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Dove può andare la sinistra se non sostiene un magistrato come Nicola Gratteri?

Caro direttore, sento l’esigenza di esprimere il mio parere su Rinascita Scott, l’inchiesta condotta dal Procuratore della Repubblica di Catanzaro Nicola Gratteri che ha portato all’arresto di 334 persone e allo scompaginamento della mafia della zona di Vibo Valentia oltre che di una parte del mondo politico calabrese. Mi ha colpito molto il fatto che all’indomani dell’operazione i grandi giornali nazionali abbiano riportato la notizia nelle pagine interne. Mi sono chiesto per quale motivo sia stata fatta questa scelta ma non ho trovato una risposta convincente. L’unica cosa di cui sono sicuro è che la deontologia professionale avrebbe dovuto imporre ai maggiori giornalisti italiani di riportare la notizia con il risalto che meritava salvo poi fare tutte le critiche che si ritenevano necessarie.  Ma mi ha colpito molto anche il fatto che nessuna forza politica abbia appoggiato l’iniziativa della magistratura e che, praticamente, a sostenerla siano rimasti solo Libera, l’associazione antimafia di don Ciotti, e i neoborbonici. Dopo aver letto cosa hanno scritto sull’argomento alcune persone qualificate come il sociologo Pino Arlacchi (sul Fatto Quotidiano), il giornalista Saverio Paletta (sul blog Indygesto) e Pino Aprile (sul suo blog) mi sono convinto che Nicola Gratteri ha fatto bene ad architettare la maxi-operazione. L’opinione delle persone che ho citato è che un’opera di pulizia andava fatta perché la ‘ndrangheta, in particolare quella vibonese, è un cancro che corrode la Calabria e che, a differenza della mafia siciliana, negli scorsi decenni ha subito pochi interventi repressivi. Mi sono convinto anche che i difetti che l’ex magistrato Armando Spataro (su La Repubblica) ha imputato a Gratteri (fare teatrali conferenze stampa, presentare sistematicamente le proprie indagini come fondamentali proponendosi come icone per le piazze plaudenti, fare affermazioni apodittiche quasi che le tesi dei pm rappresentino la verità accertata, quasi un anticipo di sentenza) sono difetti seri, che andrebbero corretti. Ma ciò non toglie che la sua iniziativa sembra sacrosanta. In definitiva c’è da chiedersi: dove può andare la sinistra se non sostiene un’inchiesta come Rinascita Scott?

Cordiali saluti

Franco Pelella – Pagani 

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