Schulz o Tsipras?
Alla vigilia delle prossime elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo, la Sinistra italiana si interroga sul nome del candidato, che dovrà essere sostenuto per la presidenza della Commissione, organo equivalente al Governo dell’U.E.
I candidati sono due: il tedesco Schultz, rappresentante della Socialdemocrazia tedesca e sostenuto, quindi, da tutti i partiti socialisti e laburisti del vecchio continente, e Tsipras, esponente greco, a capo di un largo schieramento di forze progressiste, che, pur essendo aspramente critiche verso le decisioni assunte finora dagli organismi comunitari, in materia economica, chiede una rivistazione profonda dei Trattati, pur non facendosi assertore dell’uscita, tout court, dall’Unione Europea, né del ritorno, di fatto, alle monete nazionali, così come, invece, stanno facendo le forze più populiste – come i Grillini – che si muovono in Italia ed in molti altri Paesi.
Il dibattito, circa il posizionamento da realizzare negli organismi europei, sta attraversando il Partito Democratico in modo, ormai, molto evidente: alcuni giorni or sono, il PD è entrato ufficialmente nella grande famiglia del Partito Socialista Europeo, per cui Renzi, in continuità con gli intenti della precedente dirigenza, è riuscito a dare al suo partito una collocazione internazionale ben precisa, visto che in Europa, al momento, esistono solo due grandi aree: quella socialista, appunto, e quella popolare. All’interno del PD, però, non tutti sono in sintonia con la proposta renziana: da una parte, c’è chi avrebbe preferito rimanere fuori dalla famiglia socialista, in nome dell’origine popolare di un’importante componente democratica, nata nel solco del popolarismo italiano; dall’altra parte, invece, la corrente civatiana, che si è sempre più identificata come l’area più avanzata del partito, all’indomani delle primarie dell’8 dicembre 2013, ipotizza un sostegno alla lista Tsipras, funzionale, in particolar modo, alla creazione di un nuovo ressemblement nel Parlamento italiano, che comprenda altre forze, che pure hanno aderito al progetto Tsipras, quali S.E.L. ed i fuoriusciti del movimento grillino, ormai collocati - sugli scranni di Montecitorio e di Palazzo Madama - in una posizione prossima a quella tipica di uno schieramento filo-governativo di Sinistra.
Molti esponenti della società civile – tra i quali ricordiamo, su tutti, Stefano Rodotà, Moni Ovadia e Barbara Spinelli - hanno dichiarato il loro pubblico sostegno alla lista capeggiata dal leader greco, allo scopo di rendere più evidenti le differenze - pur già forti - fra chi, nel dibattito corrente, sostiene l’opzione Schultz e non quella del leader ellenico: una differenza che si gioca, soprattutto, sulla distanza programmatica e politica rispetto alle posizioni dell’attuale Governo italiano, dagli stessi sostenitori della lista Tsipras ritenuto un Esecutivo di Destra, ancorché guidato dal leader del principale partito di Centro-Sinistra.
Civati, in particolare, non nasconde la sua ambizione: realizzare le condizioni affinché, nella legislatura in corso, si possa creare un Esecutivo che faccia a meno della presenza scomoda di Alfano e che si regga su un’alleanza fra il Partito Democratico e quell’articolata area progressista succitata, che si muove alla sua Sinistra e che verificherà il consenso, in proprio favore, con il voto alla lista Tsipras in occasione delle elezioni per il rinnovo del Parlamento dell’U.E. nella prossima primavera.
A maggio, pertanto, la politica italiana potrebbe subire uno scossone non irrilevante: la vittoria eventuale di Grillo sarebbe una bocciatura cocente per il Governo in carica e per le politiche europee, così come finora queste si sono articolate e sviluppate, per effetto dei pesanti condizionamenti tedeschi; per altro verso, un buon risultato della lista Tsipras, stimabile con un consenso elettorale intorno al 10%, inevitabilmente sposterebbe verso Sinistra la dinamica parlamentare nazionale, in quanto indurrebbe Renzi a tener conto di suoi potenziali alleati, necessari comunque in vista delle elezioni generali, che potrebbero essere ben più vicine di quanto il Capo di Governo, oggi, non preveda.
D’altronde, un’anomalia è presente ed è molto forte: in Italia, governa un Dicastero retto da forze che, in Europa, sono orgogliosamente fiere delle loro differenze.
Mentre nel nostro Paese, infatti, da molto – troppo – tempo si procede con la logica delle Larghe Intese, a Bruxelles invece l’area socialista e quella popolare sono nettamente distinte l’una dall’altra, per cui – come, di recente, ha auspicato Massimo D’Alema – non è possibile, né augurabile riprodurre lo schema nazionale a livello di organismi comunitari: è, finalmente, giunto il momento che il socialismo democratico continentale sviluppi una politica egemonica rispetto alla cultura del popolarismo, dopoché, per molti anni, è stato in una posizione soccombente. Per realizzare un progetto così ambizioso, è inevitabile che, all’indomani delle elezioni del prossimo maggio, tutta la Sinistra europea maturi atteggiamenti di collaborazione al suo interno, per fronteggiare meglio il pericolo della deriva populista e demagogica, presente ovunque nei Paesi che andranno al voto. Per altro verso, è ipotizzabile che ci sia un crollo elettorale dei partiti, che si rifanno alla famiglia popolare, dal momento che ad essi è riconducibile prioritariamente la politica di rigore finanziario, che oggi la pubblica opinione contesta duramente e mira a modificare assai profondamente.
Affinché, allora, sia lo schema europeo ad essere trasferito in Italia, è necessario che coloro che sostengono Schulz e chi sostiene Tsipras inizino a dialogare proficuamente nel nostro Paese, indipendentemente anche dall’attuale geografia parlamentare, perché non si può, certo, essere alleati a Bruxelles ed avversari a Roma.
Forse, la crisi economica e la paura del populismo, dopo le asprezze inevitabili del confronto elettorale, potranno determinare la rinascita di una moderna Sinistra, articolata e plurale, in Italia ed in Europa, che sia – come si diceva un tempo – “di lotta e di governo”?
Rosario Pesce
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