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Chiese chiuse… nessun altare di reposizione… solo un segno davanti alla Chiesa di San Giuliano

L’anno scorso, i fedeli, insieme ai loro parroci, prepararono gli altari di reposizione, con dedizione ed impegno, nel giorno dell’istituzione dell’Eucarestia. Nel nostro Comune conciario, c’è una predisposizione, ma, soprattutto, una devozione e, ancor di più, un’intimità nell’adorare Gesù sacramentato. Quindi, ci si sente onorati nel preparare gli altari al Signore, al fine di vivere la parola di Dio e di vedere nel fratello   sofferente il Signore.

 Quest’anno non è stato possibile allestire gli altari di reposizione nelle chiese, a causa della pandemia dovuta al coronavirus. Infatti, sia il governo sia la chiesa, al fine di evitare il dilagare del contagio, hanno vietato gli assembramenti dei cittadini, con relativi decreti di chiusura di attività commerciali e delle stesse chiese. Quindi, le funzioni liturgiche sono celebrate solo dai sacerdoti nelle chiese, che attraverso i media raggiungono i fedeli nelle proprie case.

In questi giorni, passando per le strade della cittadina conciaria si rileva un silenzio tombale, interrotto da qualche "viandante" o automobilista che si reca a fare la spesa per beni di prima necessità.

E tra un acquisto e l’altro, notiamo, davanti alla chiesa di San Giuliano martire, i segni rappresentativi dell’altare di reposizione e della passione di Cristo, allestiti straordinariamente dall’amico Gerardo De Piano

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