Lettera aperta anche da Li.Si.Po.
Al Signor Ministro dell’ Interno
Pref. Luciana Lamorgese
ROMA
Per conoscenza
AL SIGNOR CAPO DELLA POLIZIA
DIRETTORE GENERALE DELLA PUBBLICA SICUREZZA
PREFETTO FRANCO GABRIELLI
ROMA
Ai Gruppi Parlamentari
Senato della Repubblica e
Camera dei Deputati
ROMA
AL MINISTERO DELL’INTERNO
DIPARTIMENTO DELLA PUBBLICA SICUREZZA
DIRETTORE DR.SSA MARIA DE BARTOLOMEIS
ROMA
Egregio Sig. Ministro dell’Interno
Facendo seguito alla missiva che questa O.S. LI.SI.PO. – Libero Sindacato di Polizia, Le ha inviato in data 06 febbraio 2020 con n° di Prot. 21/SN/2020, la informiamo che seguitiamo a ricevere richieste di aiuto da parte di molti aspiranti al concorso per n° 1148 posti di Allievi Agenti della Polizia di Stato bandito in G.U. il 26.05.2017 e che era, così articolato:
a) 893 posti, aperto ai cittadini italiani, purché in possesso dei requisiti prescritti per l’assunzione nella Polizia di Stato;
b) 179 posti, per esame e titoli, per coloro che sono in servizio, da almeno sei mesi alla data di scadenza della domanda di partecipazione al concorso, come volontari in ferma prefissata di un anno (VFP1) o in rafferma annuale, purché in possesso dei requisiti prescritti per l’assunzione nella Polizia di Stato;
c) 76 posti, per esame e titoli, per i volontari in ferma prefissata di un anno (VFP1) collocati in congedo, al termine della ferma annuale, alla data di scadenza della domanda di partecipazione al concorso, nonché ai volontari in ferma quadriennale (VFP4), in servizio o in congedo, purché in possesso dei requisiti prescritti per l’assunzione nella Polizia di Stato.
Requisito fondamentale d’accesso: la licenza media e 30 anni non compiuti.
Questo concorso, Egregio Signor Ministro, è rimasto impresso nella mente di ognuno dei concorsisti perché, finalmente, dopo anni di possibilità mancate, si apriva una prima concreta opportunità, nella Polizia di Stato, per la categoria CIVILI.
Fin qui nulla da eccepire, perché vengono selezionati i candidati necessari per avviare il corso di formazione che avevano riportato il punteggio da 10 a 9,5, nelle prove preselettive.
Ciò che è accaduto dopo, Signor Ministro, invece, è degno di essere paragonato al peggior film a puntate, che, ahinoi, vede tra i protagonisti il Ministero dell’Interno, ma, soprattutto, i candidati, perché appena un anno dopo, con il decreto legge n.135/2018 convertito in legge n. 12/2019, sono cambiate le regole concorsuali, mutando i requisiti dello stesso concorso, al quale molti giovani, provenienti dalla vita civile, avevano partecipato l’anno precedente: inspiegabilmente e scelleratamente, grazie ad un emendamento ingiustificabile e deprecabile inserito nel DDL Semplificazioni, in Commissione Affari Costituzionali e Lavoro al Senato, viene inserito una “correzione” da parte di alcuni senatori e viene abbassato il requisito dell’età (da 30 anni non compiuti a 26 anni non compiuti); nella circostanza, viene cambiato anche il grado di formazione, passando dalla licenza media, al diploma di scuola secondaria.
Niente di più assurdo!
Difatti, viene disposto lo scorrimento per reclutare 1851 nuovi allievi agenti, ma stavolta vengono pre – selezionati in base ai nuovi requisiti.
Sono stati sottoposti a visita presso le strutture del Dipartimento della P.S., i candidati con punteggio 9.5 - 8.8 rigorosamente al di sotto dei 26 anni e alcuni over 26 (da cui vengono fuori i famosi 455, Idonei Con Riserva).
Va precisato che gli over 26, sottoposti alle visite mediche, sono stati costretti ad adire le vie legali, ottenendo il parere favorevole del TAR Lazio e solo in questo modo, hanno ricevuto l’agognata convocazione alle prove successive.
I ricorsi amministrativi, è risaputo, prevedono un iter e delle tempistiche decisamente diverse rispetto ai giudizi civili e penali, infatti da marzo 2019, i 455 Idonei Con Riserva, chiedono ancora giustizia!
Durante questa circostanza, i candidati da selezionare per formare i 1851 nuovi A.A., sono risultati insufficienti e, quindi, l’Amministrazione ha pensato di convocare un nuovo e corposo gruppo di candidati del precedente concorso (i famosi 1148 A.A.), che avevano riportato i punteggi da 8,80 a 8,25.
Ebbene, trovati i candidati necessari RIGOROSAMENTE under 26, ad agosto 2019, è stato avviato il corso di formazione, presso vari istituti di istruzione.
Anche questa volta, gli over 26 facenti parte della graduatoria stilata per l’assunzione dei 1148 posti di A.A., vengono completamente ignorati, QUASI NON FOSSERO MAI ESISTITI, pur rientrando nella fascia di punteggio richiesta.
Ed ecco come si arriva ai nostri giorni, dopo un anno di battaglie giudiziarie, sostenute dagli over 26 del concorso a 1148 posti di A.A., i quali stanno tuttora, sostenendo spese legali importanti.
Essi, sono ancora in attesa del giudizio di merito del Tar Lazio, ciascuno con i propri legali, ciascuno con le proprie date d’udienza, nell’unica speranza di vivere un fausto epilogo di questa vicenda che ha assunto contorni grotteschi, creando solo disparità e diseguaglianza tra i candidati.
In pratica, chi ha avuto la fortuna di nascere qualche anno più tardi del 1989, 1990, 1991, 1992 e così via, oggi indossa l’uniforme della Polizia di Stato; gli altri, solo perché considerati più “vecchi”, a parere dei senatori, sono stati lasciati fuori da ogni possibilità lavorativa, sebbene alla data di partecipazione al concorso de quo, il loro requisito anagrafico era legittimo!
Eppure, loro hanno sborsato soldi e più di una volta, per le visite mediche presso le strutture ospedaliere pubbliche, che non sono servite a nulla, perché mai nessuno li ha convocati, per i compensi a propri legali, per difendersi da un qualcosa che, nel 2020, dovrebbe essere un concetto ampiamente assimilato ed esistente: l’UGUAGLIANZA.
Oggi si riconoscono ampie garanzie a chiunque metta piede nel nostro Paese, più o meno lecitamente, ma non si riconosce la dovuta dignità, giustizia e considerazione a questi giovani.
Vorremmo capire, Egregio Signor Ministro, quale colpa hanno questi giovani, oramai trentenni, se si sono alternati governi, ministri, senatori ed onorevoli di ogni colore politico, ma che, stranamente, mai si sono seriamente interessati a risolvere l’annosa ed ingiusta vicenda che li vede, loro malgrado, protagonisti.
Questa O.S. LI.SI.PO. è e sarà sempre al fianco di questi giovani, dandogli voce nelle sedi opportune e facendo appello a tutti i politici, che di certo, non possono negare l’evidenza di questa grave disparità di trattamento.
Questa ingiustizia è sotto gli occhi di tutti e solo il Ministro dell’ Interno, unitamente al Sig. Capo della Polizia, possono sanarla: lo devono ai tanti giovani aspiranti che, nonostante tutte queste traversie, ci credono ancora!
In questo preciso momento storico, il Paese ha bisogno di forze nuove; questi giovani, che ricordiamo sono stati giudicati IDONEI alle prove preselettive, sono pronti a servire lo Stato!
Questa O.S. LI.SI.PO., quindi, alla luce di tutto quanto sopra cennato, chiede con veemenza, che venga dato avvio alle visite mediche e alle prove psicoattitudinali agli aspiranti 1148 Allievi Agenti della Polizia di Stato, OVER 26, dimenticati da tutto e da tutti, per uno scellerato emendamento inserito in un DDL, durante la fase di svolgimento delle prove concorsuali.
Essi, tra l’altro, sono disposti a raggiungere qualsiasi luogo o sede loro indicata, per via della pandemia da COVID-19 che affligge il nostro Paese in questo momento, pur di sostenere le visite mediche e le prove psicoattitudinali.
Egregio Signor Ministro LAMORGESE, il mestiere di poliziotto, non è un lavoro che si fa quando non c’è altro di meglio, lo si fa, quando non c’è altro che si vorrebbe fare.
Non private tutti questi giovani, della loro occasione di vita, del loro sogno.
Distinti saluti.
LA SEGRETERIA NAZIONALE
ORIGINALE FIRMATO AGLI ATTI