Il dramma dei popoli senza terra è terribile ma fortunatamente non c'è traccia di genocidi
Caro direttore, nei giorni scorsi l’ex presidente della Corte Costituzionale Gustavo Zagrebelsky è intervenuto in difesa dei popoli senza terra. Secondo lui quest'immensa umanità si trova in condizioni simili a quella degli ebrei perseguitati nei paesi dell'Europa dove si erano insediati da secoli, quando cercavano la salvezza in qualche nuovo porto d'approdo, incontrando ogni genere di difficoltà. La sua opinione è che essi sono sradicati senza possibilità di piantare nuove radici, sono numeri, anzi numeri incerti perché non esistono censimenti e l’organizzazione del mondo attuale sembra avere bisogno di una tale massa di ostracizzati. In conclusione essi sono abbandonati alla loro sorte, all'arbitrio degli Stati, alla reclusione in non-luoghi ed egli si è chiesto se siamo capaci solo di questo e se quando vedremo come sarà andata a finire la civiltà che orgogliosamente chiamiamo "Occidente" sarà in pace con sé stessa. Gustavo Zagrebelsky ha fatto bene a sottolineare il dramma dei popoli senza terra e a richiamare l’Occidente alle proprie responsabilità. Non si può chiudere gli occhi di fronte a quanto sta avvenendo. Ma ha fatto male ad equiparare il dramma di questi popoli a quello degli ebrei perché c’è una differenza fondamentale tra i due tipi di drammi: la persecuzione degli ebrei si è conclusa con un genocidio mentre, fortunatamente, non c’è traccia di genocidio nella persecuzione attuale dei popoli senza terra. Si può, anzi, cogliere una differenza netta tra il tipo di persecuzione dei popoli che avviene in questo secolo e il tipo di persecuzione che avveniva nei secoli scorsi, anche nel 20° secolo. Nel secolo scorso sono avvenuti vari genocidi. Ecco alcuni dei più importanti: 1) La Shoah, con cinque o sei i milioni di ebrei morti o uccisi tra il 1933 e il 1945. 2) Il genocidio ucraino, una terribile carestia abbattutasi sul territorio ucraino tra il 1929 e il 1933 con circa 4 milioni di morti in quel periodo, 3) Il genocidio bengalese degli anni ’70 con 3.000.000 di persone uccise, 400.000 donne torturate e violentate, 10.000.000 profughi. 4) Il genocidio cambogiano. In poco più di 3 anni, dal 1975 al 1979, il Partito Comunista di Kampuchea provocò la morte di 2,5 miliioni di persone. 5) Il genocidio nigeriano del 1967, con circa tre i milioni di persone morte.
Cordiali saluti
Franco Pelella – Pagani