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Solo “made in Usa” per le scarpe militari

Il ministero della Difesa di Washington ha annunciato a tutti i dipartimenti che dovranno cessare la distribuzione di assegni devoluti all’acquisto di calzature sportive al personale militare se la scarpa non sarà – dove possibile – made in Usa. È il risultato di una lobby costituita per l’introduzione della norma, che comporta un business da 180 milioni di dollari e che faciliterà tre aziende: New Balance (fabbricata in Maine Massachusetts), Wolverine e Saucony (Michigan). I manifatturieri hanno annunciato che le sneaker per i militari potranno essere pronte non prima del secondo trimestre del 2015 e che comporteranno significativi investimenti per portare una crescita di business nel medio termine. Le calzature dovranno infatti essere disponibili in molte numerazioni. Matt LeBretton, vice presidente per le pubbliche relazioni di New Balance, ha dichiarato che “questa nuova politica è cruciale per le nostre fabbriche in quanto la priorità è incrementare la manifattura domestica. Stimolerà le assunzioni”. Andrew Fowler, direttore delle operazioni di uno dei brand Wolverine, Bates, ha dichiarato che il gruppo si sta accordando con Saucony per accorciare i tempi di produzione, che sono generalmente di 18 mesi. (pt)

 

 

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