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… merito alla politica o agli imprenditori? Nota stampa di Franco Rizzo

Interviene Franco Rizzo, Presidente Confapi, sulla problematica del trattamento acque di rifinizione del polo conciario di Solofra.
Presidente Rizzo qual è il suo pensiero in merito alla nota della Regione Campania dell’11/07/203 n. 0505932 sulle problematiche del trattamento acque di rifinizione?
La situazione di Solofra è paradossale rispetto agli altri poli conciari italiani, in quanto Solofra è l’unico polo che ha l’obbligo di segregazione delle acque di rifinizione. Tutto è iniziato con un’ordinanza, la numero 10/Sarno dell’8/05/1995, dell’allora commissario delegato Umberto Improta che vietava sia lo scarico nella fognatura tributaria dell’impianto di depurazione di Solofra dei reflui provenienti dai bagni di calcinaio-depilazione sia di quelli provenienti dal processo di rifinizione (acque di spruzzo).
Una successiva ordinanza, la numero 42/Sarno del 22/03/2003 del Commissario delegato Gen. Roberto Jucci, disponeva la cessazione della precedente ordinanza n. 10/Sarno e consentiva alle aziende di non segregare più le acque di rifinizione che potevano essere immesse in fognatura unitamente alla altre acque reflue di processo produttivo. Tuttavia, il Commissario delegato con un ulteriore ordinanza la n. 166 del 22/06/2004 ha ripristinato nel polo conciario solofrano l’obbligo di segregazione a piè di fabbrica delle acque di rifinizione e il divieto di scarico nella rete fognaria tributaria dell’impianto, motivandolo con l’incapacità finanziaria del soggetto gestore (Convenzione tra i comuni di Solofra e Mercato S.Severino) a provvedere ai dovuti interventi ordinari di gestione, ed allo stato di manutenzione dell’impianto stesso.
Quindi quali le novità sulla vicenda?
Per quanto mi riguarda la nota della Regione Campania non esonera assolutamente gli imprenditori dal rispetto dell’ordinanza commissariale n.166 del 22/06/2004 del Gen. Jucci in quanto la stessa non è stata mai revocata né dalla Presidenza del Consiglio né dalla Regione Campania, infatti quest’ultima nella sua nota inviata al Comune di Solofra all’A.A.T.O. 1 Calore Irpino, alla società CODISO e alla società COGEI srl, gestore dell’impianto di depurazione di Solofra, dice semplicemente che l’autorizzazione allo scarico delle acque reflue in pubblica fognatura, ai sensi del D.lgs. 152/2006, viene rilasciata dall’A.A.T.O. 1 Calore Irpino, che già aveva disciplinato con un suo apposito regolamento, subordinato ai pareri del gestore della fognatura (CODISO) e al parere del gestore dell’impianto di depurazione, gestore temporaneo per conto della Regione Campania (COGEI srl). Ad oggi l’unico ad aver espresso un parere tecnico favorevole al trattamento delle acque di rifinizione è la ditta COGEI srl, gestore dell’impianto di depurazione, che si renderebbe disponibile alla depurazione delle acque di spruzzo unitamente agli altri reflui, nel rispetto dei limiti di accettabilità fissati per lo scarico nella fognatura consortile tributaria del depuratore di Solofra. Pertanto a mio avviso, la Regione Campania nella sua nota dell’ 11/07/2013 n. 0505932, ha semplicemente ribadito chi per legge ha la competenza a rilasciare le autorizzazioni, mentre nulla di nuovo avrebbe espresso in merito all’ordinanza commissariale, la n. 166 del 26/06/2004. Detta ordinanza attiene ad una problematica, la gestione di parte dei reflui del processo di concia “c.d. acque di spruzzo ovvero di rifinizione” in merito alle quali già in passato 211 aziende sono state erroneamente ed arbitrariamente accusate di reati in tema ambientale con richiesta di rinvio a giudizio nell’ambito di un procedimento, per il quale è stato invece in udienza preliminare attestata la completa estraneità ai fatti di tutti gli indagati.
Credo, pertanto, che fin quando non sarà revocata la suddetta ordinanza commissariale nessun aiuto concreto sarà concesso ai conciatori Solofrani, nel chiarire una vicenda che li vede ancora immotivatamente ed ingiustamente penalizzati rispetto ai loro colleghi degli altri Distretti conciari Italiani, a causa della confusione e della complessità burocratica che presta il fianco a strumentali dichiarazioni di tenore prettamente politico, che nulla hanno a che vedere con la realtà dei fatti, chiaramente espressi, invece, dall’Avvocato Giuseppe Saccone del foro di Avellino che insieme alla sua squadra sta da anni tutelando le legittime posizioni espresse dai conciatori, che in una nota inviata al Consorzio CODESO così si esprime:
“Carissimi,
con riferimento alle notizie di stampa apparse in data odierna secondo cui la REGIONE Campania, avrebbe già emesso, provvedimenti favorevoli al polo conciario solofrano costretto illegittimamente alla segregazione delle cd. "acque di spruzzo", faccio rilevare che ogni inziativa amministrativa deve essere ricondotta alla imminente conclusione del giudizo pendente innanzi al TAR NAPOLI, instaurato, col mio ministero, dai conciatori di solofra consorziati per la gestione dell'iniziativa giudiziaria. Qualche settimana fa, infatti, il CT designato dal TAR NAPOLI, ha trasmesso alle parti (ricorrenti e Regione Campania, che non ha nominato un CTP, mentre COGEI è rimasta contumace), la bozza di CTU per eventuali osservazioni.
Il documento, non ancora depositato, è esplicito nel confermare le tesi dei Conciatori:
"Quesito n.2: “Chiarisca la fondatezza dal punto di vista tecnico della tesi delle ricorrenti di cui a pag.10 del ricorso circa la sussistenza delle condizioni per la cessazione del sistema di segregazione”
Il CTU ritiene fondate le valutazioni esposte nel ricorso circa la sopravvenuta assenza di condizioni ostative alla autorizzazione da parte della Regione allo scarico delleacque di spruzzo dei ricorrenti nell’impianto di depurazione di Solofra.
Credo, quindi, che NESSUNO - e men che meno la politica, rimasta sorda per anni - possa accaparrarsi il merito della soluzione al problema, ormai vicina e resa possibile SOLO dall'iniziativa giudiziaria intrapresa dai conciatori consorziati (ai quali il CODESO non ha fatto mancare il sostegno economico).
Ritengo doveroso, perciò, concovocare a brevissimo una conferenza stampa dei conciatori consorziati con la partecipazione dello staff tecnico che ha gestito la vertenza e del CODESO nel corso della quale rendere pubblici i contenuti della perizia disposta dal TAR NAPOLI che ho innanzi solo  parzialmente anticipato. Ritengo opportuno estendere la partecipazione anche all'Amministrazione Comunale affinchè illustri il contributo fornito nella soluzione della vicenda.”

Così Continua Rizzo:
L’unica nota positiva del citato documento regionale sta nel fatto che, conformemente alle nostre reiterate richieste tutte fino ad ora inascoltate da parte dell’amministrazione comunale di chiarire senza ombra di dubbio la natura esclusivamente industriale dell’impianto di depurazione consortile del Distretto conciario Solofrano, la regione stessa, unico Ente titolato ad esprimersi in merito, ha chiaramente affermato la natura industriale del medesimo affermando:
- Per effetto della predetta avvenuta separazione delle reti fognarie l’impianto di depurazione di Solofra rappresenta il pretrattamento dei soli reflui industriali provenienti dalle industrie insediate nell’area industriale solofrana.
Infine esorto i conciatori a non correre dietro agli annunci politici o della politica, lontani dai problemi reali degli imprenditori i quali dovranno continuare a rispettare l’ordinanza del commissario di governo onde evitare di incorrere in gravi violazioni di legge dai chiari risvolti di natura penale. Ritengo, invece, doveroso un approfondimento in materia con il nostro Avvocato, come peraltro anche da Lui richiesto, al fine di chiarire le corrette procedure e le tempistiche da seguire per risolvere definitivamente la problematica della corretta gestione delle “acque di spruzzo”.
La conferenza stampa che l’Avvocato Saccone ritiene di convocare ha trovato tutto il nostro appoggio, per cui a stretto giro chiederemo all’uopo al Comune di utilizzare i locali del complesso di “S. Chiara”, poiché data la delicatezza della questione, ritengo necessaria la partecipazione di tutte le parti sociali e di tutte le associazioni datoriali, in tale sede l’intera Amministrazione Comunale, fin da ora invitata, potrà effettivamente chiarire il reale contributo dato nell’ambito dell’annosa questione.

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