SETTEMILA “BATTUTE” = 1018 PAROLE CON FOTO….
TUTTO A SPESE DEI CITTADINI.
Pensavo che in questo clima di crisi, di decadimento e di difficoltà di gestione della cosa pubblica, “il politichese” avesse ormai abbondantemente superato ogni e possibile limite che un comune cittadino avesse mai potuto immaginare. E Invece no. Solofra è una fonte inesauribile di politichese, l’ultima sua manifestazione è a dir poco esilarante : fa tanto ridere ma contemporaneamente fa anche tanto piangere.
FA RIDERE oltre ogni misura perché il politico paga un giornale affinché pubblichi una sua intervista con circa settemila “battute” con foto.
FA PIANGERE, perché il politico non paga di tasca sua, ma imputa la spesa al bilancio comunale. Paga cioè con il conto corrente di tutti i cittadini solofrani. Testuale : determina Area Finanziaria n° 44 del 22.04.2013 “ Ritenuto necessario impegnare la somma di € 280.00 (duecentottanta/00) + IVA sul competente capitolo di bilancio”(Totale euro 338,80 Capitolo 2085 - Codice 1100405).
Ironia della sorte, il giornale beneficiato si chiama "IL DENARO QUOTIDIANO", quello per cui i comuni cittadini sudano e lavorano e che il politico impunemente spende : infatti solo un politico poteva “ritenere necessario” impegnare una tale somma per un’intervista con foto.
Tutto va troppo velocemente, e tutto viene superato dalla realtà : per i giornalisti, ero giunto ad ipotizzare il “giornalistese”, ma questi son andati ben oltre, ed hanno ufficializzato il mercato delle interviste ai politici. La crisi economica con la riduzione della circolazione monetaria poi, ha reso necessario imputare agli Enti la fatturazione delle interviste ai politici.
Il politico è anche “coraggioso”, perché, pur in assenza di P.E.G. (Piano Esecutivo di Gestione che fornisce ai vari responsabili dei settori le risorse umane e finanziarie per la realizzazione degli obiettivi), fa ricadere la responsabilità dell’impegno spesa tutta sull’atto amministrativo del dirigente a termine (e il termine viene rinnovato di volta in volta, dipende …….non si sa, se, e fino a quando, verrà rinnovato alla scadenza!) e non su se stesso e su un proprio atto politico (es delibera di Giunta) : la sua specialità è “fuggire dalle responsabilità”.
Come possiamo dargli torto? Se uno è un politico (Lo era forse già da bambino?) deve farsi intervistare, deve farsi vedere, e non deve rendere conto a nessuno di ciò che fa, sennò che politico è?
Qualcuno dice : se un politico ha qualcosa di valido da rendere pubblico, perché deve pagare? Siamo per caso in campagna elettorale? Forse è per la foto che deve pagare? Forse il soggetto è “troppo grande”, occupa troppo spazio e non è fotogenico? “Ma perché dobbiamo pagare Noi” si chiedono i cittadini? Anche altri hanno parlato alle folle, ma non hanno mai pagato nessuno, al massimo avranno moltiplicato qualche pane e qualche pesce qua e là.
Altri dicono che il politico ha studiato per parlare alla gente e per far comprendere la sua parola. Ma forse non ha studiato abbastanza, visto che deve pagare affinché qualcuno pubblichi la sua intervista (con foto). Ma continuo a non capire: perché dobbiamo pagare Noi cittadini?
DOMANDA : Quanto vale “una parola” del politico?
RISPOSTA : Vale euro 0,33 (zero/33) compresa IVA e compresa foto (Una "battuta" è uguale ad un singolo carattere o a uno spazio. Secondo l'AITI Una "parola" italiana equivale a circa 6,875 battute per cui 7.000 battute equivalgono a circa 1.018 parole per stare alla citata determina: battute 7.000/6.875 = 1.018 parole . per cui € 338,80 / 1.118= € 0,33)
Il politico è anche “logorroico”, se ogni volta che parla dobbiamo pagare Noi è meglio che taccia!!! In fondo deve solo adottare la stessa strategia comunicativa che ha messo in campo finora per rispondere alle istanze dei cittadini e alle sfide politiche : il silenzio assoluto.
mariomartucci