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Il medico Antonio De Pisapia Non è più

Le persone della mia età, sicuramente, si ricorderanno i giorni di lutto relativi alla morte di un nostro caro. Erano altri tempi! Oggi, la morte si è adeguata ai ritmi della società moderna, non esistono più i giorni di lutto, ovvero il tempo della passione, morte e risurrezione. Quindi, i tre giorni di lutto, dei miei tempi, permettevano ai familiari ed amici di stare insieme, di confrontarsi e vivere nella solidarietà la venuta di Gesù, come a Betania, per la morte di Lazzaro. Infatti, le sorelle Marta e Maria, dopo quattro giorni, erano in compagnia di familiari ed amici, mancava solo Gesù, l’amico fidato di famiglia.

Ricordiamo tutti l’impatto emotivo di Gesù con le sorelle del defunto, senza tralasciare la velata delusione di Marta: “Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto!”; ma anche la sua fiducia assoluta: “Anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la concederà”…

Ebbene, sulla scia di questa fiducia, eleviamo preghiere al Signore affinchè venga accolta in Cielo l’anima dell’amico Antonio De Pisapia.

Il compianto medico “svolgeva da trent’anni la professione di dentista oltre a sostituire diversi medici di base, attività che gli ha permesso di curare generazioni di cavesi. Con il suo fare benevolo e gioviale riusciva ad entrare in simbiosi con i suoi pazienti, diventando per loro più di un “dottore” di famiglia, un amico”.

Le comunità di Cava e di Solofra perdono un professionista concreto, serio e di parole consolanti, ma, soprattutto, solare. Invece, la famiglia perde un affetto unico ed irripetibile, in particolare le figlie Rosaria e Carla. Quest’ultima, con parole filiali e toccanti saluta il suo caro genitore: «Per molti sarai un eroe dal camice bianco, per me il mio Papà... Mi mancherai nei momenti più difficili e belli della mia vita, ma ti porterò sempre dentro di me. Ti amo papà».

La Redazione di “ Solofra oggi” assicura una prece per l’anima di Antonio, assicurando la vicinanza ai familiari, che, in questo momento di pandemia, non hanno avuto la “possibilità” di stargli vicino…

 

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