Solofra … frizioni, divisioni tra gli stessi imprenditori
In questi ultimi giorni attraverso quotidiani locali, apprendo sempre più contrasti
tra l’amministrazione comunale, imprenditori e associazioni di categoria.
Da giovane imprenditore anche se non conciario, ma di un altro settore
merceologico, quello che più mi rammarica è apprendere frizioni, divisioni tra gli
stessi imprenditori, in un momento di forte recessione per l’economia produttiva
conciaria, con un mercato europeo prima, la globalizzazione poi, che hanno
portato ad una frammentazione geografica della filiera produttiva e a una
maggiore complessità dell’architettura del prodotto.
Il mio appello agli imprenditori conciari è quello che la globalizzazione e i
problemi legati alla crisi si combattono solo attraverso le aggregazioni, le
collaborazioni in rete delle piccole e medie imprese, che nella nostra Solofra sono
il tessuto economico e costituiscono ancora un modello d’eccellenza.
Ma dalle ultime letture dei quotidiani il concetto che il sottoscritto vede prevalere
è sempre quello dell’individualismo e spesso “ del gatto che vuole mangiare il
topo”.
Tale concetto ha diverse motivazioni culturali, compresa la diffidenza verso una
grande impresa che nei passaggi cruciali non ha investito con coraggio sul
territorio.
In ogni caso, in una fase complessa e difficile per la nostra Solofra, negli ultimi
mesi aggravata anche dalla questione acqua, quello che davvero conta è che le
piccole imprese non si sentano sole e che si inizia ad intraprendere una nuova fase
composta da tre temi interconnessi:
? Innovazione;
? Coesione tra le aziende presenti sul territorio;
? Competizione sui mercati nazionali ed esteri;
Ricordando a loro che i tempi della politica sono lontani dalle esigenze degli
imprenditori e del territorio.
Gabriele Buonanno