Solofra. Covid-19: …Noi siamo leggenda?
Nessuno di noi, nemmeno nei suoi incubi peggiori, ha mai lontanamente ipotizzato di poter vivere un’esperienza simile a quella che stiamo vivendo per l’emergenza epidemiologica Covid-19.
Il virus si diffonde in maniera esponenziale e fa molte vittime, soprattutto in soggetti sensibili per età e/o per altre patologie mediche, ma in fondo è facile difendersi. Non c’è bisogno di speciali e costosi medicinali. Basta uscire di casa il meno possibile e solo per comprovate necessità, e osservare alcune semplici regole igieniche: lavarsi le mani con sapone o altri igienizzanti a base di alcool e/o candeggina, usare guanti e mantenere, se possibile, la distanza di almeno un metro nei contatti con altre persone, e, ove ciò non sia possibile, usare mascherine di protezione.
Il Covid-19 ha fatto tantissime vittime, ha sconvolto le nostre abitudini e la nostra vita familiare e sociale, ma, nonostante ciò, siamo inconsciamente portati a pensare che quello che sta accadendo, ci riguardi solo ipoteticamente e non accada veramente a noi!
Invece accade e riguarda proprio noi, i nostri cari, i nostri amici, la nostra comunità, …ma siamo istintivamente e inconsciamente portati ad uscire, a cercare il contatto con gli altri.
L’uomo è un essere sociale per vocazione: anche il più forte, il più ricco o il più potente ha bisogno degli altri, perché non ha alcun senso vivere da soli senza gli altri.
Voglio sperare che sia solo per questo - e non per stupida vanità - che, in un clima di effettivo e grave pericolo, siamo portati ad uscire, e che l’istinto sociale-relazionale prevalga sull’istinto di conservazione.
Conosco l’isolamento e la necessità di restare a casa.
Nel 2017, affetto da una grave broncopolmonite con insufficienza respiratoria, sono stato ricoverato all’ospedale Landolfi di Solofra (ospedale pubblico!) per circa un mese, dove, con grande professionalità e dedizione, medici e paramedici (guidati dal Dott. Efrem Piermatteo), mi hanno praticamente salvato la vita. Dimesso sono stato volontariamente casa per un altro mese circa.
Non è stato facile. Nonostante tutti i confort, il tempo non passava mai. Vivevo una vita che non sentivo mia, ma l’affetto dei miei cari e dei miei amici ha fatto la differenza e non mi sentivo un sopravvissuto.
Qualche giorno fa, però, verso le 18.30, vedendo la città vuota (in questo caso: per fortuna!), mi sono sentito “solo” e, per un attimo, solo per un attimo, ho pensato di essere un sopravvissuto.
Mi è venuto in mente un film che avevo visto tempo fa: «Io sono leggenda» (film del 2007 con Will Smith, diretto da Francis Lawrence, tratto dal romanzo post apocalittico “I vampiri”, di Richard Matheson, del 1954), di cui vi accenno brevemente la trama. Un’epidemia infetta gravemente uomini ed animali e ne provoca la morte nella stragrande maggioranza. Alcuni di essi, però, subiscono una profonda degenerazione e si trasformano in zombie, costretti a uscire solo di notte per non essere bruciati dai raggi ultravioletti. Solo pochi uomini sono immuni agli effetti dell'epidemia, ma sono stai cacciati ed uccisi dagli infetti. L'unico sopravvissuto non infetto, è il virologo Robert Neville (Will Smith), che, insieme al suo cane Sam, vive in una New York spettrale. La notte si barricano in casa. Escono solo di giorno e prendono, in una città deserta, tutto quello di cui hanno bisogno. Robert parla solo con Sam e con alcuni manichini: per sentirsi meno solo passa ore a guardare DVD e programmi Tv registrati. Manda continui messaggi radio in cui invita eventuali sopravvissuti a raggiungerlo al porto. Ogni giorno, attende inutilmente che qualcuno ascolti i suoi messaggi e si presenti nel luogo stabilito. Nel frattempo conduce esperimenti, per ricavare un antidoto che curi la malattia e salvi l'umanità.
Robert Salverà il mondo? …Scoprirà la cura e diventerà una leggenda?
Scopritelo da soli guardandovi il film su youtube!
La pandemia di cui narra il film è molto, molto più grave del Covid-19, che non è poi così potente: da sola non può nulla, ed ha bisogno esclusivamente di noi per propagarsi e vivere.
Il Covid-19 ha fatto chiudere le nostre scuole, i nostri cinema, i nostri teatri e persino le nostre chiese, ci ha costretto a cambiare le nostre abitudini, ma non potrà mai impedire alla nostra cultura, alla nostra fede e alla nostra vita di continuare manifestarsi nei suoi valori più alti.
Solo la nostra stupidità può far propagare e vivere il Covid-19 e consentirgli di uccidere i nostri cari, i nostri amici, la nostra comunità.
Nessuno di noi è solo sulla terra.
Se vogliamo essere immuni, …restiamo a casa!
Solo così sconfiggeremo il virus e diventeremo tutti leggenda!
mariomartucci