CON MATTEO RENZI, SOLITO PARTITO DEMOCRATICO O NUOVO CENTRO?
E’ CADUTO L’ULTIMO PETALO DEL GAROFANO DS E IL RAMO D’ULIVO? GIA’ LA QUERCIA, FORSE, ERA DIVENTATA UN TAVOLO DA SALOTTO?
Niente è più aderente alla realtà del fatto che lo stesso PD stia volgendo verso una progressiva frammentazione al suo interno. In sostanza l’area di destra all’interno del PD sta prendendo la maggioranza, e questo all’interno della logica di partito, all’interno di un tessuto politico che per primo, SEMPRE FORSE, non crede alla Sinistra stessa, e probabilmente vestendola a lutto. Un tessuto politico che è sempre stato rivolto a Sinistra ha, ad uno uno, tolto sino all’ultimo petalo di garofano anni fa, sperando che non scompaia il ramo d’ulivo, contraddizione. Riflessioni giuste? Non si sa! Rifletta la minoranza all’interno del PD, minoranza almeno in teoria.
In virtù di quale gioco di prestigio il P.C nel corso degli anni prima, e poi dopo, con la quercia dei DS, se non si erra, 1991, ben salda piantata, e poi scomparsa, insieme al garofano, hanno ceduto il passo ad una associazione politica di centro-sinistra generalizzata? Arcano mistero?
Una sinistra, all’improvviso con la s minuscola senza più una linea da seguire e, negli ultimi anni o tempi, addirittura rinchiusa dolcemente in un pensiero unico di centro, unico perché colui che è ancora di Sinistra cerca di portare con sé un margine di riflessione orientato in tal senso: capire dove si trova la stessa Sinistra. Ma dopo un po’, forse, non si sa, chissà, viene calmato, tranquillizzato, preso per braccio con arcana maestria. E, forse, gli mettono il ramo d’ulivo in tasca, dicendogli: “ Vai a prenderti un dolce caffè, paghiamo noi.” Sicuramente è roba da romanzo, c’è da pensare? forse sì, o no. Non si sa. Qualcuno potrebbe affermare che si possa trattare di un’evoluzione fisiologica, naturale. “ Ce lo chiede la Storia, anche il sale può trasformarsi in zucchero.” Sarà!? Chi lo dice? Nessuno, ma lo si potrebbe pensare. Tuttavia si può ritenere che questo processo all’interno del PD sia stato accelerato. Si può essere d’accordo o meno, è politica, è opinione. E’ libertà, e sino prova contraria si può pensarlo, così si potrebbe crede.
La disfatta della sinistra, con la s minuscola è innegabile, nessuno mai ha pensato ad una sinistra moderna, che premiasse meritocrazia, sviluppo e non staticità assoluta, nulla di tutto ciò. Ma non si è qui a dirlo. La disfatta non è del PD CENTRISTA, ma della sinistra soffocata al suo interno, che è un’altra cosa.
Inoltre, è importante insistere su quest’aspetto particolare. La cosa che più colpisce è la mancanza di reazione, che può essere, anzi è, legittima, ognuno può agire come meglio ritiene opportuno, ma nemmeno un soffio di dolce indignazione umana, civile, pacata, non si alza nemmeno la mano, come si faceva a scuola. Forse nessuno vuole essere interrogato. Come se la fine sostanziale della Sinistra fosse già stata metabolizzata, come se fosse un processo in corso inesorabile. La Sinistra forse cede il passo alla logica liberale perché questi sono i tempi? Una visione liberale del mondo dove l’individualismo dovrebbe trovare la soluzione? Mercato libero, idea e sviluppo che potrebbero nascere da menti geniali o meno, intuitive quanto basta. Dunque il gigante, signor Sinistra, saluta indossando il proprio frac, saluta in silenzio e se ne va? Senza nemmeno fare tanto rumore! A quanto pare.
C’è la possibilità di una revisione di valori? Comunque fortuna che in Italia la gente è paziente e tenace al tempo stesso, pratica e fondamentalmente ottimista, che rifiuta sempre la strada del vuoto assoluto. Facciamoci cullare dunque dal nuovo centro democratico.
“ Ce lo chiede la Storia!” Non dimentichiamoci le aziende profanate dalla crisi, le nostre economie terminate e la gente sempre più urlante. Non dimentichiamoci, la quercia, ormai lontano ricordo, l’ultimo petalo di garofano, e il rametto d’ulivo, che se ne sta ancora lì, solo.
UNIONE COMUNI SERINESI.
ALESSANDRO GIOIA.