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Acai, Ardolino: solidarietà emersa durante il terremoto ha alimentato l' impegno sociale

 

“Il terremoto del 1980 è stato un avvenimento drammatico per la provincia di Avellino, nel quale però è fortemente emersa la solidarietà e la voglia di guardare  al futuro con speranza e determinazione”. Ad affermarlo è il segretario nazionale dell'Acai onlus, associazione di tutela dei consumatori e dell'inquilinato, l'irpino Giovanni Ardolino.

“Mi preme rievocare pubblicamente – prosegue il dirigente sindacale –, dopo 42 anni, i ricordi di quella serata, rimasta impressa nella mente di tanti di noi, ma anche dei giorni successivi, molto difficili, in cui emergevano disperazione, rabbia e un sentimento di condivisione. Potrei dire che proprio in quella fase sono state gettate idealmente le basi per la costruzione del percorso di impegno civile e sociale che ha fatto successivamente nascere l'Acai. D'altra parte, è risaputo che la mobilitazione ed i problemi inizialmente registrati nel prestare i soccorsi abbiano determinato una nuova consapevolezza e volontà che hanno reso possibile un'adeguata strutturazione del sistema di Protezione civile nazionale e una moderna rete associativa del volontariato. In quei giorni, in cui  mi trovavo ad Avellino, la mia città, come giovane militare di leva in licenza temporanea, mi sono sentito spontanemente in dovere di partecipare alle operazioni di aiuto e soccorso, come tanti altri cittadini. Non potrò mai dimenticare la portata umana, la sofferenza, la solidarietà e la speranza mentre eravamo tra le macerie di via Cascino, ad affiancare i Vigili del Fuoco, per tirare fuori i superstiti rimasti intrappolati nel crollo degli edifici o chi purtoppo non ce l'ha fatta ed è rimasto vittima del sisma. I segnali di una presenza tra i cumuli di pietre, la gioia per una vita salvata o la profonda tristezza nel ritrovare un corpo esanime. In particolare, riemerge il ricordo del ritrovamento di una donna incinta, fortunatamente tratta in salvo, e le manifestazioni di affetto dei familiari. Ma anche il salvataggio di alcuni animali domestici, in particolare un cane, affiorato tra i detriti. Segnali, tutti, di un forte senso di comunità e di caparbietà nell'affrontare una grave tragedia naturale, cercando di guardare in avanti con fiducia”.

“Quei giorni - conclude Ardolino – sono stati decisivi, per quel che mi riguarda, per formare un'idea concreta di impegno civico e di sensibilità sociale, anche mettendo a frutto esempi familiari, che negli anni, in forme diverse, ha preso corpo e sul quale intendiamo continuare ad impiegare sempre meglio, insieme a chi condivide il percorso, le nostre energie”.

 

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