I razzisti pretendono di risolvere semplicisticamente il complesso problema migratorio
Caro direttore, Gad Lerner ha riflettuto sulla domanda rivolta da Matteo Salvini ai suoi follower (“Secondo voi quanti ne ospiterà a casa sua?”) quando Luciana Littizzetto ha solidarizzato con i passeggeri della nave Open Arms. Secondo Lerner le risposte da dare in casi come questi sono due: paghiamo le tasse in proporzione ai nostri redditi oppure “tu quanti italiani poveri ospiti a casa tua?” (E tu, quanti ne ospiti?; Il Venerdì di Repubblica, 30/8/2019). La mia opinione è che entrambe le risposte, pur essendo adeguate, non sono sufficienti e che la risposta vera da dare ai razzisti è la seguente: “Avete il cervello piccolo perché pretendete che ad un problema molto complesso si risponda semplicemente ospitando a casa propria i migranti”. Perché il fenomeno immigrazione ha molte implicazioni: 1)La necessità di un intervento umanitario: si può lasciar morire chi rischia di annegare in mare? 2) La sopravvalutazione dell’entità del fenomeno: gran parte degli immigrati che sbarcano in Italia vogliono raggiungere (e quasi sempre ci riescono) i parenti o amici che stanno già nel Nord Europa. 3) I tipi di lavoro che gli extracomunitari vengono a fare in Italia: molti di loro fanno lavori che gli italiani non vogliono più fare. 4) I vantaggi contributivi che essi apportano: gli stranieri che lavorano in Italia versano contributi all’Inps che vanno anche a vantaggio degli italiani. A questi razzisti bisogna rispondere che un problema complesso come quello migratorio ha bisogna di politiche altrettanto complesse e articolate (non certo quella di portare i migranti a casa propria o quella dei porti chiusi!) che vedano impegnati vari soggetti: l’Italia, i Paesi europei, le Ong, l’Onu, la Fao, ecc. ecc.
Cordiali saluti
Franco Pelella
Pagani