GRAZIE AL COMITATO PRO SERINO NON SI PAGA L’IMU PER LE SECONDE CASE IN COMODATO SE RICHIESTO ENTRO IL 16 DICEMBRE
Si è svolto lunedì in prima convocazione il Consiglio Comunale richiesto dal gruppo Consiliare del Comitato Pro Serino sulla “parità di genere – quote rosa”. Nonostante le disposizioni della legge 215\2012, la maggioranza De Feo ha votato contro la nostra mozione di modifica dello statuto comunale, rendendosi inadempiente di fronte alle decisioni del legislatore che disponeva l’adeguamento degli statuti comunali entro giugno del 2013. Hanno preferito conservare gli equilibri in maggioranza e non rispettare una norma chiara ed inequivocabile: per loro le donne possono attendere. Altro punto all’ordine del giorno proposto dal Comitato Pro Serino, riguardava l’applicazione dell’IMU alle unità immobiliari e relative pertinenze, concesse in comodato dal soggetto passivo dell’imposta a parenti in linea retta entro il primo grado (genitore-figlio) che le utilizzano come abitazione principale. Questo significa che chi è nelle condizioni di poterne usufruire non dovrà pagare l’Imu sull’abitazione concessa in comodato limitatamente al secondo semestre 2013. Suggeriamo quindi, a chi possiede i requisiti per l’agevolazione, di presentare presso il Comune di Serino un contratto di comodato d’uso gratuito tra genitore e figlio, non necessariamente registrato, l’Isee per un importo non superiore a 15.000 € e informarsi di eventuale altra documentazione presso l’ufficio Tributi. Dunque anche se in minoranza siamo riusciti a far passare una delibera per favorire i serinesi. È stato approvata anche la richiesta all’ASL di Avellino per l’istituzione del Registro Tumori Provinciale, così come deliberato dall’ex Comune di Montoro Inferiore e sulla costituzione di parte civile nei processi di femminicidio e violenza sui minori. Dove si è accesso il dibattito è stato “sull’atto di indirizzo di autotutela in merito alla situazione So.g.e.t“ proposta dalla maggioranza. In realtà si è trattata dell’ennesima presa in giro visto che l'istituto dell'autotutela è già regolamentato dal D.M. 37/1997 che prevede l'annullamento di un atto amministrativo illegittimo da parte di chi lo ha emanato, nel nostro caso dal responsabile ai tributi. Quindi l’atto di indirizzo non produce nessun effetto se non quello di ricordare al dirigente dell’ufficio che è solo lui che può esercitare l’autotutela e, al limite, far credere ai cittadini che qualcuno dell’amministrazione stia lavorando per mettere una pezza alle centinaia di cartelle pazze arrivate come auguri di Natale. Il Consigliere Pellecchia, rivolgendosi alla sua maggioranza, ha chiesto addirittura e per la seconda volta di conoscere i nomi di chi ha creato questa situazione: dai banchi della maggioranza nessuno ha proferito parola. Omertà istituzionale o colpe da espiare in confessionale?