Stazione di Solofra … un capitale sociale da non disperdere
Il mensile “Solofra oggi “, sia nella versione cartacea sia in quella on line, intende contribuire, nei limiti del possibile, alla segnalazione e alla soluzione dei piccoli-grandi problemi del Comprensorio Serinese-Solofrano-Montorese, bisognoso, ora più che mai, di strutture, infrastrutture e servizi in grado di consolidare e, magari, accelerare il processo di sviluppo economico- sociale.
A tal proposito, nel ribadire il ruolo strategico dei servizi di trasporto di persone e cose in un’ottica integrata tra i vari mezzi utilizzati, non riusciamo a comprendere il perché dello stato di declino delle piccole tratte ferroviarie, che, aldilà dei logori stereotipi, messi in campo per giustificare scelte non sempre oculate, sono dotate di una propria ragion d’essere, trascendente i meri oneri di gestione .
A nostro modesto parere, asserire che vi siano dei rami secchi da “ troncare” denota una visione miope della realtà, in quanto si trascura il fatto che le ferrovie e tutto il mondo che gira intorno ad esse entrano, a pieno titolo, nel novero dei fattori di civiltà, contribuendo ad alimentare il cosiddetto “capitale sociale ”, cioè quella rete durevole di relazioni e scambi di varia natura, indispensabili per non spezzare il circuito socio-economico di una Comunità.
Se tale premessa ci sembra degna di poter essere condivisa,non riusciamo a comprendere per quale motivo la stazione di Solofra e le altre del suddetto Comprensorio debbano continuare a versare in una “ crisi stazionaria” , prologo di una morte lenta, ma inesorabile.
Il buon Totò, ferroviere nel film “ Destinazione Piovarolo” , avrebbe commentato, con amara ironia , che “’ ‘ o sparagno nun è maje guadagno”.
In effetti, comparando i costi e i benefici ( non soltanto in termini patrimoniali ), auspichiamo che gli Enti competenti ai vari livelli di governo e le varie associazioni e movimenti siano in grado di scongiurare il definivo deragliamento delle legittime aspettative della Comunità , allo scopo di poter procedere lungo i binari del progresso sociale ed economico.
Nunzio Antonio Repole