Si compiega un intervento di Ettore de Conciliis in replica alle dichiarazioni di Antonia Ruggiero
Intervengo solo per chiarezza, non mi è congeniale continuare polemiche vuote con espressioni del mio stesso Partito, ma, trovando davvero fuori luogo le ultime dichiarazioni dell'on. Antonia Ruggiero tanto velenose contro il sen. Sibilia quanto paradossali in quanto pronunciate da chi, insieme a Sibilia, condivide la reggenza del PDL in Irpinia, mi vedo costretto a chiedere ospitalità per una, spero definitiva, analisi del risultato politico del CentroDestra ad Avellino. Nel massimo sforzo di sintesi, le cose stanno così:
Chiunque dice che il PDL avellinese vale il 7% dice una falsità.
La Coalizione che ha sostenuto Battista, difatti, era composta da tre liste di provenienza, ispirazione e vicinanza al PDL e cioè, oltre la lista di Partito, anche la civica “Patto Popolare per Avellino” e la civica “Prodest”. Il Totale, inconfutabile, della somma di queste tre liste è di 4.378 voti pari al 12.66%. Un solo punto in meno rispetto alla performance del 2009, laddove però il Partito era al massimo storico nazionale ed anche in città otteneva più del 33% dei voti alle europee ed alle politiche. Tre mesi fa, alle politiche, il PDL ad Avellino si è fermato a poco più del 17%, quindi, lo capisce anche un bambino, in proporzione, la tornata amministrativa del 2013 è andata molto meglio di quella del 2009. Non è un tecnicismo, un feticismo algebrico, una giustificazione numerica, è la verità. Ad onor del vero, nella lista “Abellinum” i migliori risultati elettorali li hanno ottenuti candidati che, nel 2009, erano del PDL. Pur avendo lasciato il Partito, essi hanno comunque sostenuto la coalizione del Centro-Destra ed il candidato Battista, e, spero, presto vorranno nuovamente aderire al PDL. Quindi è perfettamente corretto dire chealmeno il 15% degli avellinesi, in questa tornata, o ha votato per il Pdl, o per la sua lista 2 (Patto), o per una lista civica organizzata e strutturata da suoi riferimenti (Prodest) o per candidati che, tradizionalmente, hanno già militato nel PDL (Abellinum), o, infine, per un Partito nato da una scissione del PDL (Fratelli d'Italia).
Chiunque dice che il PDL non ha raggiunto il ballottaggio non dice una falsità ma omette pezzi, rilevanti, di realtà.
In nessuna città d'Italia la frammentazione e la dispersione è stata così alta come ad Avellino. Tanto è vero, che Avellino è stata, al primo turno, la città con la più alta affluenza alle urne d'Italia. A parte il dato quantitativo (otto candidati sindaco per ventuno liste), quello che è stato “formidabile” è il coefficiente qualitativo delle candidature apicali: oltre alle tre compagini più forti (PD, UDC e PDL) erano schierati un deputato (Giordano), due forze politiche nuove con alle spalle, anche loro, due deputati (Scelta Civica e M5S), il vice sindaco uscente e un assessore uscente. La partita del primo turno si è chiusa con 8,77 punti di distacco fra Foti e Battista, uno dei migliori risultati d'Italia, considerato che il distacco fra il candidato del Centro Sinistra e quello del Centro Destra è stato di almeno dieci punti in tutti i comuni capoluogo dove si è votato. Purtroppo, in questo gap si è “infilato” un altro candidato, col quale avremmo potuto siglare un apparentamento (potenzialmente vincente) al secondo turno se solo egli avesse avuto maggiore sensibilità e rispetto nei confronti della nostra coalizione e dei nostri compagni di viaggio.
Chiunque attacca il gruppo dirigente del PDL senza aver minimamente contribuito a questa tornata, compie un esercizio retorico spesso vile, sostanzialmente inutile.
L'on. Ruggiero, cittadina di Avellino, dirigente di Partito, non ha contribuito né in termini programmatici né in termini politici alla campagna elettorale del PDL. Non si è candidata né ha indicato candidati (in verità, mi viene detto, ne aveva proposto uno, ma non corrispondente ai requisiti minimi per l'ottenimento della candidatura e preferisco non dire oltre), non ha promosso iniziative o attività di propaganda nonostante il suo ruolo di consigliere regionale. Ha declinato ogni ruolo o protagonismo, non ha partecipato per sua scelta a nessuna riunione, né ha frequentato la sede del Partito; mi sembra oggettivamente fuori tempo massimo questa sua ritrovata volontà di interessarsi della politica cittadina del PDL. Anche lei, come altri, si è prodotta nella pratica poco nobile di attaccare lo sconfitto (che tale non è come dimostrato) senza aver fatto nulla, ma proprio nulla, per contribuire al risultato finale.
Bene sarebbe, in conclusione, smettere di utilizzare lo strumento dei media per attaccare il proprio stesso Partito, a maggior ragione se, come pare, tali attacchi sono l'unica cosa che si riesce a produrre. Ovviamente non mi riferisco solo all'on. Ruggiero, cui sono umanamente dispiaciuto di dover replicare, ma anche a tutti quelli che, presi da una irrefrenebile bramosia, non perdono occasione per polemizzare senza neanche avere cura di fare due semplici conti sulle liste apparentate. Se tutte queste energie fossero state impiegate a sostegno di Nicola Battista e delle nostre liste, probabilmente, il risultato sarebbe stato migliore.