Caro Augias, chi oggi mette in discussione l'unità nazionale sono soprattutto le regioni del nord
Caro direttore, Corrado Augias ha dedicato la sua rubrica di venerdì scorso su La Repubblica alle divisioni tra nord e sud. Egli ha correttamente chiesto un parere all’autorevole storico Alessandro Barbero, ha commentato che la sua impressione è che lo spirito di rivalsa di certe prese di posizione neo-sudiste sia motivato più dalle condizioni attuali del nostro Mezzogiorno che non dalla sua storia ed ha infine concluso, citando anche lo storico Ernest Renan, che “Saggezza vorrebbe che si dimenticassero i punti di contrasto per cercare di migliorare insieme le cose d’ora in avanti”. Sono d’accordo con Augias. Sarebbe auspicabile che si cercasse insieme, nord e sud, di migliorare le cose. Ma il problema è che oggi chi mette in discussione l’unità nazionale non sono tanto i neo-sudisti ma i settentrionali e in particolare le regioni settentrionali (Veneto, Lombardia, Emilia Romagna alle quali si aggiunto recentemente anche il Piemonte) che stanno portando avanti il progetto di autonomia differenziata. Tale progetto mira, sostanzialmente, ad una maggiore gestione di risorse economiche da parte delle regioni del nord e ad una consequenziale minore gestione da parte delle regioni meridionali. Sarebbe auspicabile che il governo non approvasse questo progetto rigettando le insistenti richieste delle regioni del Nord.
Cordiali saluti
Franco Pelella – Pagani