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Un lamento da un bidone. Trovato un bambino nella spazzatura

Ieri sera a Ragusa un uomo che percorreva a piedi  via Saragat ha ritrovato un neonato nella spazzatura, avvolto in una coperta dentro un sacchetto. L’uomo si è accorto di ciò a seguito di un lamento che proveniva da un bidone dei rifiuti. Il neonato è stato trasportato immediatamente all’Ospedale, fortunatamente le sue condizioni di salute sono buone ed in via precauzionale, è stato ricoverato in Terapia intensiva prenatale. Così ha commentato il Segretario Generale del Libero Sindacato di Polizia (LI.SI.PO.) Antonio de Lieto: “Quanto accaduto a Ragusa, ai danni di un neonato, è semplicemente  raccapricciante. Una  bambino, appena nato, è stato abbandonato nella spazzatura. Non è certamente la prima volta che un  neonato, viene  abbandonato  in luoghi degradati o gettato nei  bidoni dell’immondizia, come una “cosa” ingombrante, fastidiosa, di cui disfarsi il prima possibile. Il gesto di questa madre, è incommentabile, e le indagini definiranno  gli esatti contorni della vicenda. Certamente, l’ignoranza, ha giocato un ruolo determinante, in questo, come in altri episodi simili. Chi per i motivi più vari, non è in grado di tenere un bambino appena nato, può partorire in qualsiasi ospedale, non riconoscere il bambino e conservare l’anonimato. Un qualunque  neonato, lasciato in ospedale, troverà cure, amore ed una nuova famiglia. Tante volte è la non conoscenza delle tante opportunità  che il nostro sistema giuridico ed assistenziale, offre alle madri in difficoltà a causare situazioni drammatiche. E’ importante, a giudizio del LI.SI.PO. – ha continuato de Lieto -, che sia attuato un piano capillare di informazione, diretto alle persone più svantaggiate, a quelle persone  abbandonate a loro stesse, ai margine della società. Certo, l’indignazione è tanta, ma approfondendo questa triste vicenda, potrebbe emergere la condizione di una madre, che neppure sapeva a chi rivolgersi, non sapeva  neppure immaginare le tante opportunità che il nostro sistema pone in campo, per le donne, in attesa di un bambino,  che si trovano in difficoltà. Miseria, solitudine, alcolismo, droga, maltrattamenti, violenza di ogni genere: questo è lo scenario  che  ha caratterizzato  alcuni casi, simili a questo. Forse  questa madre, - ha concluso de Lieto - abbruttita dalla vita e disperata, ha commesso un gesto orribile che, comunque, non ha scusanti, in un momento di follia e di disperazione. I servizi sociali, le Istituzioni, a tutti i livelli, devono fare di più. I Comuni non devono aspettare che coloro che vivono situazioni di grave bisogno, bussino alla  loro porta, ma devono organizzarsi, per raggiungere, anche il più isolato  cittadino, in stato di bisogno”. 

                                                 Antonio Curci

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