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SOLOFRA “IL TITANIC” AFFONDA E GLI AMMINISTRATORI FANNO TCE PARTY!

A due mesi dagli interventi dell’Autorità giudiziaria sulla acclarata concentrazione nell’acqua solofrana  di valori di  TCE superiori alla norma, le Istituzioni locali nulla hanno fatto e nulla hanno deciso.

Non esiste una “soluzione politica” al problema dei pozzi contaminati dal TCE : se i conciatori vogliono usare l’acqua dei loro pozzi, dopo averla emunta, devono “trattarla” con idonei sistemi depurativi  che facciano rientrare i valori del TCE nei limiti della legge.

La soluzione è esclusivamente tecnica ed è imposta dalla legge. Tutte le innumerevoli riunioni tenute finora di “soggetti istituzionalmente incompetenti” e di “ministri senza portafoglio” (non passava giorno senza che ci fosse un summit!), e quelle che eventualmente si terranno in futuro, sono assolutamente inutili perché la legge ammette una sola soluzione : “l’acqua contaminata emunta, prima di essere inserita nel ciclo produttivo, deve obbligatoriamente essere trattarla con idonei sistemi depurativi fino a rispettare i parametri di legge”.

E NON PENSATE CHE LA COSA POSSA RISOLVERSI CON IL FAMOSO ART. 41 DEL DECRETO DEL FARE  che sostituisce l’articolo 243 del D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 (Codice dell’Ambiente)  “Gestione delle acque sotterranee emunte”:Al fine di impedire e arrestare l’inquinamento delle acque sotterranee nei siti contaminati, oltre ad adottare le necessarie misure di messa in sicurezza e di prevenzione dell’inquinamento delle acque …… devono essere individuate e adottate le migliori tecniche disponibili per eliminare, anche mediante trattamento ex art 242 (Procedure operative ed amministrative), o isolare le fonti di contaminazione dirette e indirette; in caso di emungimento e trattamento delle acque sotterranee deve essere valutata la possibilità tecnica di utilizzazione delle acque emunte nei cicli produttivi in esercizio nel sito, in conformità alle finalità generali e agli obiettivi di conservazione e risparmio delle risorse idriche stabiliti nella parte terza.

Per legge - comma 3 nuovo art. 243 D.Lgs. 152/06 -  l’immissione di acque emunte in corpi idrici superficiali o in fognatura deve avvenire previo trattamento depurativo da effettuare presso un apposito impianto di trattamento delle acque di falda o presso gli impianti di trattamento delle acque reflue industriali esistenti e in esercizio in loco, che risultino tecnicamente idonei.

Nei  vari “summit al TCE” gli invitati per paura di essere coinvolti in azioni giudiziarie per pareri e/o suggerimenti che dovessero risultare contra legem hanno fatto solo “accademia”. 

LA SOLUZIONE È TUTTA  NEL CODICE DELL’AMBIENTE (D.Lgs. del 03.04.2006 n° 152):  È SOLO QUESTIONE DI “GESTIRE L’EMERGENZA” CON LA NECESSARIA CAPACITÀ E COMPETENZA TECNICO-GIURIDICA .

CERCO DI SEMPLIFICARE IL TUTTO CON UN ESEMPIO.

Se a Solofra viene individuato un Tizio responsabile della contaminazione di un pozzo, l’art 242 del codice dell’ambiente prevede che la Regione Campania, la Provincia di Avellino ed il  Comune di Solofra si attivino ordinando allo stesso responsabile  di porre in essere la messa in sicurezza del sito e/o la bonifica..etc…etc..

Cosa succede se non è individuato alcun soggetto responsabile della contaminazione?

Soccorre l'articolo 250 (Bonifica da parte dell'amministrazione) del D.Lgs. 152/06. Qualora i soggetti responsabili della contaminazione non provvedano direttamente agli adempimenti ….. ovvero non siano individuabili e non provvedano né il proprietario del sito né altri soggetti interessati, le procedure e gli interventi di cui all'articolo 242 sono realizzati d'ufficio dal comune territorialmente competente e, ove questo non provveda, dalla Regione, secondo l'ordine di priorità …….

ALLA FINE CHI PAGA?

Soccorre l'articolo 253 (Oneri reali e privilegi speciali) del D.Lgs. 152/06. Alla fine pagherà il povero proprietario non responsabile dell'inquinamento che sarà tenuto a rimborsare le spese degli interventi adottati dall'autorità competente (Comune di Solofra e Regione Campania) nei limiti del valore di mercato del sito …..

Il dolore sarà sempre, solo ed in ogni caso degli imprenditori che dovranno sopportare tutti i costi della bonifica aggravati dall’incapacità gestionale degli irresponsabili “reggenti” della  politica locale.

Non prendiamoci in giro la concia necessita di ingenti volumi di acqua che non potranno più essere prelevati dai pozzi industriali  e che l’Irno Service non potrà mai stabilmente fornire.

A questo punto il pallino non può più stare nelle mani di un Sindaco che è già  incorso in vicende giudiziarie e che, memore della contaminazione dei singoli pozzi certificata da sue ordinanze di chiusura, potrebbe attivare, per ogni sito contaminato (leggasi pozzo industriale), la procedura di cui all’art. 250 del codice dell’ambiente !!!

Quindi … se il proprietario del sito contaminato (del pozzo) non provvede a mettere in sicurezza e a bonificare il sito stesso (il pozzo) le procedure e gli interventi di cui all'articolo 242 (Procedure operative ed amministrative) saranno realizzate d'ufficio dal comune territorialmente competente (Comune di Solofra) e, ove questo non provveda, dalla Regione (Campania)…..

LA PROMESSA DI REVOCA DELLE ORDINANZE DI CHIUSURA DEI POZZI INDUSTRIALI ENTRO 10 GIORNI È STATA LA CLASSICA RAPPRESENTAZIONE DEL CAOS IN CUI VERSA L’AMMINISTRAZIONE, UN GRAVE INSULTO ALLE ISTITUZIONI, ALLA CITTÀ, AI CITTADINI, AI LAVORATORI E AI CONCIATORI.

Lungi dal voler entrare in vicende giudiziarie tutte ancora  da definire, mi preme però sottolineare che chi è indagato in una data vicenda, non è più “politicamente spendibile (non è più “istituzionalmente credibile”) quando si tratta di intervenire con autorità sulla stessa vicenda : c’è quanto meno “un conflitto di interessi”….. ed è umano che altri pensino che ogni “azione” è finalizzata a tutelare prima se stesso e poi la Città.  Si giustifica così la ”promessa della disperazione” di revocare entro 10 giorni le ordinanze di chiusura dei pozzi.

Per tale ragione il giorno 21 del mese di marzo dell’anno del signore 2014, in Solofra,  vigente , calendario ufficiale della Repubblica Italiana, per humana pietas ho deciso di non consegnare alcun riconoscimento all’illustre inquilino di palazzo Orsini (che l’avrebbe strameritato in toto), anzi gli concedo  “il perdono” con la seguente motivazionedopo aver inconsapevolmente crocefisso Solofra ….. merita clemenza perché politicamente non imputabile …....effettivamente non sapeva quello che faceva!!

Imprenditori è inutile continuare a seguire costui che da mesi ha dimostrato di non saper uscire dall’emergenza: fatevi parte diligente e promuovete con vostre risorse concrete iniziative imprenditoriali. Ad esempio : 1) fate redigere un dettagliato e completo studio del TCE presente nella falda in cui “pescano” i vari pozzi industriali ; 2) realizzate nei singoli opifici gli impianti di bonifica dell’acqua emunta  dai pozzi contaminati (meglio farlo di propria iniziativa gestendo in proprio il tutto che pagare le spese della realizzazione ad opera del Comune di Solofra o della Regione Campania); 3) chiedete al governo incentivi per la bonifica.

Solofra ha urtato il suo iceberg ed è alla deriva nell’oceano, nessuno dei responsabili istituzionali accetta la cruda realtà e prende atto della immensa gravità della situazione : gli amministratori continuano a convocare inutili  riunioni e  come sul Titanic  “giocano” e tengono party………... PARTY AL TCE !!!!

mariomartucci

 

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