Solofra. IL TOUR ROMANO DI VIGNOLA: NIENTE TCE NELLA FONTANA DI TREVI E NIENTE TCE NEL TEVERE.
Ormai per l’acqua è andato quasi dappertutto : ad Avellino la Provincia, l’Arpac, l’ASL e “Mamma Schiavona” non hanno potuto fare niente ; a Napoli l’Assessore all’Ambiente, la Regione Campania e San Gennaro sono giunti alla stessa conclusione; a Roma il Ministro dell’Ambiente, il governo Renzi, il Vaticano e San Pietro nulla hanno potuto; in Europa la Comunità Europea, la Madonna di Lourdes e la Madonna di Medjugorje si sono dichiarate incompetenti.
In tutti questi luoghi, tutte le autorità hanno dato sempre la stessa motivazione : per bonificare i pozzi non ci vuole un miracolo, basta semplicemente applicare la legge, cioè il Codice dell’Ambiente (D.Lgs. n° 152/2006). È un po’ come la storia del pittore, della parete e del pennello : per dipingere una grande parete non ci vuole un pennello grande ma un grande pennello!
La storia e sempre la stessa : fuga dalle responsabilità. In questa materia il Sindaco è specializzato, meriterebbe una laurea ad honorem: LA RESPONSABILITÀ È DI TUTTI ……TRANNE CHE SUA!
A Solofra dice che la responsabilità dei pozzi inquinati è della Provincia; ad Avellono insiste perchè la responsabilità sia tutta della Regione Campania; a Napoli invece la colpa è tutta del Ministero dell’ambiente e della Protezione Civile; a Roma la colpa è tutta della Comunità Europea. A Bruxelles la responsabilità è dell’ONU. All’ONU non può andare perché il PD locale non è riconosciuto!
Il ridiculus tour si è concluso con un nulla di fatto che ha prodotto zero risultati e ci ha resi infinitamente ridicoli in tutti i contesti istituzionali. È andato a Roma è passato per il Ministero dell’ambiente, per la fontana di Trevi e per il Tevere ma del TCE solofrano nessuna traccia. Prima di andar via però ha trionfalmente concluso la missione presso il Ristorante “da Francesco” PIAZZA DER FICO 29 (esiste davvero!) ma invece di chiedere il finanziamento del “Potenziamento della rete idrica solofrana” - come tutti si sarebbero aspettati - per dispetto al Dott. Gerado De Stefano ex assessore all’urbanistica ed ai cittadini solofrani - ha chiesto il finanziamento di tutti i “Parcheggi interrati solofrani” cui “notoriamente” spetta la priorità per risolvere l’annoso problema delle acque solofrane contaminate dal TCE! …….O no? Forse la realtà ha confuso anche me? È vero che a fronte dell’emergenza idrica è stata realmente data la priorità ad un parcheggio interrato?
In questa confusione, una cosa sola è certa : i soldi per la bonifica li deve cacciare chi inquina. Se non si trova chi ha inquinato, deve pagare il proprietario del Suolo. Se il proprietario del suolo non può pagare deve provvedere prima i Comune di Solofra e poi la Regione.
Nel codice dell’ambiente - Art 250 ”bonifica da parte dell'amministrazione” - più chiaro di così non poteva essere scritto. L'operatore deve far precedere gli interventi di prevenzione e di messa in sicurezza (realizzati a proprie spese) da una apposita comunicazione al comune, alla provincia, alla regione, nel cui territorio si prospetta l'evento lesivo…
Se l'operatore non provvede agli interventi di cui sopra e alla comunicazione di cui all’art. 304, comma 2, l'autorità preposta al controllo o comunque il Ministero dell'ambiente irroga una sanzione amministrativa non inferiore a mille euro né superiore a tremila euro per ogni giorno di ritardo.
Il nostre eroe invece va al Ministero dell’ambiente per dire che la responsabilità è innanzitutto della Regione Campania e che la Regione deve trovare le risorse necessarie per fronteggiare l’emergenza ambientale che riguarda Solofra.
Quando però si è trattato di far intervenire il Dipartimento nazionale di Protezione Civile, il Ministro dell’ambiente ha platealmente bocciato la richiesta di Vignola e ne ha certificato il fallimento: “Non è possibile, un coinvolgimento diretto del Dipartimento….. però (e Vignola è contento!) abbiamo ottenuto…… la convocazione di un tavolo con il Ministero e con il Dipartimento di Protezione civile”!!! Davanti al Ministro dell’Ambiente ,- che ironia della sorte si chiama Galletti, VIGNOLA ha fatto proprio la figura del “Polletto”, perché, partito per ottenere (come per l’atrazina)l’aumento della soglia massima del tetracloroetilene nell'acqua, è ritornato con la promessa di…… “convocazione di un tavolo” con il Dipartimento di Protezione civile!!!!
Il massimo del contrappasso Dantesco per analogia : LA PENA È UGUALE AL PECCATO,
Son già più di tre mesi che “andiamo avanti a furia di tavoli” e che siamo stufi dei tavoli. Per quanto tempo ancora dovremo sopportare l’assoluta incapacità gestionale del “nostro” Sindaco?
Al termine dell’emergenza (a fine mandato: maggio 2017!!).
Per ogni pozzo industriale contaminato, se non è stata inoltrata l’apposita comunicazione al Comune, alla Provincia, alla Regione e per ogni giorno di ritardo è prevista una multa non inferiore a 1.000,00 euro né superiore a 3.000,00 : dal 13 febbraio 2014 (data ordinanze) ad oggi 17 aprile, sono trascorsi 64 giorni. Ogni pozzo è “esposto” al pagamento di una sanzione minima di € 64.000,00 !!
È inutile continuare a chiamare a palazzo Orsini aziende e sindacati, dopo tre mesi, … è Lui ….che deve andarsene da lì…. la sua presenza rende ancora più grave l’emergenza, sia per le aziende che per i cittadini. Il sindaco deve rispondere della gestione dell’emergenza.
Se dopo tre mesi siamo ancora in emergenza….. il Sindaco (anche per il suo bene) deve trovare il “coraggio” di andarsene …… portandosi via tutti i tavoli….. non possono mica andarsene gli imprenditori, i cittadini, le forze dell’ordine, i magistrati, le istituzioni, i giornali,........., le TV, i partiti , etc…….. la gestione dell’emergenza non è mica imputabile a loro!!!!!
mariomartucci