009 e il 2010). “Da oltre due secoli si hanno testimonianze del rischio idrogeologico sussistente nella zona del Vallone Vellizzano, Caposolofra, Rione Santa Lucia, Via Giuseppe Maffei in prossimità del ponte S. Nicola, rischi riportati anche nelle cartografie del vigente Piano dell’Autorità di Bacino. Già nel settembre del 2011, inoltre, le piogge intense provocarono non pochi problemi e disagi sul territorio comunale e proprio in prossimità del Rione Santa Lucia si registrò la situazione più grave, dove la sede stradale, le attività commerciali ed alcune automobili furono travolte da un fiume di fango e pietre.

Eppure, lo scorso primo settembre – nonostante il Settore regionale della Protezione Civile avesse provveduto per tempo ad allertare i Comuni delle aree interne (con prot. int. SO n° 200 del 31.08.2014), in previsione di “fenomeni meteorologici significativi dalle ore 08:00 del lunedì 01 Settembre 2014 e per le successive 24 ore”, non è stato fatto quello che si poteva fare per salvare il salvabile.

L’avviso di allerta per previste condizioni meteorologiche avverse aveva definito con codice ARANCIONE lo stato di allerta e indicato anche i rischi possibili: ‘fenomeni isolati e/o diffusi di erosione e instabilità, anche profonda, di versante; attivazione, anche diffusa, di frane superficiali e colate rapide detritiche o di fango, possibili fenomeni di trasporto di materiale legato ad intenso ruscellamento superficiale, alluvionamento nei tratti montani dei bacini a regime torrentizio; inondazione delle aree golenali e allagamento delle limitrofe sedi stradali, crisi nella rete dei drenaggio urbano’.

Nessuno ha dato l'allerta ed è mancato quindi il rispetto del primo punto, fondamentale, del Piano di Emergenza Comunale e chi ha il dovere superiore di salvaguardare la vita e l’incolumità dei suoi cittadini è venuto meno ai suoi compiti”.


“Una mancanza, quello pocanzi rilevata, che – sottolineano gli aderenti al Comitato No Park – avrebbe permesso ai residenti del popoloso quartiere di via Santa Lucia di allontanare le auto e apporre tavole o sacchi a protezione delle porte e dei garage e l’evacuazione dei locali al piano terra. Il tutto per negligenza e responsabilità del SINDACO che ha bonariamente parlato di ‘disastro non annunciato’. Eppure sapeva sin dalle prime ore del mattino quale fosse la situazione e non ha avvisato i cittadini, i quali avrebbero avuto diverse ore per mettere in salvo il salvabile. Non si può pertanto parlare di calamità naturale o evento naturale eccezionale perchè, a priori, non sono state fatte le operazioni di prevenzione e tutto ciò che si poteva fare per evitare questa situazione o almeno questi ingenti danni e non mettere a rischio l’incolumità delle persone”.

 

“In ultima analisi – concludono gli aderenti al Comitato No Park – si vuole sottolineare come la recente alluvione abbia messo nuovamente alla luce la precarietà delle direttive che hanno portato alla redazione del parcheggio interrato in piazza Marello, piazza che a causa delle abbondanti piogge del primo settembre è stata totalmente invasa dall’acqua e dal fango, contraddicendo quindi quanti in questi mesi hanno assicurato rispetto al rischio frane e inondazioni sussistente in quella porzione di territorio”.

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