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Il giudizio morale non ha niente a che fare con il giudizio artistico

Caro direttore, grandi polemiche stanno accompagnando in Francia l’assegnazione del premio Cesar alla regia a Roman Polansky per il film “L’ufficiale e la spia”. Come si sa Polansky è stato condannato per stupro. Il giudizio è controverso: quante persone esecrabili sono state anche grandi artisti? Ma al tempo stesso non è possibile ridimensionare a piazzata pittoresca la rabbia di quei francesi che considerano intollerabile consegnare un premio importante ad uno stupratore. Ma è necessario non farsi condizionare troppo dal giudizio morale sul regista polacco . Il premio che gli è stato assegnato riguarda le sue capacità artistiche. Non c’entra niente, in questo caso, il fatto che sia stato condannato perché riconosciuto come uno stupratore. Il giudizio morale non ha niente a che fare con il giudizio artistico. Sarebbe opportuno chiedere, contemporaneamente, la massima severità nel giudicare i suoi reati ma anche la massima libertà di pensiero nel giudicare le sue doti di regista.

Cordiali saluti

Franco Pelella - Pagan

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