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Fondi europei, Avellino perde un altro treno

Un’occasione persa per ragionare al futuro

E’ stato diffuso da pochi giorni il programma di utilizzo degli ultimi fondi europei 2007-2013 in Regione Campania. Una spesa suddivisa in numerosi piccoli progetti e che quindi già a prima vista appare come una delle usuali distribuzioni di pioggia dei fondi disponibili; ancora una volta intravediamo logiche di investimento declinate al passato.

Inoltre pochissimi progetti per il settore dei trasporti e della mobilità trascurando il valore di questo comparto come vettore di sviluppo; c’era da aspettarselo da un’amministrazione regionale che ha praticamente cancellato la provincia di Avellino dalla geografia ferroviaria italiana e ridotto ai minimi termini il trasporto pubblico locale in Campania.

Eppure nel solo campo della mobilità ci sono dei progetti che avrebbero meritato l’inserimento per la loro strategicità e la loro visione del futuro.

Un progetto strategico riguarda il potenziamento della ferrovia Benevento-Avellino-Salerno innanzitutto con la realizzazione del raccordo ferroviario all’Università di Salerno. A quest’opera sarebbero legati i conseguenti interventi di rettifica del tracciato e di elettrificazione che consentirebbero di ridurre i tempi di percorrenza con Napoli e Salerno ma soprattutto permetterebbero ad Avellino e provincia di uscire dall’isolamento a cui sono relegati da un sistema dei trasporti altamente penalizzante ed affidato alla sola gomma. Una rivoluzione nella mobilità di tutta l’area vasta che unisce Benevento, Avellino e Salerno e che consentirebbe anche a tanti comuni di avvantaggiarsi della connessione con l’ateneo salernitano e delle presenze universitarie sul territorio. A tal riguardo esiste un progetto elaborato dall’Università di Salerno che prevede la riduzione di circa 3000 auto al giorno sul raccordo autostradale ed una movimentazione di oltre 7000 persone al giorno. Questa opera sarebbe la naturale estensione della metropolitana salernitana verso l’interno della regione; un approccio all’idea della Metropolitana Regionale sviluppata dal precedente assessore Cascetta ma stracciata dall’attuale assessore regionale ai trasporti della regione Campania.

Una ulteriore opera che consentirebbe di rivitalizzare anche lo sviluppo industriale dell’area avellinese è il completamento del raccordo ferroviario al nucleo industriale di Pianodardine, scandalosamente rimasto incompiuto per soli venti centimetri dopo aver impegnato svariati milioni di euro tra cui anche fondi europei della programmazione 2000-2006. Un recente studio condotto dagli studenti dell’ITIS “G.Dorso” al riguardo ha evidenziato la necessità di riprendere da subito questa problematica per il rilancio dell’intera zona che viene identificata come “Area Vasta” nei progetti del Comune di Avellino.

Restando “in zona”, non si intravedono finanziamenti per la bonifica ambientale, tema strategico per una provincia verde come quella irpina. Caso emblematico è la bonifica dell’Isochimica per cui si ripete da più parti che non ci sono i fondi necessari; affermazioni che stridono fortemente con gli annunci di spesa della Regione.

Anche per quanto riguarda la creazione di un sistema turistico integrato che al momento risente fortemente della carenza di infrastrutture. Sarebbe possibile intervenireper l’adeguamento e la messa in sicurezza della ferrovia Avellino-Rocchetta, almeno nel tratto che va dal capoluogo fino a Lioni. Ribadiamo che la presenza di un vettore ferroviario efficiente rappresenta, oltre che un perfetto biglietto da visita per la nostra provincia, un indispensabile mezzo per attrarre turisti, ad esempio da Napoli o da Salerno e connettere le eccellenze presenti sul nostro territorio rendendole fruibili in modo economico, confortevole e rapido.

Ancora una volta si è persa un’occasione di ragionare al futuro su temi e progetti che consentano finalmente di determinare quelle condizioni necessarie alla ripresa dello sviluppo in provincia di Avellino.

Mentre registriamo questo colpevole ritardo nella determinazione di progetti strategici per i vari territori della Campania, la speranza è che si possa recuperare tempo attraverso la programmazione dei fondi 2014-2020. I prossimi fondi infatti privilegeranno le infrastrutture ferroviarie proprio in relazione alla loro strategicità ed alla sostenibilità ambientale.

A parte qualche sparuta eccezione, purtroppo la classe politica avellinese si sta distinguendo solo per i silenzi rispetto a queste tematiche e vorremmo incoraggiarli ad una battaglia almeno pari a quella che si sta tenendo in altri capoluoghi campani contro il taglio dei servizi di trasporto.

Un’idea per mettere insieme idee nuove e moderne potrebbero venire dalla cultura. Ad Avellino ci sono vari istituti che hanno nei loro corsi di insegnamento programmi indirizzati al turismo, ai trasporti ed alla filiera enogastronomica. Potremmo farli dialogare? Possono sostituirsi alle istituzioni che su queste tematiche da anni hanno sperperato ingenti somme per finanziare progetti scritti sulla sabbia?  Andare avanti a compartimenti stagni significa ripetere quello che è successo per difendere campanili e non l’intero territorio.

 

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