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Mercato S. Severino. Il mio endorcement per Carmine Ansalone

Il mio endorcement per Carmine Ansalone

di Rosario Pesce

Siamo, ormai, prossimi al voto del 25 maggio, che designerà il nuovo sindaco, che amministrerà Mercato San Severino fino al 2019. 
Dai rumors, sempre più numerosi, emerge che questa volta i candidati, intenzionati a sfidare l’Amministrazione uscente, sono più numerosi del 2009: siffatto dato, qualora venisse confermato, è sicuramente positivo, perché indicherebbe una volontà di partecipazione all’agone elettorale, che sembrava scomparsa negli anni precedenti. Peraltro, un maggior numero di concorrenti implicherebbe, di conseguenza, che quest’anno l’obiettivo ballottaggio non solo è auspicabile, ma è anche estremamente possibile: sappiamo bene quanto, per la nostra comunità, possa essere importante vivere la sfida su due turni elettorali, che ormai non siamo più abituati a vedere dal lontano 1995. 
Tra i candidati, che sfideranno il Sindaco uscente, mi pare che quello più autorevole possa essere Carmine Ansalone, che, dopo un mandato da consigliere provinciale e cinque anni vissuti fra i banchi dell’opposizione di Palazzo Vanvitelli, si candida ora al ruolo di primo cittadino con più entusiasmo e con un margine d’azione politica ben maggiore rispetto al 2009. Infatti, questa volta, a sostenerlo è non solo una lista civica - aperta al contributo di personalità della società sanseverinese e di esponenti, di primissimo piano, delle formazioni minori del Centro-Sinistra - ma anche la lista del PD, che, in occasione delle elezioni generali del 2013, ha conseguito un risultato lusinghiero e che potrebbe dare la spinta decisiva perché Ansalone, prima, raggiunga l’obiettivo prestigioso del secondo turno e, quindi, vinca la sfida finale del prossimo 8 giugno. 
È noto a tutti che chi scrive milita nel medesimo partito di Ansalone, a cui è legato da sentimenti autentici di amicizia fraterna: non sfugge, però, a nessuno la capacità attrattiva di consenso del già consigliere provinciale, il quale, nel corso dei suoi mandati consiliari alla Provincia e al Comune, ha maturato un’esperienza amministrativa che, oggi, gli consente di guardare con serenità all’eventuale mandato sindacale, qualora fosse premiato dall’elettorato. 
Altresì, è evidente un dato, che contraddistingue Mercato San Severino in modo peculiare: da quando esiste il meccanismo dell’elezione diretta del primo cittadino, cioè dal 1995, le elezioni amministrative nel nostro Comune vengono vinte, sistematicamente, dalla medesima parte politica e, dal momento che non abbiamo creduto mai al famoso motto andreottiano, reputiamo – avendo, anche, percepito gli orientamenti della locale pubblica opinione – che il potere abbia, effettivamente, logorato chi ci ha amministrato, senza soluzione di continuità, per un periodo così lungo. 
Pertanto, è giunto il momento che i Sanseverinesi, finalmente, segnino una discontinuità importante nel percorso amministrativo della loro città, penalizzando chi non ha saputo costruire, intorno a sé, una classe dirigente capace di sostenerlo e di sostituirlo – se necessario – dopo due decenni, circa, di problematica e discutibile gestione ed, al tempo stesso, premiando chi, invece, ha dimostrato coerenza e continuità nell’impegno democratico, anche nelle vesti scomode del consigliere di minoranza. 
Se l’elettorato sanseverinese si affidasse ad Ansalone, inoltre, il colore politico della nuova Amministrazione sarebbe identico a quello delle Giunte di Bracigliano e, soprattutto, di Fisciano: un siffatto dato sarebbe di fondamentale importanza, perché così si potrebbe avviare una compiuta prassi concertativa, che consentirebbe di affrontare e risolvere i problemi comuni alle tre cittadine della Valle dell’Irno, entro una logica finalmente intercomunale, capace di superare vecchi schemi municipalisti, ormai ampiamente desueti. 
Infine, per tutte queste ragioni, non possiamo non confidare nella volontà di cambiamento, che moltissimi elettori “sponte sua” professano nelle conversazioni private e negli ameni pourparler, tipici del tempo libero; se così non fosse, sarebbe l’ennesima occasione mancata, peraltro non comprensibile per l’elettorato sanseverinese che, non più di dodici mesi or sono, attraverso il voto generale, ha palesato un desiderio molto forte di innovazione – sia nello stile, che nei contenuti del fare politica – che non può non essere presente in occasione, anche, del più cogente e rilevante voto amministrativo. 

Rosario Pesce

 

 

 

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