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CONCIATORI : ENTRO DIECI GIORNI RIAVRETE I POZZI.PAROLA DI VIGNOLA.

Finalmente dopo tanti “palleggiamenti” la vicenda dei pozzi industriali con valori di TCE superiori alla norma si avvia a felice conclusione. Vignola ha annunciato solennemente sulle colonne di IRPINIA OGGI di giovedì 6 marzo 2014 (www.irpiniaoggi.it), che entro dieci giorni  arriverà la revoca delle (numerose) ordinanze di chiusura dei pozzi industriali.

Se le cose effettivamente così stanno, non posso che esprimere al Sindaco tutta la mia ammirazione: finalmente ci mette la faccia e si assume la responsabilità di revocare - entro 10 giorni -  le ordinanze di chiusura dei pozzi industriali che Egli stesso ha emesso dopo un censimento che nessuno aveva chiesto.

Non voglio polemizzare sulla chiusura dei pozzi industriali e nemmeno sui tempi della futura revoca : quel che ora conta è solo l’irrevocabile impegno assunto pubblicamente dal primo cittadino di restituire ai conciatori, liberi da vincoli, i pozzi industriali (tutt’attaccato!)entrodiecigiorni”.

Bisogna ammetterlo : ci vuole coraggio a garantire entrodiecigiorni” la revoca delle ordinanze che vietano l’utilizzo dei pozzi industriali contaminati dal TCE . CHAPEAU!

Evidentemente dopo tanti tavoli, task force, pool di esperti e staff tecnici, la presenza del prefetto di Avellino Dr. Carlo Sessa ha dato vigore e sicurezza a Vignola che si è corroborato fino al punto di assumere il gravoso e solenne impegno di revocare le (sue) ordinanze di chiusura dei pozzi industriali “entrodiecigiorni” dal 6 marzo 2014 e quindi entro il 16 marzo 2014 (scusate se ripeto le date, ma è per la precisione! Per ricordare  in futuro anche l’anno…..perché non si sa mai!).

La presenza di S.E. Prefetto di Avellino mi ha ricordato un’altra vicenda, sempre legata alla chiusura delle condotte idriche, verificatasi in Sicilia a Ganci (PA) nella piana degli albanesi il 1° gennaio 1926 che ha visto come protagonista il prefetto Cesare Primo Mori (interpretato nel famoso film del 1977  “il prefetto di ferro” del 1977 da un grande Giuliano Gemma).

La storia narra che il prefetto Mori per stanare i briganti arroccatisi a Ganci (le cui abitazioni erano scavate in rocce di quarzarenite)  dispose la sorveglianza e la chiusura di tutte le condotte idriche situate a monte del paese.

Le donne private dell’acqua, in preda al panico, si rivolsero al temuto brigante Don Calogero Albanese :

Popolana (Lina Sastri) : l’acqua Vuscenza …. né levaru l’acqua!........i picciriddu hannu sete!”

Don Calogero Albanese (Francisco Rabal) : “Turi..…e voiautri  picciotti …… sintitimi bene …..… Mori levò l’acqua al paese ……...DOMANI MATINA VOGLIU TANTA ACQUA A GANCI COME ‘U MARI A PALERMO!”

….. fimmine iti u paisi e dicitici cà dumani …..O’ Zu Calogero ve duna l’acqua!

All’indomani però l’acqua non giunse al paese perché i picciotti  furono arrestati nella notte dai soldati che sorvegliavano le condotte.

Al mattino le donne andarono a casa di Don Calogero Albanese e lo apostrofarono :  Unnè l’acqua ? l’acqua ‘ca ni promettisti unnè? Omo senza parola …. finisti di cumannari! …. si scoprirono il petto e in segno di disprezzo invocarono i santi e recitarono gli scongiuri.

Don Calogero quella stessa mattina, si consegnò al prefetto Mori ma prima di togliersi la vita battendo ripetutamente la testa contro un muro, precisò : “Eccellenza io non mi arresi per…. debolezza ……”io venni a morire davanti a Vossia soltanto per l’amore della mia gente..….per scambiare la mia vita con l’acqua per la mia gente….. per mantenere per l’ultima volta la mia parola di uomo!”

Non so se i pozzi industriali di Solofra, chiusi dalle ordinanze di Vignola, riapriranno come promesso entro il 16 marzo 2014 e nemmeno se il primo cittadino (che si è preso ben dieci volte il tempo del povero Don Calogero Albanese), per rispetto della parola data, in caso di mancata riapertura dei pozzi industriali nei tempi indicati, “saprà sacrificarsi per il bene della comunità” ……… Però se persino un brigante ha saputo farsi da parte per il bene della comunità credo che possano farlo anche  politici e  galantuomini!

Fino al 16 marzo 2014 (salvo trucchetti e/o  smentite!) Chapeau a Vignola.

Dal 17 marzo 2014  in poi sarò promotore dell’ASSOCIAZIONE ENTRODIECIGIORNI” il cui scopo sarà  quello di monitorare tutti coloro che - a livello locale - fanno pubblici solenni annunci, premiandoli con la targa “DIECI GIORNI DI ALLORO” quando “l’annuncio si realizza” e sbeffeggiandoli con la targa “DIECIGIORNIDIMUNNEZZA” quando “l’annuncio fa fetecchia”.

Dr mariomartucci

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