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Tempo Ordinario: Presentazione di Gesù al Tempio

Non si tratta di “omelia”, ma di riflessioni che vengono dalla meditazione della Parola di Dio e che possono offrire spunti per la preghiera personale e l’omelia. Sono graditi suggerimenti per rendere più utili queste riflessioni

 

 I - Luca 2,22-40 – 1. Maria e Giuseppe - e con loro Gesù - si sottopongono alla Legge ebraica come viene ricordata qui ben 5 volte; essa è definita tre volte legge del Signore (23 come è scritto nella legge del Signore; 39 secondo la legge del Signore; 24 come prescrive la legge del Signore), una volta viene detta legge di Mosè (22 secondo la legge di Mosè) e una volta si parla solo di Legge (27 per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo). Gli Ebrei avevano un vero culto per la Legge: essa costituiva la volontà sapientissima di Dio, manifestata agli uomini, ed erano sapienti coloro che la conoscevano e la praticavano; già il semplice fatto di conoscerla era considerato grande privilegio. Questa venerazione per la Legge si esprime nel Salmo 118 (119), il più lungo, che è anche il capitolo più ampio della Bibbia con i suoi 178 versetti: esso celebra la sapienza di Dio, che dà la Legge e le grandezze della Legge, la santità di chi l’osserva e la protezione che Dio gli dà. Qui la Legge riguarda due volte Maria, che è obbligata alla purificazione dopo il parto e all’offerta del sacrificio espiatorio (22 Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale; 24 e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi), due volte Gesù, che in quanto primogenito è riservato a Dio (23 Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore; 27 mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù), e una volta senza riferimenti particolari (39 Quando ebbero adempiuto ogni cosa). In sintesi erano indicati obbligatori dalla Legge due punti: (a) uno riguardava la madre che doveva presentarsi al Tempio 40 giorni dopo la nascita di un maschio per purificarsi dal sangue, che aveva perduto al momento della nascita e doveva offrire un agnello o un capretto di un anno, se benestante, oppure due tortore o due giovani colombi, se povera (Lv 12,8; cfr 24); Maria poteva farne a meno, perché aveva concepito e partorito restando vergine e quindi senza perdita di sangue; (b) l'altro riguardava il padre del bambino, che aveva l'obbligo di offrire a un sacerdote ebreo 5 sicli d'argento (57 grammi) per il riscatto del primogenito di qualsiasi sua moglie: serviva per ricordare che i primogeniti ebrei erano stati salvati in Egitto, a differenza dei primogeniti egiziani, e quindi erano “proprietà” di Dio. Giuseppe non era obbligato a riscattare Gesù, perché il Bambino era Dio e Figlio di Dio e quindi non era sottoposto ad alcuna legge (Es 13,2ss; 34,2ss). Ma la Sacra Famiglia si sottomise alla Legge come avevano fatto per la circoncisione, perché non avevano avuto indicazioni da Dio e per evitare scandalo a chi non sapeva e per non dare spiegazioni complicate e magari poco comprensibili. Gesù e Maria e Giuseppe obbedivano alla Legge dell'AT con spirito di amore, proprio del Nuovo Testamento. Obbediamo anche noi con fede e amore alla Legge di Dio, in pratica ai Dieci comandamenti, e alle disposizioni della Chiesa, che ci rivela la volontà di Dio su ciascuno di noi: conoscerla ci rende partecipi della sapienza di Dio e osservarla della bontà e santità di Dio. Se facciamo quel che Dio vuole da noi, operiamo il meglio in assoluto per la gloria di Dio e il bene nostro e del prossimo.

2. I Personaggi che incontriamo in questo Mistero. (a) Gesù è il Cristo del Signore (26): dice Simeone che è venuto come Salvatore del Popolo ebreo e di tutti i popoli: perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza,/ 31 preparata da te davanti a tutti i popoli:/ 32 luce per rivelarti alle genti/ e gloria del tuo popolo, Israele (30-32) e come Messia a liberare Israele dalla schiavitù del peccato e di Satana (38 la redenzione di Gerusalemme) e quindi a portare consolazione e gioia (25 la consolazione d'Israele). La sua opera di salvezza sarà tutt’altro che facile, perché sarà amato da alcuni e odiato da altri, e quindi sarà occasione di salvezza per alcuni e di perdita per altri (34 disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione); così apparirà chiaramente come i singoli si pongono di fronte al mistero di Cristo (35 affinché siano svelati i pensieri di molti cuori). Nella sua sofferenza coinvolgerà anche la Madre (35 Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, … 35– e anche a te una spada trafiggerà l’anima). Questo è Gesù e noi dobbiamo decidere se lo vogliamo come nostro Signore e Salvatore: se aderiamo a Lui con fede e carità, consentiamo a Dio di salvarci; se Lo rifiutiamo, ci danniamo. (b) I personaggi che troviamo intorno a Gesù sono straordinari. (A) Maria e Giuseppe  credono e amano perfettamente Dio e perciò obbediscono alla Sua Legge (22 portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore; 24; 37; 39 fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nazaret); stanno molto attenti a osservare Gesù e ad ascoltare quello che di Gesù dice Simeone (29-32; cfr 2,19.52), si stupiscono (33 Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui) e ricevono da lui la benedizione (34). (B) Simone era un uomo ubbidiente a Dio e con sentimenti filiali verso di lui, perché guidato dallo Spirito Santo, presente in lui (25 Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d’Israele, e lo Spirito Santo era su di lui); lo Spirito Santo gli aveva rivelato che, prima di morire, avrebbe visto il Messia (26 Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore) e lo attirò verso Gesù, mentre veniva portato al Tempio (27 Mosso dallo Spirito, si recò al tempio…); ebbe la gioia di accoglierlo nelle braccia e perciò lodò Dio (28 anch’egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo), esprimendo la sua contentezza di lasciare questo mondo perché aveva visto il Messia (29 Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo/ vada in pace, secondo la tua parola). Era un uomo di fede, pieno di grazia e di Spirito Santo, tutto orientato verso Dio. (C) La stessa cosa bisogna dire della profetessa Anna, vedova dopo 7 anni di matrimonio (36 C’era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuele, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto con il marito sette anni dopo il suo matrimonio) e che aveva raggiunto gli 84 anni, dedicando la sua vita alla preghiera e al digiuno e al servizio di Dio nel Tempio (37 era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere): vide Gesù, lodò Dio e parlò del Bambino Messia a quelli che aspettavano il Redentore degli uomini (38 Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme). Le virtù, che questi personaggi praticano in questo mistero, sono: la fede, la preghiera, il digiuno, la meditazione, il servizio di Dio, la predicazione della Parola; dobbiamo seguire il loro esempio e praticare le stesse virtù e opere buone anche noi; chiediamo che anche noi con Gesù e come Lui abitiamo nella casa di Maria e Giuseppe e cresciamo e ci fortifichiamo e siamo pieni di sapienza con l'aiuto della grazia di Dio (40 Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era su di lui).

II - Malachia 3,1-4 - Dio stesso annuncia che manderà il suo Messaggero a preparare la via davanti a Lui, perché tutti siano ben disposti ad accogliere Dio che viene (1 Ecco, io manderò un mio messaggero a preparare la via davanti a me); subito entrerà nel Tempio Dio stesso, tanto cercato dagli ebrei (1 e subito entrerà nel suo tempio il Signore che voi cercate) e l'Angelo dell'Alleanza, tanto sospirato da loro, (1 e l’angelo dell’alleanza, che voi sospirate, eccolo venire, dice il Signore degli eserciti). Dio viene come giudice: nessuno può sopravvivere e nessuno può restare in piedi davanti a Lui (2 Chi sopporterà il giorno della sua venuta? Chi resisterà al suo apparire?), che viene con gli stessi effetti del fuoco del fonditore, che lavora con temperature alte per raffinare i metalli, e della lisciva dei lavandai, che distrugge ogni forma di sporcizia nei panni lavati (2 Egli è come il fuoco del fonditore e come la lisciva dei lavandai). Come chi raffina e purifica l’oro e l'argento (3 Siederà per fondere e purificare l’argento), così Dio raffinerà e purificherà i sacerdoti levitici dell'AT, in modo che possano offrire a Dio l'offerta secondo la Legge (3 purificherà i figli di Levi, li affinerà come oro e argento, perché possano offrire al Signore un’offerta secondo giustizia). Così l'offerta fatta a Dio gli sarà pienamente gradita come nel passato lontano (4 Allora l’offerta di Giuda e di Gerusalemme sarà gradita al Signore come nei giorni antichi, come negli anni lontani), quando il popolo era fedele a Dio.  (a) Il Messaggero è certamente Giovanni Battista (cfr Mt 11,10-15). (b) Si discute se Dio che entra nel Tempio e l'Angelo dell'Alleanza siano una sola persona, cioè se si tratta di Dio che fa la nuova Alleanza: in questo caso supponiamo che è Gesù, Dio e uomo, che istituisce la nuova ed eterna Alleanza nel suo sangue; oppure se sono due persone: allora pensiamo a Dio giudice e a Gesù, che fa la nuova Alleanza. Verrà Gesù e, oltre a purificare il popolo di Dio, istituirà anche un nuovo sacerdozio, quello della Nuova Alleanza. Sacerdoti sono tutti i battezzati che offrono a Dio in sacrificio se stessi, compiendo la volontà di Dio; fra questi vengono scelti alcuni come servi e guide del popolo, presbiteri o preti, che offrono a Dio anche il sacrificio della Messa: questa rende presente il sacrificio di  Gesù, quello che offrì 20 secoli fa e fu gradito a Dio allora e sempre lo sarà. Purtroppo anche ora non sempre noi battezzati e noi presbiteri offriamo un sacrificio gradito a Dio, perché non osserviamo con fedeltà i comandamenti e non compiamo con esattezza i nostri doveri. I buoni fedeli, se vogliono vivere bene il loro sacerdozio battesimale, e noi presbiteri, se vogliamo vivere bene il nostro sacerdozio del battesimo e quello dell’ordine, dobbiamo fare la volontà di Dio bene..

III -  Ebrei  2,14-18 - Il Figlio di Dio si fa uomo e non si prende cura degli Angeli, che stanno in paradiso (16 Egli infatti non si prende cura degli angeli) perché non ne hanno bisogno, e neanche degli Angeli decaduti, che stanno all'inferno, perché non si può fare niente per loro, ma si occupa degli Ebrei, discendenti di Abramo (16 ma della stirpe di Abramo si prende cura) e di tutti gli uomini, che sono peccatori e hanno bisogno di espiazione e perdono (17 allo scopo di espiare i peccati del popolo); essi sono sotto il potere del diavolo, che introdusse nel mondo la morte (14 colui che della morte ha il potere, cioè il diavolo) e tiene gli uomini schiavi per tutta la vita per mezzo della paura della morte (16 e liberare così quelli che, per timore della morte, erano soggetti a schiavitù per tutta la vita). Il Figlio di Dio, per rimediare a questa situazione di lontananza da Dio e di rischio di dannazione, prende la loro natura umana e ne diventa partecipe (14 Poiché dunque i figli hanno in comune il sangue e la carne, anche Cristo allo stesso modo ne è divenuto partecipe) e si fa in tutto simile agli uomini (17 Perciò doveva rendersi in tutto simile ai fratelli), che perciò diventano suoi fratelli. Egli si fa uomo per poter patire e morire e per mezzo della sua morte rendere senza forza il diavolo (14 per ridurre all’impotenza mediante la morte) e così poter liberare gli uomini suoi schiavi, che vivevano nella paura della morte (15). Egli si è fatto uomo anche per diventare sommo sacerdote comprensivo e compassionevole (Eb 4,14-16) e perciò misericordioso e fedele ai suoi impegni verso Dio (17 per diventare un sommo sacerdote misericordioso e degno di fede nelle cose che riguardano Dio). Poiché è uomo come noi, è stato messo alla prova, ha sofferto personalmente e perciò è capace di venire in aiuto a noi, che siamo esposti alle prove e alle tentazioni (18 Infatti, proprio per essere stato messo alla prova e avere sofferto personalmente, egli è in grado di venire in aiuto a quelli che subiscono la prova). Il Figlio di Dio è diventato uomo come noi per poter condividere ogni esperienza umana positiva – e quindi ha evitato il peccato -, e ogni sofferenza e prova degli uomini. Così ha potuto patire e morire per liberarci dalla schiavitù del diavolo, che spinse i progenitori a peccare e li espose alla morte spirituale subito e poi alla morte fisica; oggi spinge anche noi al peccato, facendoci separare da Dio, chiudendoci le porte del Paradiso e aprendoci quelle dell'inferno. Poiché Gesù è uomo come noi, è comprensivo e compassionevole verso le nostre miserie e ci ottiene misericordia dal Padre e la riconciliazione con Lui col perdono dei peccati. Crediamo, adoriamo, ringraziamo, speriamo, pentiamoci e amiamo.

EUCARESTIA. In essa Gesù rende presente il suo sacrificio, sempre gradito a Dio, e vuole unire ad esso il nostro sacrificio, che consiste nel vivere secondo la volontà di Dio, espressa nella Parola. La Madonna e S. Giuseppe e gli Angeli e i Santi hanno offerto questo sacrificio gradito a Dio. Chiediamo loro di ottenerci la grazia di imitarli. 


mons. Francesco Spaduzzi

francescospaduzzi@virgilio.it

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